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È chiamato il "balcone della Sicilia": ti affacci e vedi dall'Etna fino al golfo di Agrigento

È uno dei borghi più suggestivi della Sicilia che, grazie alla sua posizione arroccata su una rupe nell’entroterra di Caltanissetta, è stata anche set di riprese cinematografiche

Roberta Barba
Storico dell'arte
  • 16 maggio 2021

La campana di Sutera (Caltanissetta)

È un comune di circa 1438 abitanti – dei quali 200 abitano nel borgo – fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia ed è anche una delle tappe della Magna Via Francigena, l’antico itinerario che già nell'XI secolo collegava Palermo ad Agrigento.

Stiamo parlando di Sutera, uno dei borghi più suggestivi della Sicilia grazie alla sua posizione arroccata su una rupe nell’entroterra di Caltanissetta. Infatti, Sutera è definita “il balcone della Sicilia” poiché offre un meraviglioso panorama che va dall’Etna fino al golfo di Agrigento.

Il nome Sutera, secondo un’ipotesi, deriverebbe dal greco bizantino Sotéra – accusativo di Sotér – che significa “Salvatore” in riferimento al baluardo difensivo del monte San Paolino, attorno al quale sorge appunto la città, e alle fortificazioni di epoca bizantina.

Un’altra ipotesi, invece, sostiene che il toponimo Sutera derivi da Sotéira, che significa “colei che salva”, in riferimento alla dea greca Artemide, venerata nei pressi della cittadina intorno al VI secolo a.C.



Il centro urbano di Sutera ha un impianto prettamente medievale ed è costituito da tre quartieri principali: il Rabato – il cui nome è di origine araba, deriva, infatti, da Ràbad e significa “borgo fuori le mura” – il Rabatello e Giardinello. Si sviluppa armonicamente e naturalmente attorno al monte di San Paolino.

Mentre l'intera area è abitata a partire dal VII secolo a. C., come dimostra il ritrovamento, a pochi chilometri dall'odierno centro urbano, di sepolture pre-elleniche attribuite a un villaggio sicano, la fondazione del borgo, invece, risale alla dominazione islamica della Sicilia, periodo in cui sorse il quartiere del Rabato che mantiene ancora oggi un impianto urbanistico tipicamente arabo.

A Sutera ogni angolo è ricco di storia, arte, cultura e anche leggende che lo rendono un luogo turistico di grande importanza storica. Qui, infatti, la nuova edilizia si confonde con i dammusi, tipiche casette contadine su un unico piano, costituite da una sola stanza dotata di soppalco. Le strette viuzze in pietra lavica e calcarea hanno un andamento labirintico.

A tal proposito è nata la leggenda secondo cui la fondazione della città si deve a Dedalo, fuggito dal labirinto di Creta e ospitato dal sovrano autoctono Kocalo. Un’altra leggenda è quella legata alla jacca o “Rocca Spaccata”, una collinetta in cui la roccia è separata in due da un vuoto, questa spaccatura della montagna sarebbe dovuta ad una scossa sismica verificatasi nell’istante esatto in cui Cristo spirò sulla Croce.

Particolarmente interessante è il Monte di San Paolino, uno sperone che s’innalza a circa 800 metri di altezza, alla cui sommità si trova il Santuario di S. Paolino. È possibile raggiungere il santuario soltanto a piedi attraverso un percorso – nonché la via di pellegrinaggio dei fedeli – lastricato lungo la costa della montagna.

Il percorso è sì faticoso ma una volta arrivati in cima la vista è spettacolare. Il santuario è costruito su un antico castello bizantino ed è composto da una chiesa a tre navate dove si possono ammirare opere della tradizione siciliana: la tela Madonna in trono con i SS. Cosma e Damiano di Filippo Tancredi, l’urna di San Paolino e l’urna di Sant’Onofrio. Altra attrattiva da non perdere è il Rabato, il quartiere arabo dove nell’875 d.C. venne costruita una moschea poi abbattuta nel 1370 e sostituita con la chiesa di Santa Maria Assunta (oggi chiesa Madre).

Si narra, infatti, che l’allora barone di Sutera decise di eliminare tutti i luoghi considerati pagani e di sostituirli con i simboli della cristianità. Durante il periodo natalizio il Rabato si trasforma in presepe vivente e, grazie alle sue case antiche e le viuzze strette, diventa il teatro naturale di un allestimento con circa 150 attori che fanno rivivere i mestieri della civiltà contadina d’inizio Novecento, tra canti, cantastorie e degustazioni di cibi tipici della tradizione.

Ma ogni sera, durante tutto l’anno, il Rabato acquisisce una vista mozzafiato, poiché nel buio, le piccole case in pietrame di gesso e malta brillano come cristalli. Poco fuori dal centro di Sutera, sorge il sito archeologico di San Marco, dove oltre ad una piccola e caratteristica chiesa scavata nella rocca con affreschi in stile bizantino vi sono anche resti risalenti al paleolitico, come a testimoniare l’antichissima presenza umana in questa area.

La particolarità del centro abitato e le caratteristiche bellezze del luogo hanno fatto di Sutera anche un set cinematografico.

Qui, infatti, il regista statunitense Michael Cimino, nel 1987, decise di girare alcune scene del film Il Siciliano, che racconta la storia del bandito Salvatore Giuliano, scegliendo come luoghi in cui girare le scene la Piazza Sant’Agata, il Municipio, via Roma e le zone di campagna circostanti.

Anche Marcello Trovato, regista siciliano, nel 2018, scelse Sutera per girare il suo film "Nove anni a Tientsin", tratto da una storia vera e che racconta la storia di Pietro e di Rosa, sposati da poco e separati dalla guerra, i loro tentativi di avere notizie l’uno dell’altra, poi il ritorno inaspettato e la malattia.

Ma Sutera non è solo ricca di arte, storia e cultura, ma anche di prodotti tipici locali da gustare assolutamente.

Tra questi ricordiamo u Pitirri, il piatto tipico del borgo di Sutera, ovvero una minestra di semola di grano duro mescolata ad erbe selvatiche, la cui origine risale a circa 2000 anni; u Maccu, ovvero un passato di fave tipico dell’entroterra siciliano, che viene servito con la pasta fatta in casa detta tagliarina; li virciddati di Natale, invece, sono delle vere e proprie tortine, realizzate con una frolla a forma di ciambella ripiena di noci, fichi e mandorle; li mastazzola, ovvero biscotti impastati con acqua di miele.

Anche a Sutera si può consumare la ‘mbriulata, una sorta di focaccia ripiena di salsiccia, olive e cipolla, originaria della vicina Milena.

Come arrivare a Sutera
Da Agrigento è necessario prendere la SS 189 in direzione Palermo, al Km 36 circa si incrocia il bivio per Campofranco, dopo circa 2 Km il bivio per Sutera, distante 5 Km.

Da Palermo è necessario percorrere la SS 189 in direzione Agrigento, al Km 98 si incrocia il bivio per Campofranco, dopo 2 Km circa il bivio per Sutera, distante 5 Km.

Da Catania, invece, si deve prendere l'Autostrada Catania/Palermo (A19), direzione Palermo, uscire allo svincolo per Caltanissetta e immettersi sulla SS 640 Caltanissetta/Agrigento. Poi uscire in direzione di Serradifalco (SP. 23) e immettersi sulla Provinciale Serradifalco - Mussomeli. Dopo 20 Km si incrocia il bivio per Sutera, distante 6 Km circa.
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