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L'antico rito che in Sicilia rischia di perdersi: perché qui si fa il Presepe (anche a Pasqua)

Oltre al presepe di Natale si allestisce anche quello di Pasqua, con scene sacre e con le statuine. L'elenco dei presepi pasquali visitabili nella nostra Isola

Maria Oliveri
Storica, saggista e operatrice culturale
  • 24 marzo 2024

Un Presepe pasquale in Sicilia

Oltre al presepe natalizio si allestiva una volta anche il presepe di Pasqua, che narrava gli eventi della Settimana Santa, attraverso l’utilizzo di scene e statuine, come catechesi per tutti.

Conosciamo tutti il presepe, un’antichissima tradizione natalizia, che si realizza con statuine e diversi materiali, alcune settimane prima del 25 dicembre e che rappresenta in una capanna o in una grotta la Natività di Gesù.

Nel presepe circondano il Bambinello la Madonna e San Giuseppe, angeli, pastori, contadini e animali. I presepi hanno assunto nei secoli anche una grande importanza artistica: si pensi ad esempio in Sicilia ai presepi in ceramica di Caltagirone, a quelli in cera di Palermo, Noto (Sr) e Messina (come quello di Giovanni Rosselli) o a quelli di Trapani, arricchiti con argento, coralli e madreperla.

La diffusione del presepio nell’isola si può datare a partire dal XV secolo, quando si comincia a rappresentare la nascita di Gesù con statuette mobili.
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Nel XVII secolo i presepi non vengono più realizzati solo in chiese e monasteri, ma anche nelle cappelle private delle famiglie aristocratiche, con personaggi di legno, di varie dimensioni.

Bisogna attendere però il XIX secolo perché il presepe diventi un oggetto domestico rituale alla portata di tutti, anche delle famiglie meno abbienti, grazie all’utilizzo della terracotta e all’introduzione degli stampi di gesso per la produzione in serie, che abbassava nettamente i costi.

Accanto al presepio natalizio esisteva però anche un’altra tradizione in Sicilia: il presepe veniva realizzato anche nel periodo che precedeva la Pasqua, come rappresentazione della passione e della risurrezione di Gesù.

Il presepe pasquale narrava gli eventi della Settimana Santa e mostrava, attraverso l’utilizzo di varie scene e personaggi, gli eventi avvenuti nel periodo compreso tra la Domenica delle Palme e la Pasqua.

Il presepe natalizio introduceva alla nascita di Gesù e al Mistero dell’Incarnazione; il presepe di Pasqua sottolineava invece il momento buio del patimento e della morte, che si ribaltava poi nella gioia della Resurrezione di Cristo.

Il termine Presepio deriva dal latino e significa greppia, mangiatoia, ma anche recinto chiuso dove venivano custoditi ovini e caprini. Sebbene dunque sembri corretto utilizzare il termine presepio, indicando la nascita di Gesù, deposto in una mangiatoia, sembrerebbe meno opportuno parlare di Presepio di Pasqua.

Ma se si va alla sostanza e non ci si limita alla forma, si comprende subito che l’intento artistico della rappresentazione di Pasqua e di Natale è identica: la necessità di rendere comprensibile a tutti gli avvenimenti sacri legati alla vita di Cristo.

Tutto nasce dalla tradizione del Presepe vivente, come rappresentazione didascalica, per raccontare a chi non sapeva né leggere né scrivere storie edificanti della vita di Gesù e della Madonna.

La tradizione del presepio deriva probabilmente dalle rappresentazioni liturgiche che fin dal Medioevo si facevano nella notte di Natale.

Tale tradizione fu ripresa da San Francesco: nella notte di Natale del 1223, tre anni prima della sua morte, il poverello di Assisi rievocò a Greccio, un piccolo paese nel Lazio, un presepe vivente.

Dopo il viaggio in Palestina compiuto tra il 1219 e il 1220 era rimasto molto colpito dai luoghi della natività di Gesù e aveva conservato una speciale predilezione per il Natale.

Nell’autunno del 1223 si trovava a Roma e aveva chiesto al Papa Onorio III di poter rappresentare la natività. Aveva scelto Greccio, perché gli ricordava Betlemme e vide realizzarsi il suo sogno grazie anche all’aiuto del Signore del luogo, Giovanni Velita.

Il desiderio di Francesco era quello di vivere intensamente il Natale, rendendolo vero e concreto per tutti, sottraendolo alla dimensione puramente evocativa del racconto evangelico.

