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Cosa cucinare per la Festa del Papà (in Sicilia): un menu delizioso, dal primo al dolce

Se vuoi realizzare un menu perfetto per la Festa del Papà il gioco è semplice: basta attingere al ricco baule della tradizione culinaria siciliana, con tante varianti gustose

Balarm
La redazione
  • 11 marzo 2026

La pasta con le sarde al forno

Ti piace vincere facile? Se vuoi realizzare un menu perfetto per la Festa del Papà il gioco è semplice: basta attingere al ricco baule della tradizione culinaria siciliana. Bisogna saper scegliere però anche in base alle vostre doti da chef, mettendo in conto anche la possibilità che qualche portata venga direttamente acquistata dal vostro rivenditore di fiducia.

Realizzare una pietanza con le nostre mani da offrire alla persona che sicuramente ameremo per tutta la vita però resta la nostra priorità. Ma andiamo con ordine, e partiamo dalle radici. La festa di San Giuseppe è arrivata e la Sicilia si prepara per l'occasione o meglio prepara la tavolata ricca di pietanze tipiche. Questa ricorrenza coincide con la festa del papà e, come ogni tradizione sicula, ci sono dei piatti dell'Isola canonici per questa giornata. Se si pensa al 19 marzo immediatamente lo si associa alla pasta con le sarde o all'intramontabile sfincia. Ma sono davvero tante le pietanze, alcune sorprendenti, che si mangiano in occasione di queste festività.

Sicuramente gustosa e salutare dedicata agli amanti del mondo vegetale è la Minestra di San Giuseppe. A base di legumi e verdure varie, richiama le più antiche tradizioni agricole della comunità. In passato questo piatto veniva preparata dalle persone che avevano ricevuto la grazia dal Santo, ne cuocevano in grandi quantità da distribuire ai bisognosi. Una minestra semplice e genuina come San Giuseppe, simbolo della famiglia e dell’umiltà.

Una pasta tipica del periodo è la “principisseda” ovvero un formato di pasta corta, tipo bucatini, dal taglio leggermente curvo, arricchita trasformando le verdure in un gustoso piatto. Ma c’è chi usa anche altro tipo di pasta come spaghetti rustici, maccheroni alla chitarra e anche le tagliatelle. Anche se per la festa del papà in molte case siciliane non si rinuncia alla pasta con le sarde, anche questa tradizionale, c’è chi imbandisce la tavola dedicata al Santo con un primo vegetariano semplice, detto anche “sugo finto”.

E arriviamo così a un intramontabile "must have" per questo menu: la pasta con le sarde e finocchietto. La Pasta con le sarde è una delle preparazioni più celebri della cucina siciliana, palermitana in particolare, apprezzata anche in tutta Italia. Questo primo piatto non può proprio mancare sulle tavole dei siciliani che in dialetto chiamano "pasta chi sardi". Si può preparare anche con finocchietto coltivato ma mentiremmo se affermassimo che il risultato è lo stesso. In alternativa c'è una versione che va messa in forno che renderà i vostri commensali (e il vostro papà) ancora più felici.

Come secondo, sempre per restare in tema di pesce povero ma delizioso c'è il Baccalà fritto, anche nella variante con uvetta e pinoli a Palermo è protagonista indiscusso del 19 marzo. Pesce dalle origini nordiche, ha invaso i mercati popolari di Palermo. Viene avvolto nella pastella e fritto in olio bollente, poi presentato come antipasto.

Per rinforzare il secondo piatto o in aleternatriva c'è una ricetta di Scicli, un prodotto da forno. Il cucciddatu scaniatu si ottiene con un impasto a base di farina di grano duro, strutto, formaggio, sale, pepe e salsiccia. Solitamente ha la forma di una ciambella. Il cucciddatu scaniatu prende il nome da (scaniare – dal siciliano impastare, rimodellare). Ma di questa ricetta esiste anche la versione con la ricotta e la versione mista di ricotta e salsiccia. La pasta del pane che avanzava veniva re-impastata, "scaniata" con l’aggiunta del caciocavallo grattugiato, il pepe e lo strutto.

E infine non dimentichiamoci del dolce. Nel podio della pasticceria siciliana ci sono di sicuro le sfinci di San Giuseppe (che potete benissimo acquistare ma di cui vi abbiamo dato la ricetta), tipico dolce che, come si può facilmente capire dal nome stesso, sono le protagoniste anche della Festa del papà. Di tradizione antichissima, ve ne sono tracce addirittura nella Bibbia e nel Corano, l’origine della “spincia” - come viene amorevolmente chiamata in siciliano - sarebbe di derivazione araba, così come vuole la lunga tradizione di dolci fritti. Una volta pronte, vengono guarnite con crema di ricotta e gocce di cioccolato e decorati con granella di pistacchi, ciliegie candite e scorza d’arancia candita.

Oppure potete optare per le zeppole di San Giuseppe. Questi deliziosi dolci, cotti in forno, sono una variante leggera ma golosa dei tradizionali dolcetti fritti. Soffici e profumati vengono preparati con un impasto a base di acqua, burro farina, uova e zucchero, che viene poi cotto in forno fino a gonfiarsi e ottenere una consistenza leggera e delicata. Le zeppole sono un segno di festa e allegria e rappresentano una dolce tradizione culinaria che viene tramandata di generazione in generazione, una coccola deliziosa per il palato e l’anima, unendo passato e presente in un connubio di gusto e tradizione ineguagliabile.

Qualunque cosa deciderete di cucinare, comunque, l'ingrediente segreto è sempre l'amore. E state certi che sarà sicuramente apprezzato.
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