È argentata, vive sull'Etna (e forse non la conosci): che si sa della "capra di Polifemo"
Si tratta di una capra rustica, adattata a condizioni ambientali spesso difficili, caratterizzate da forti escursioni termiche, terreni lavici e risorse alimentari
Una capra argentata dell'Etna (foto di Capre.it)
Affascinante e relativamente poco conosciuta, l’origine di questa capra affonda le proprie radici nel territorio vulcanico siciliano, in particolare nell’area che circonda il monte Etna. Si tratta di una capra rustica, adattata a condizioni ambientali spesso difficili, caratterizzate da forti escursioni termiche, terreni lavici e risorse alimentari non sempre abbondanti. Questa capacità di adattamento rappresenta uno degli elementi più distintivi che la differenziano da molte altre razze ovine più diffuse, selezionate in contesti agricoli intensivi e quindi meno resilienti agli ambienti estremi.
Dal punto di vista morfologico, l’Argentata dell’Etna si distingue per il suo mantello grigio- argenteo, talvolta tendente al cinereo, che spesso è arricchito da sfumature più scure lungo il dorso e gli arti. Un tratto distintivo che la differenzia nettamente da molte altre capre italiane, come la Girgentana (di cui abbiamo parlato qui) o la Maltese, le quali presentano rispettivamente corna spiralate molto evidenti o mantelli più chiari e uniformi.
Questa colorazione del mantello non è soltanto un tratto estetico, ma svolge anche una funzione mimetica nell’ambiente naturale etneo, dove i colori grigi e scuri delle rocce vulcaniche offrono una protezione dai predatori. Un altro aspetto che la distingue dalle altre capre è il comportamento: si tratta di una razza particolarmente vivace e indipendente, con una forte attitudine al pascolo.
A differenza di razze più docili e stanziali, l’Argentata dell’Etna tende infatti a esplorare ampi spazi, cercando autonomamente il cibo tra la vegetazione spontanea. Questa caratteristica la rende ideale per sistemi di allevamento estensivo o semi-brado, ma meno adatta agli allevamenti intensivi. Rispetto ad altre razze caprine selezionate per questa tipologia di allevamento, l’Argentata dell’Etna presenta però una produttività lattifera più contenuta, con un latte particolarmente aromatico, influenzato dalla dieta spontanea composta da erbe selvatiche, arbusti e piante aromatiche tipiche dell’ecosistema etneo.
Questa caratteristica la rende preziosa soprattutto per produzioni casearie locali, dove la qualità dei formaggi prevale sulla quantità. Oltre agli aspetti biologici ed economici, l’Argentata dell’Etna è profondamente intrecciata con l’immaginario mitologico della Sicilia. Il suo legame con il mito di Polifemo, il ciclope narrato da Omero, è particolarmente suggestivo. Secondo la tradizione, Polifemo viveva proprio alle pendici dell’Etna e allevava greggi di animali robusti, perfettamente adattati a un ambiente aspro e selvaggio.
In questa prospettiva, l’Argentata dell’Etna può essere considerata una discendente simbolica di quelle antiche greggi mitiche: una capra forte, indipendente e capace di sopravvivere in un territorio dominato dal fuoco e dalla pietra. Alcuni racconti popolari suggeriscono persino che il colore argentato del mantello rifletta la luce lunare sulle rocce laviche, creando un’aura quasi magica che richiama le atmosfere dei miti antichi.
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