Da quella notte del 1223 la fama del presepe si diffuse in tutto il mondo, grazie anche all’opera dei francescani e dei domenicani. In Sicilia, più che la festività natalizia, erano però un tempo particolarmente sentiti, da un punto di vista liturgico, i riti della settimana santa, che culminavano con le celebrazioni della Pasqua.

Durante la settimana santa ancora oggi numerosi sono i simulacri, le immagini sacre, che rispettando la tradizione iconografica raccontano con realismo la morte e la resurrezione di Cristo: le vare delle processioni dei Misteri (Trapani, Erice, Caltanissetta), il gruppo ligneo del Cristo alla colonna (Ispica), le immagini scultoree della Madonna Addolorata e del Cristo Morto, i giganti di Pasqua (San Cataldo), le statue del Cristo Risorto e della Madonna che si incontrano il giorno di Pasqua…

Tutte queste immagini sono rappresentazioni figurate della memoria, quella memoria che abolisce il flusso del tempo, la distanza tra presente e passato, riattualizzando gli episodi del sacro.

In chiese e monasteri oltra ai presepi di Pasqua (se ne conservano ancora un paio nel monastero di Santa Caterina di Palermo ad esempio) erano un tempo molto diffuse le ceroplastiche con la rappresentazione del Cristo sofferente alla colonna o del Bambin Gesù con i simboli della passione (croce, chiodi, corona di spine, lancia, gallo ecc.): esiste dunque un’antica tradizione dell’immagine religiosa, che insieme al rito, collega la sfera del sacro al tempo profano e riattualizza il mistero di Dio.

In questa tradizione si inserisce anche il presepe pasquale. I presepi pasquali di solito rappresentano con fondali artistici (rovine, colonne e archi, case, palme) e statuette, vari episodi evangelici: iniziano con l’ingresso di Gesù a Gerusalemme la Domenica delle Palme, segue il Giovedì Santo con l’Ultima cena, la preghiera nel giardino del Getsemani e il tradimento di Giuda. Si continua con la flagellazione, l’incoronazione di spine e la salita al Calvario.

La crocifissione del Venerdì Santo, con le tre croci sulla cima del Golgota occupa il ruolo centrale del presepe. La scena più importante è però quella successiva, della domenica di Pasqua, quando le donne trovano il sepolcro vuoto perché Cristo è risorto.

La rappresentazione della passione Cristo, dunque, come abbiamo detto, alla stregua della natività, nasce con la finalità di essere una catechesi per tutti, per spiegare e diffondere gli avvenimenti sacri e le vicende legate alla vita e alla morte di Gesù, verità altrimenti destinate a rimanere appannaggio di pochi dotti.

Si tratta di un tipo di devozione popolare, che aveva anche il vantaggio di coinvolgere coloro che vi assistevano, facendo leva sull’aspetto emozionale e sulla pietas .

È attestato che i presepi di Pasqua venivano realizzati nei secoli XVIII e XIX, ma che poi sono caduti in disuso. In tempi recenti grazie all’iniziativa di privati o di gruppi di volontari si è tornato ad allestire i presepi di Pasqua, tradizione rimasta viva solo in qualche parrocchia, ed oggi è possibile persino acquistare online o nei negozi specializzati scene e statuine, per fare un allestimento in casa.

Segnaliamo di seguito alcuni presepi pasquali visitabili nei prossimi giorni: A Dattilo (Tp) sin dal 2017 si realizza il presepe di Pasqua.

Quest’anno quello allestito dalla famiglia Tosto sarà visitabile dal 17 marzo 2024. A Locati-Bompietro (Pa) nella Chiesa Sacra Famiglia i giovani della piccola comunità hanno preparato il Presepe di Pasqua che resterà aperto al pubblico dal 17 marzo al 4 aprile.

A Cefalù (Pa) nel Chiostro di San Pasquale, sarà possibile ammirare il presepe pasquale realizzato da un gruppo di giovani, a partire, dal 25 Marzo 2024, giorno dell’inaugurazione.

A Balestrate (Pa) da un’idea di una insegnante, Maddalena Cottone, nasce il presepe pasquale che sarà visitabile dal 18 Marzo 2024, nei locali in Via Madonna del Ponte 101.

Le scene, realizzate da artigiani locali, oltre alle immagini tradizionali della Passione di Cristo, raffigurano anche eroi e personaggi del nostro tempo: i giudici Falcone e Borsellino, Padre Pino Puglisi, Franca Viola.
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