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Divieto d'accesso senza mascherina: cosa ha portato di buono il Coronavirus a Palermo

Fra paure e ipocondria la possibile diffusione del virus a Palermo sta portando una ventata di "freschezza" e alcuni dei problemi che attanagliano la città sembrano svaniti

Dario La Rosa
Giornalista
  • 27 febbraio 2020

La scena del traffico a Palermo nel film "Johnny Stecchino" di Roberto Benigni

Non tutto il male vien per nuocere, anzi, a Palermo il Coronavirus sembra aver portato diverse cose buone se si ragiona con il sorriso sulle labbra: primo fra tutti il traffico.

Già, l'annoso problema della città, quello che neanche la Ztl è riuscita a risolvere, sembra svanito nel nulla improvvisamente. Il traffico a Palermo si è dematerializzato nel giorno esatto di chiusura delle scuole. Se Johnny Stecchino fosse stato a Palermo in questi giorni non avrebbe creduto ai propri occhi.

Ma andiamo avanti: la voglia di lavorare ti ammazza? Ecco che questa strana condizione cittadina ha iniziato a viralizzare anche il telelavoro, una sorta di mezza vacanza in pratica. Non ti devi alzare un'ora prima, puoi farti il caffè tutte le volte che vuoi senza che il capo si lamenti e in più puoi azzardare alla cosa che hai sempre desiderato: fare finta di lavorare.

Ci scherziamo su, da buoni palermitani, cosa ci resta nella vita altrimenti? Magari una vasata, no, anzi no. I baci e gli abbracci sono stati aboliti, così come le strette di mano. Persino in chiesa non ci si può scambiare più il simbolo di pace. Se torniamo a Benigni il gioco è fatto. Lo diceva don Stecchino che i baci "se li danno solo le femmine e gli uomini sessuali". Per forza di cose ora ci si può solo talìare.

Ci siamo tolti di mezzo, insomma, tutte quelle camurrie fra noi e le persone con cui non vogliamo avere un contatto. Per i genitori, poi, è la fine di un incubo (portare ogni mattina i figli a scuola) anche se l'inizio di un altro (e ora che gli faccio fare tutto il giorno?).

I mezzi pubblici, come poterli tralasciare. Passano in orario e sui bus non si sta schiacchiati come le sardine. Puoi sederti a scelta in uno dei tanti posti disponibili.

Infine il cibo, come sempre in Sicilia, merita un capitolo a parte: finalmente al supermercato non bisogna prendere il numero e fare una fila infinita per cento grammi di prosciutto cotto senza conservanti, tanto sono tutti concentrati a comprare disinfettanti per le mani e gli ambienti domestici.
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