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Innovazione e sorprese allo Steri di Palermo: Palazzo Chiaramonte torna fruibile alla città

Restituire alla città un pezzo della sua storia era il primo obiettivo. Università di Palermo e Coopculture ancora a braccetto per creare turismo "culturale"

Balarm
La redazione
  • 30 aprile 2021

Particolare del soffitto ligneo della Sala dei Baroni dello Steri di Palermo

È stata una corsa contro il tempo e gli ostacoli di questo tempo di covid, ma il risultato è quello che si sperava: la riapertura entro i primissimi giorni di giugno.

Il complesso monumentale dello Steri di Palermo riapre e torna fruibile alla città nella sua integrità. L'Università ha fatto una scelta strategica, ha deciso di mettere a sistema i suoi spazi creando una sinergia fattiva, ma restituendo nello stesso tempo, a Palermo, parti importanti della sua storia.

«Questa è la nostra sede più importante - dice il Rettore dell'Università degli Studi di Palermo, Fabrizio Micari –, l'emblema del vicendevole rapporto di compenetrazione e appartenenza tra Ateneo e Città -. La riapertura al pubblico di questo luogo straordinario rappresenta un'occasione di conoscere ed ammirare la realtà di un contesto storico profondamente legato alla storia di Palermo e della Sicilia».

E per fare questo l'Università si è avvalsa della partnership, già consolidata, con Coopculture che da oltre due anni promuove l'Orto Botanico, parte del SiMuA - Sistema museale di Ateneo, un esempio importante di rapporto tra pubblico e privato che ha prodotto risultati significativi, ma ha anche innalzato lo standard dei servizi raccogliendo le richieste dei visitatori.



Lo Steri riaprirà e con delle belle sorprese: prima tra tutte è la Vucciria di Renato Guttuso che, rientrata in Sicilia dopo essere rimasta esposta a lungo alla Camera dei Deputati, troverà una nuova, importante e strutturata, musealizzazione.

Sarà possibile inoltre visitare il soffitto ligneo del '300 decorato della Sala dei Baroni oggetto di un complesso intervento di restauro alla fine del 2019 e di cui nessuno ha potuto godere a causa della chiusura di Palazzo Chiaromonte-Steri per la pandemia.

Immancabili poi le carceri segrete della Santa Inquisizione, vero mansionario nascosto di preghiere, invettive, disegni che i prigionieri di Torquemada graffiarono sulle pareti e l'atrio imponente, agli spazi liberi dagli uffici universitari.

Altra novità è il circuito Steri-Orto Botanico, con un biglietto unico. Una scelta in più data al visitatore.

«Non potevamo certamente tirarci indietro - commenta Letizia Casuccio, direttore generale di Coopculture - oltre che motivo di orgoglio per il riconoscimento del buon lavoro svolto con l'Orto Botanico, oggi più che mai è una chiamata alla ricostruzione che non potevamo disertare. Restituire lo Steri e La Vucciria a Palermo vuol dire accendere una luce di speranza, per una città che nella cultura può nuovamente trovare la direzione per il riscatto che merita».

Anche l'innovazione tecnologica avrà la sua parte, per rendere tutto sempre più fruibile al visitatore e dunque ci saranno nuovi sistemi di ticketing online, una carta integrata e un programma di visite ed eventi.

Tutto, ovviamente, sarà nel massimo rispetto delle regole e dei protocolli anticovid.



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