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È così da 40 anni a Palermo: lo scempio della palazzina-discarica vicina ai siti Unesco

Sacchi neri, persiane sradicate e rifiuti ingombranti sono solo alcuni fra gli elementi che vengono abbandonati dinanzi al civico 350 di corso dei Mille. L'appello per la rimozione

Anna Follari
Giornalista
  • 29 novembre 2025

La palazzina-discarica in corso dei Mille, a Palermo

Uno scenario autentico, degno di essere fotografato: è l’immagine dell’ennesima discarica a cielo aperto, a due passi da ben due siti Unesco. Cataste di rifiuti costeggiano corso dei Mille, tra due dei luoghi più preziosi della storia di Palermo: il Ponte dell’Ammiraglio e la Chiesa dei Lebbrosi.

Sacchi neri, persiane sradicate e rifiuti ingombranti sono solo alcuni fra gli elementi che vengono abbandonati dinanzi al civico 350 della via: si tratta di una palazzina disabitata da oltre quarant’anni, pericolante e mai messa in sicurezza.

A lanciare il grido d’allarme è il presidente della seconda circoscrizione Giuseppe Federico, che da tempo lamenta lo stato di abbandono in cui versano alcune aree del territorio: «Non siamo a Bellolampo, né in una strada isolata, ma tra due siti di grande valore storico e culturale che fanno parte del percorso arabo-normanno – afferma – qui si trovano diversi commercianti che provano disagio nell’accogliere i clienti, poiché lo stato di degrado della zona la rende invivibile».

Nell’area sorgono diversi edifici abbandonati: tra questi c’è l’ecomostro situato proprio accanto al Ponte dell’Ammiraglio, di cui ci siamo occupati in un recente servizio. Nel caso di corso dei Mille, tuttavia, ad aggravare lo stato di degrado c’è l’abbandono indiscriminato di rifiuti, che rende la zona insostenibile sul piano sia della sicurezza che dell’igiene.

Per scoraggiare chi viene a gettare l’immondizia dinanzi alla palazzina, secondo Federico, servono interventi strutturali: «Da tempo segnalo al Comune la necessità di installare un sistema di videosorveglianza in grado di coprire l’intera area - spiega – i residenti lamentano l’assenza di misure per arginare il fenomeno e punire i trasgressori, che in alcuni casi vengono da altri quartieri per depositare i sacchi di rifiuti».

A ciò si aggiunge una manutenzione piuttosto carente:«Il diserbo non viene effettuato né secondo il calendario ordinario né con interventi straordinari – aggiunge Federico - ho già segnalato la situazione e chiesto il ripristino del decoro urbano. È un impegno che mi assumo con determinazione: questo scenario sembra uscito da un film dell’orrore, ma purtroppo è la realtà quotidiana».

Sembra quasi un paradosso vedere a pochi metri di distanza un patrimonio Unesco tra i più belli della città e una Bellolampo 2.0 in un’area non periferica e nemmeno troppo distante dal centro storico.

Alcuni giorni fa avevamo approfondito i progressi nella riqualificazione del percorso arabo-normanno, relativamente alle pavimentazioni storiche di alcune aree simboliche; ora l’obiettivo è restituire decoro anche a quelle zone non troppo distanti dallo stesso itinerario.
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