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L'arte di Claudia: scrive "suca" con i mosaici e salva la bottega di famiglia di Monreale

Con i suoi quadretti e le sue scritte, Claudia ha messo insieme generazioni diverse portando al contemporaneo la pratica classica di questa forma di artigianato

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 22 ottobre 2021

L'artigiana dei mosaici Claudia Tumminello

Bisogna allontanarsi sempre un po' per mettere a fuoco le cose e soprattutto per capire cosa davvero si desidera fare nella vita.

È stato così per Claudia Tumminello che da quattro anni lavora nello storico laboratorio di mosaici "Le Absidi" che i suoi genitori conducono, da circa 50 anni, a Monreale.

«Seppur abbia vissuto da sempre l’atmosfera della bottega artigiana dei miei genitori - ci ha raccontato Claudia - ho sentito il bisogno di provare altre strade che mi hanno portato lontano dal loro lavoro e anche da Monreale, per alcuni anni.

Quando hai le cose sotto gli occhi le vedi da una prospettiva che a volte è poco lucida, per questo ho iniziato a studiare architettura e ad interessarmi ad altre attività. Poi, quattro anni fa, ho capito che il laboratorio era il mio posto e adesso lavoriamo tutti e tre insieme.

I miei genitori hanno sempre lavorato sui soggetti classici, dai mosaici romani a quelli bizantini, io invece ho cominciato riproducendo alcuni soggetti che mi incuriosivano e poi ho continuato».



Claudia, con la sua passione e la sua curiosità che l’hanno sempre avvicinata a nuove esperienze, ha realizzato quanto normalmente accade nell’incontro tra generazioni diverse, traghettando la pratica classica di questa forma di artigianato al contemporaneo.

«Un giorno era un po' scocciata qui al laboratorio e allora con delle tessere che avevo ho riprodotto la scritta "suca" che ormai da noi non è neanche più una parolaccia, semmai un messaggio in codice che tutti comprendiamo al volo.

E come spesso succede le cose che capitano per caso spesso poi portano ad altri passaggi: in questi giorni, infatti, queste mie scritte fatte sempre con i mosaici sono stati esposti al Salone del libro di Torino grazie ad alcuni amici grafici che si sono innamorati di questi quadretti.

È bello dare spazio alla fantasia e riuscire a far giungere alle nuove generazioni, con gli strumenti giusti, questo nostro lavoro che è artigianale al 100%».

Oggi più che mai Claudia è felice della scelta che ha fatto.

«Ho potuto sperimentare la libertà di lavorare in maniera indipendente nel mio laboratorio e oggi posso dire che è la dimensione che preferisco. Inoltre c’è un grande patrimonio culturale da portare avanti.

Molti non lo sanno ma qui a Monreale c’è la seconda scuola di mosaico per importanza, dopo quella di Ravenna».

C’è anche una nota amara che però frena un po’ l’entusiasmo.

«Devo dire che le istituzioni locali non ci aiutano a far conoscere non tanto la nostra attività quanto l’antica e artistica pratica del mosaico. Il nostro laboratorio, ad esempio, sorge proprio dove lavoravano gli antichi artigiani ma non ci sono insegne che indichino ai turisti i luoghi simboli di quest’arte.

Mi ero persino proposta di realizzare io stessa, a costo zero a parte il materiale, la segnaletica ma non ho avuto riscontri. I turisti ci trovano per caso e scoprono il mondo dell’artigianato del mosaico quasi per caso. Penso che sia assurdo questo ma noi continuiamo ad andare avanti».
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