La (mala) movida si sposta a Palermo: presidi "ad alto impatto" fuori le zone rosse
Negli ultimi due sabati potenziati i controlli anche in viale Campania, che sta diventando il "nuovo centro" della vita notturna fra caos, traffico e assembramenti
La movida cambia e si sposta a Palermo. Come vi abbiamo già raccontato in un nostro articolo, viale Campania è il nuovo "cuore" della vita notturna. Dopo l'istituzione delle zone rosse e soprattutto i numerosi casi di violenze e risse in centro storico, culminati con la sparatoria in cui è stato ucciso Paolo Taormina, i giovani "migrano" verso nuove zone della città.
Mentre la movida cambia luoghi, con essa si spostano anche gli episodi di malamovida, traffico, ingorghi e schiamazzi notturni. Scattano così le prime operazioni "ad alto impatto". Già dalla scorsa settimana infatti sono stati attuati ulteriori dispositivi di controllo del territorio anche nella zona di viale Campania dove si erano registrati disagi oltre che relativi al traffico, anche connessi alla vivibilità degli spazi esterni, per casi di assembramenti.
I controlli - spiega la Questura - rientrano nei servizi ad “Alto Impatto” «una risorsa, cruciale nella gestione del controllo del territorio delle forze dell’ordine perchè adattabile e modulabile a molteplici contesti territoriali cittadini ed utile per scongiurare la degenerazione di episodi di criminalità e microcriminalità, nonchè per agevolare la sicurezza percepita».
In viale Campania, sotto il coordinamento della Questura, nel corso degli ultimi due sabati sono stati organizzati presidi da parte di polizia, carabinieri e polizia municipale che hanno portato all'identificazione di 150 persone, di cui 14 con precedenti penali, al controllo di 68 veicoli ed alla contestazione di 20 sanzioni per violazioni al codice della strada con 2 sequestri amministrativi. Ispezioni anche in due esercizi commerciali, un pub e una pizzeria. Accertata la violazione connessa alla mancata autorizzazione sanitaria per somministrazione all’esterno (sanzione di 1000 euro).
Operazioni e controlli "ad alto impatto", quindi, anche fuori dalle zone rosse. Un segnale che Palermo attraversa un importante cambiamento dei luoghi frequentati e "utilizzati" dai giovani, che chiede maggiore attenzione e probabilmente anche nuove modalità di gestione degli spazi. Ad oggi il problema da risolvere riguarda la ricerca di un equilibrio tra quiete e vivibilità dei residenti e momenti ricreativi per i giovani.
Mentre la movida cambia luoghi, con essa si spostano anche gli episodi di malamovida, traffico, ingorghi e schiamazzi notturni. Scattano così le prime operazioni "ad alto impatto". Già dalla scorsa settimana infatti sono stati attuati ulteriori dispositivi di controllo del territorio anche nella zona di viale Campania dove si erano registrati disagi oltre che relativi al traffico, anche connessi alla vivibilità degli spazi esterni, per casi di assembramenti.
I controlli - spiega la Questura - rientrano nei servizi ad “Alto Impatto” «una risorsa, cruciale nella gestione del controllo del territorio delle forze dell’ordine perchè adattabile e modulabile a molteplici contesti territoriali cittadini ed utile per scongiurare la degenerazione di episodi di criminalità e microcriminalità, nonchè per agevolare la sicurezza percepita».
In viale Campania, sotto il coordinamento della Questura, nel corso degli ultimi due sabati sono stati organizzati presidi da parte di polizia, carabinieri e polizia municipale che hanno portato all'identificazione di 150 persone, di cui 14 con precedenti penali, al controllo di 68 veicoli ed alla contestazione di 20 sanzioni per violazioni al codice della strada con 2 sequestri amministrativi. Ispezioni anche in due esercizi commerciali, un pub e una pizzeria. Accertata la violazione connessa alla mancata autorizzazione sanitaria per somministrazione all’esterno (sanzione di 1000 euro).
Operazioni e controlli "ad alto impatto", quindi, anche fuori dalle zone rosse. Un segnale che Palermo attraversa un importante cambiamento dei luoghi frequentati e "utilizzati" dai giovani, che chiede maggiore attenzione e probabilmente anche nuove modalità di gestione degli spazi. Ad oggi il problema da risolvere riguarda la ricerca di un equilibrio tra quiete e vivibilità dei residenti e momenti ricreativi per i giovani.
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