ARTE CONTEMPORANEA

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Dallo Zen ai Quattro Canti: le prime 10 opere e performance ufficiali di Manifesta

Svelati i primi dieci - degli oltre trenta - eventi del programma principale di Manifesta, la biennale d'arte contemporanea che arriva Palermo da giugno a novembre

Eugenia Nicolosi
Giornalista e scrittrice
  • 28 aprile 2018

La coreografia urbana "Rosas" di Marinella Senatore (2013)

Performance, cortei, interventi urbani, installazioni video o ancora opere site specific: centinaia i progetti previsti dal 17 giugno al 4 novembre in occasione di Manifesta (di cosa si tratta? leggilo qui) ma la notizia è che dopo gli eventi collaterali (ne parliamo qui) e quelli del programma "5x5x5"(ne parliamo qui) sono stati resi noti i primi dieci progetti del progrmma ufficiale.

La differenza tra questi è che se i primi godono della cassa di risonanza della biennale e i secondi della facilitazione alla logistica e della comunicazione su media di tutto il mondo attraverso la stessa organizzazoine, questi appena diffusi godono anche del sostegno economico: si tratta di oltre trenta interventi in totale selezionati da i curatori e sono in arrivo da diversi Paesi.

Gli artisti in arrivo Interagiscono con Palermo dai Quattro Canti allo Zen, da Palazzo Butera a pizzo Sella attraverso diversi tipi di linguaggi artistici: (video, performance, sculture, installazioni o opere site specific, pensate a posta per un luogo), che spaziano di tema in tema: diritti umani, tradizione, cultura.

Per esempio si ispira al festino di Santa Rosalia (mescolato alle tradizioni del popolo Yoruba) la performance "Festival of the Earth": un progetto dell'artista Jelili Atiku (reduce dalla 57esima Biennale di Venezia) che si sviluoppa sotto forma di un corteo che parte dal Foro Italico e arriva a Quattro Canti e che vede l'uso di piante e di sculture che poi restano esposte fino a novembre (il 15 giugno).

Ancora performance, ma questa volta declinata alla danza: "Palermo Procession". A pensarla è la visual artist Marinella Senatore: nota per la partecipazione pubblica nei suoi interventi, che per Manifesta dà vita a una grande coreografia (il 16 giugno in piazza Santa Chiara) sul tema delle relazioni uma e sulla cittadinanza attiva ma farà anche una serie di laboratori aperti a tutti.

Un'importante intervento per la vocazione sociale della Biennale itinerante (lasciare qualcosa alle città che la ospitano) è "Becoming Garden": verrà crea un giardino urbano allo Zen dal paesaggista e filosofo Gilles Clément al lavoro per questo progetto con lo studio "Coloco" in collaborazione con i residenti coinvolti in laboratori e workshop.

Ed ecco l'altro intervento atteso: quello a Pizzo Sella del collettivo Rotor Il titolo è "Monte Gallo" ed è una serie di workshop, installazioni e interventi basati sull'interazione tra uomo e paesaggio.

Attualissimo l'intervento "What is above what is below" del collettivo londinese Cooking Sections: si parla della distribuzione dell'acqua in Sicilia con delle insallazioni urbane (e dei pranzi a sacco) che si focalizzano sulla sopravivenza delle piante senza l'acqua, una possibilità reale secondo gli artisti che hanno analizzato alcune tecniche di coltivazione adatte per il clima secco di Sicilia.

Un'opera invece site specific è quella che la brasiliana Maria Thereza Alves farà a Palazzo Butera che inaugura appunto come una delle sedi della Biennale, prima di ospitare la collezione Valsecchi) ed è "Una proposta di Sincretismo (questa volta senza Genocidio)", allestita fino a novembre.

I lavori di Alves affrontano con critica i temi dell'ecologia e dello sviluppo, dell'urbanizzazione e della natura e questa volta l'installazione racconterà gli scambi culturali e la loro complessità attraverso i sincretismi "di natura": prodotti considerati tipici del territorio siciliano (alberi o frutti) ma che non sono autoctoni verranno rappresentati su di un pannello.

Sempre a Palazzo Butera arriverà anche l'instalazione video "Wishing Trees" di Uriel Orlow: è il racconto di tre alberi siciliani che custodiscono le storie di momenti e personaggi. I temi sostanziali sono la memoria ma anche l'attivismo antimafia e la migrazione.

Il video inizia dalla storia del cipresso piantato da San Benedetto il Moro nella periferia di Palermo, prosegue con quella del Ficus di via Notarbartolo (l'albero Falcone) e termina con quella dei resti di un ulivo nei pressi di Siracusa che ricordano l'armistizio della Seconda Guerra mondiale, firmato alla sua ombra nel settembre del 1943.

Coinvolti anche palazzo Aiutamicristo e palazzo Forcella Di Seta per tutta la biennale "casa" dell'artista irlandese John Gerrard che porta a Palermo "Untitled (near Parndorf)": un video racconto del vigio fino alle periferie di Parndorf, a sud di Vienna, che evidenzia la distanza che oggi corre tra la freddezza con cui accettiamo le notizie della fine di una vita umana e la reale tragicità della fine di una vita umana.

Il viaggio aveva infatti lo scopo di documentare il punto in cui si trovava u camion, abbandonato due giorni prima, con 71 cadaveri di migranti.

Un'altra sede di Manifesta è l'Orto Botanico: tra i tanti eventi collaterali e ufficiali ecco quello de visual artist Khalil Rabah che si ispira ai mercati palermitani per riprodurre un piccolo mercato di diversi manufatti.

Infine cinque incontri in compagnia dello scrittore Giorgio Vasta: "City Scripts" un progetto dedicato allo storytelling, ai laboratori di scrittura creativa e a un'app digitale con dei podcast gratuiti con cinque storie raccontate da Fulvio Abbate, Emma Dante, Giorgio Vasta, dagli studenti di un corso di scrittura e dal collettivo VacuaMoenia.

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