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Chris lascia Palermo (per un po') e torna nella sua Africa: un crowdfunding per il suo progetto

A Balarm aveva raccontato la fuga dalla Nigeria fino all'approdo a Lampedusa. Oggi il musicista Chris Obehi, chiede ancora l’aiuto dei palermitani, che lo hanno accolto come una famiglia

Balarm
La redazione
  • 28 novembre 2021

Chris Obehi

Chris Obehi, il musicista nigeriano giunto a Palermo nel 2015 da migrante, come si definisce lui, chiede ancora l’aiuto dei palermitani, che lo hanno accolto come una famiglia, per realizzare un altro sogno, questa volta nella sua terra d’origine.

«Sto tornando a casa - ha dichiarato Obehi - come artista e da essere umano che ha preso in mano la propria vita e i propri sogni».

Sono passati 6 anni dal suo arrivo e il primo sogno realizzato è stato la pubblicazione di un album; tornando a casa, però, Chris vuole portare simbolicamente anche noi in valigia, realizzando un documentario, che verrà girato a Lagos, e che ci porterà dentro il suo mondo.

Per portare a termine questo progetto Obehi ha lanciato una campagna di crowdfunding per la realizzazione il progetto che ha già un titolo: “Back to Motherland”, per la regia del nigeriano Shayo Three.

Nel documentario Chris Obehi racconterà la sua splendida storia di riscatto e libertà, di determinazione e di nuove possibilità. «Adesso torno in Nigeria, a Lagos per produrre nuova musica nella culla dell’Afrobeat, dove tutto è nato - racconta Chris».



Un viaggio che non è solo la realizzazione di un sogno artistico, ma porta con sé un significato molto più grande, un desiderio che nasce anche dalla consapevolezza che le storie di migranti che arrivano dal mare e che riscrivono il loro destino, realizzando i loro sogni e la possibilità di tornare nella propria terra da professionisti, sono ancora troppo poche.

«Se sono arrivato fin qui, oggi, è grazie al sostegno di persone che credono in me e in ciò che faccio. Parto, questa volta con un biglietto aereo in tasca, ma non con meno sogni della volta in cui sono andato via da quelle terre. Parto con la gioia di rivedere i posti che conosco, la mia famiglia, le persone che ho lasciato, le strade che ho percorso sin da bambino.

Torno a casa per un progetto importante come musicista, pronto ad immergermi di nuovo nella cultura da cui provengo, cogliendone tutte le sfumature e le vibrazioni artistiche».

Per chi volesse contribuire nella realizzazione del documentario può farlo attraverso la piattaforma Produzionidalbasso.

Il progetto includerà dei momenti presi dagli studi di registrazione, una serata in un locale della capitale, passando per i luoghi più importanti come il MOCA ed il Santuario del Re dell’afrobeat Fela Kuti.

«Mostreremo a tutti le radici della musica africana nelle sue sfumature più contemporanee dando voce ad un Paese che ha tanto da dire e merita di essere ascoltato, anche per dare speranza ad ogni fratello ed ogni sorella che lascia il proprio Paese e spera di trovare in una nuova terra. Vorrei quindi portarvi con me, in questo viaggio di ritorno raccontando la Nigeria, l’ambiente artistico e il tessuto culturale e la mia famiglia, che ho tanta voglia di riabbracciare e con cui condivido la passione per la musica da quando cantavamo nelle messe Gospel della nostra città».

Tra le ricompense per il supporto di questa campagna: cartoline da Lagos, vinili autografati e possibilità di live set oltre all’accesso alla première del documentario.

«Come si fa con gli amici più cari - conclude Chris - porterò dal viaggio in Nigeria alcuni piccoli souvenir di artigianato locale in stoffa wax africana fatti a mano. Potete tenerli per voi, o metterli sotto l’albero per dei doni di Natale speciali, poiché oltre a sostenere una causa, contribuirete a sostenere l’artigianato locale.”

Il disco “Obehi” ha segnato l’esordio discografico di Chris Obehi, (uscito per 800A Records); in seguito è uscito il doppio videoclip dei brani “Mr. Oga” e “Non siamo pesci” diretto da Vincenzo Guerrieri e prodotto da 800A Records e Pank Agency.
Il legame con la Sicilia, e con Palermo in particolare, si è consolidato quando Chris Obehi ha scoperto Rosa Balistreri grazie a un suggerimento di un amico musicista, Francesco Riotta.

Una sera gli fece sentire “Cu ti lu dissi” e per Chris fu una scossa: quando cominciò a suonare e cantare le canzoni di Rosa Balistreri in pubblico, le persone che lo ascoltavano, rimasero molto stupite da questo ragazzo africano così innamorato della musica siciliana.

Una serie di video divenuti virali sui social lo hanno portato all’attenzione del grande pubblico, tanto da vincere, nel 2020, il premio Rosa Balistreri e Alberto Favara e ottenere, anche, la Targa SIAE Giovane Autore a Musica contro le Mafie, con una premiazione a Casa Sanremo durante la quale ha suonato la sua “Non siamo pesci”.
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