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La Palermo che scompare: tra ristoranti e industrie, i resti dei luoghi che c'erano

L'arena Trianon, il night club Le Mirage, la trattoria Shangai o ancora lo stabilimento coca cola: una gallery di nostalgia e curiosità con le fotografie d'epoca

Balarm
La redazione
  • 3 settembre 2018

L'ex stabilimento Coca - Cola: via Rosario Nicoletti, alla fine di via Lanza di Scalea, sulla bretella per imboccare l'autostrada.
Siamo agli inizi degli anni Sessanta quando la Sibeg, subito dopo Catania, decide di aprire anche a Palermo uno stabilimento per l'mbottigliamento della famosissima bibita.

Nel 1976 l'azienda Sibeg viene acquistata dal Gruppo Busi, che continua ad operare a Palermo aprendo anchje le porte alle scolaresche per far visitare i propri stabilimenti. Agli inizi del nuovo millennio lo stabilimento chiude i battenti e nel 2012 viene demolito per far posto alla costruzione del nuovo cinema multisala che doveva chiamarsi "The Space".

A causa di infiltrazioni mafiose ancora non è stato ultimato e il progetto prevede la realizzazione undici sale, tremila posti, bar, ristorazione e sala giochi. A ricordarci che un tempo non molto lontano che a Partanna Mondello c'era lo stabilimento della Coca Cola è rimasta una colonna con un silos recante il logo della famosissima bibita.

Il ristorante Shangai alla Vucciria: in piazza Caracciolo.
Allo Shangai si accedeva da vicolo Mezzani, numero 34. Si saliva su per due rampe di scale e ci si ritrovava in una cucina: il ristorante è composto da una cucina e da una terrazza.

E in questa terrazza Renato Guttuso nel 1974 affittò un tavolo per una settimana, raccogliendo spunti e bozzetti per la sua celeberrima "Vucciria".

I bagni Virzì e i bagni Italia: la spiaggia del quartiere Romagnolo, anticamente chiamato Mustazzola.
Tra il 1950 e il 1955 non esisteva la villeggiatura e pochissime persone potevano permettersi le vacanze: il resto della gente, non conoscendo altro, si accontentava di trascorrere, almeno qualche giornata al mare.

Se il posto più bello era lo stabilimento “Charleston” di Mondello c'erano poi gli altri stabilimenti, economici, di Romagnolo: tra Sant'Erasmo e la Bandita i più frequentati erano la Taverna del tiro, i bagni Virzì e i bagni Italia.

Le cabine erano in muratura e rispetto alla spiaggia, erano più in alto, all’interno c’era un lavabo e un sedile in muratura e le aperture si affacciavano lungo una balconata. La spiaggia era un misto fra scogli e ciottoli a degradare e per raggiungerla, c’erano scale di legno.

Non tutti i bagnanti avevano il proprio costume (all'epoca era di lana), i bambini indossavano le mutandine e alcuni adulti lo noleggiavano sul posto.

L'arena Trianon: via Alessandro Scarlatti.
Qui si ospitavano spettacoli all'aperto dal 1948, quando il proprietario Giovanni Papale edificò sui resti del "Bar degli artisti" e di un precedente teatro di proprietà della famiglia Florio dove, si racconta, danzò per tre serate Mata Hari in una sua misteriosa permanenza a Palermo.

Fu inaugurata da Wanda Osiris e diventò. negli anni Cinquanta, il teatro di avanspettacolo della città con esibizioni di cantanti e attori di chiara fama. Oggi resta il fatiscente prospetto e un malmesso interno, che è stato adibito a parcheggio.

Bar Mazzara: via generale Magliocco.
Aprì nel 1909 e ha ospitato negli anni politici, attori internazionali e grandi scrittori come Tomasi di Lampedusa che proprio in uno dei suoi tavolini compose il Gattopardo.

Era pasticceria, gelateria, tavola calda, ristorante che ha chiuso i battenti nella primavera del 2014: per oltre cento anni è stato un punto di riferimento per molti, tra residenti, lavoratori e turisti che avevano fatto del caffè al bar Mazzara un vero e proprio rito.

La chimica Arenella: via Papa Sergio.
Nel 1909 per iniziativa di capitalisti ebrei tedeschi veniva costituita a Palermo la società Goldenberg Chimica per la fabbricazione e il commercio di acido solforico, acido citrico, acido tartarico e citrato. La fabbrica vide la luce nel 1910 sul mare, per sfruttare l’approdo diretto per le forniture, ma anche per gli scarichi industriali.

Nel 1913 fu avviata la produzione con personale tedesco e con sovvenzioni del governo italiano. All’inizio la produzione segnò un insuccesso, anche per la cronica carenza d’acqua dolce, ma già verso l’aprile del 1914 la situazione andava migliorando e la fabbrica incassava forti attivi grazie allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, soprattutto per la produzione dell’acido citrico usato come disinfettante negli ospedali.

Nel 1930 divenne la più grande fabbrica europea di acido citrico e negli anni Cinquanta la concorrenza straniera e nazionale, la mancanza di investimenti e le perdite economiche provocarono un crollo nel mercato e riduzioni nella produzione. Si arrivò così nel 1965 alla decisione di chiudere la fabbrica che chiude definitivamente nel 1987.

Night Club "Le Mirage": via Emerico Amari, 148.
Era il primo night club di Palermo e apriva il 20 dicembre del 1958 sui resti di un club che si chiamava invece "Winter Garden". Un problema giudiziario, nel maggio 1983, porterà alla chiusura del night club, che fino a pochi mesi prima, non aveva sfigurato nei confronti dei più rinomati locali parigini.

Cinema Astoria: via generale Magliocco, 45.
Una sala enorme e divisa su due piani ma chi lo frequentava sa che nella parte inferiore si ha la migliore acustica, poltrone spaziose e comode e una programmazione ottima.

Per alcune delle immagini e per alcune delle informazioni si ringrazia il gruppo facebook Palermo e palermitani.

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