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Dante e la sua Commedia nelle opere di 300 artisti: tra loro c'è anche una pittrice di Mazara

Il progetto, che vede coinvolta la mazarese Manuela Marascia, è ideato in occasione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri dal critico e storico dell'arte milanese Giorgio Gregorio Grasso

Jana Cardinale
Giornalista
  • 29 giugno 2021

Manuela Marascia

Dipinti che accendono lo sguardo. Grazie a colori, lineamenti ed espressioni che rivelano tutta la passione e il talento di chi li ha sognati e poi definiti. Manuela Marascia, mazarese di 32 anni, esperta in ritratti e laureata a pieni voti all'Accademia delle Belle Arti di Palermo, è stata selezionata tra i tanti e brillanti artisti contemporanei d'Italia per la realizzazione di un progetto artistico-letterario ideato in occasione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri dal critico e storico dell'arte milanese Giorgio Gregorio Grasso.

L'idea è quella di illustrare, attraverso le opere di oltre trecento tra pittori, scultori, e fotografi coinvolti, un prestigioso volume della Divina Commedia; opere che andranno in tour in diverse tappe italiane in esposizione in siti prestigiosi, a partire dalla prima inaugurazione che si terrà a Milano il 10 luglio.

Manuela Marascia parteciperà all’evento con un suo dipinto ad olio su tela dalle misure 100x120 che interpreta il primo canto del Paradiso, e precisamente la terzina numero 48: "Quando Beatrice in sul sinistro fianco vidi rivolta riguardar nel sole: aguglia si non li s’affisse unquanco".



È il momento in cui Dante (raffigurato nel dipinto in basso) vede Beatrice rivolta a sinistra intenta a fissare il sole come farebbe un'aquila. "Le diverse esposizioni di tutti noi trecentotrentaatrè artisti – dice Manuela - permetteranno a chi lo vorrà di visitare una mostra di arte contemporanea leggendo contemporaneamente l'opera del sommo poeta". Per sua stessa ammissione appartiene a un'epoca carica di mutamenti sociali e culturali, che vive da protagonista, cambiando spesso il proprio stile pittorico, sperimentandolo, ma rimanendo maggiormente legata sempre al tema dei ritratti.

Oltre che sue opere personali, Manuela realizza varie opere su commissione, e in particolare proprio ritratti, molto venduti all'estero. «Mi hanno hanno dato una certa fama – sottolinea - ma è soprattutto nella mia Mazara che sono amata». A 20 anni inaugura la sua prima personale di pittura dal titolo "Freedom of Expression”, e partecipa a seguire a varie esposizioni artistiche nazionali e internazionali tra le quali, di recente, quella allestita nella ‘Galeria Gaudì’ di Madrid, e diversi altri eventi grazie ai quali entra in contatto con gente dello spettacolo.

Negli ultimi anni si dedica al ciclo pittorico "Uno, chiunque e nessuno": l'uomo, secondo il pensiero dell'artista, è una figura vuota. È nessuno se non viene riempito dagli affetti, dalle proprie cose, dalla realtà che lo circonda, completa il suo essere e lo cambia in continuazione.

Le silhoettes o i volti presenti nelle sue opere si presentano come un gioco visivo, un puzzle, ecco che allora il mondo, la storia, i sogni che circondano queste figure vengono incastrati o cuciti addosso nelle loro acconciature e nei loro vestiti. L'intento è soprattutto quello di fondere il corpo delle sue figure con il loro mondo circostante, l'uomo con se stesso, come fosse un camouflage, e per questo Manuela va alla ricerca di alcune sagome che possono raccontare la loro anima, il loro mondo interiore e la loro essenza come nelle sue ultime opere siciliane, e in particolare nell’opera "Cocciu d’amuri", nata dopo aver ascoltato l'omonima canzone di Lello Analfino.

«Mi diede l’idea di una dichiarazione d'amore per la Sicilia, e nel momento di crearla venne fuori l'isola nella veste di una donna affascinante che racchiude in sé bellezze paesaggistiche, profumi, tradizioni, qualità e culture; quelle splendide caratteristiche tanto invidiate da molti paesi, capaci di far innamorare chiunque guardi la nostra terra, e in questo caso un uomo, un cantastorie che in ginocchio le dedica una romantica serenata di ricordi».

L'opera originale Cocciu d’amuri è una tela di 100x120 realizzata in tecnica mista. «Per me è molto importante. Forse una delle opere a me più care dopo quelle dal tema ‘Africa’, dedicate all'adozione dei miei nipoti. Oltre che a essere molto legata alle mie origini e alla mia terra, quest'opera mi ha portato tante soddisfazioni: da subito è stata molto apprezzata in tutti settori, tanto che ho voluto creare altre opere simili siciliane dando vita a un nuovo ciclo pittorico formato da dipinti su tela e riproduzioni in stampa oltre che, sempre con queste immagini, un brand di abbigliamento per donna, uomo e bambini».

Sono opere che hanno avuto grande riscontro non solo in Sicilia ma anche all'estero; esiste, infatti, una sua riproduzione della stessa opera in scala un più grande sottoforma di murales in una delle camere di un noto B&B in Germania che realizzò lo scorso anno poco prima del lockdown su commissione. «Mi piace molto l'idea di portare le mie opere in giro per il mondo attraverso spedizioni o viaggi personali di lavoro – dice -, mostrare la Sicilia attraverso le mie opere alla gente che non la conosce ancora e far vivere in altri luoghi le mie tradizioni attraverso immagini ed emozioni a colori».

Manuela Marascia, con l'orgoglio che sboccia dalla sua vocazione, con un filo di poesia e di avventura, racconterà, così, Dante e la sua Commedia, dopo aver preso in mano i pennelli e aver fatto la valigia alla sua creatività. Una fantasia ricca di emozioni. “Amo viaggiare, lasciare la mia arte in giro per il mondo, così come la mia Sicilia e tutto quello che offre, e sono onorata di far parte del nutrito gruppo che attarverso la propria pittura porterà un pezzetto della propria terra grazie alla letteratura e all’idea del professor Grasso».
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