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La Palermo più vera "vista" da due milanesi: il docufilm in corsa per il David di Donatello

Il docufilm, girato a Palermo nel 2018, è in corsa tra i dieci titoli per la selezione finale al David di Donatello 2021. Uno spaccato della città sulle tracce del cinema d'autore

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 29 gennaio 2021

Dopo aver girato tra i festival internazionali di settore, tra Emirati Arabi e Copenaghen, “Welcome Palermo” il documentario dei Masbedo, al secolo Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni, verrà presentato alla Giuria dell'Accademia del Cinema Italiano, che voterà per individuare la cinquina finale dei candidati al David di Donatello 2021, nella sezione documentari, dedicata alla memoria di Cecilia Mangini, prima documentarista donna, recentemente scomparsa.

“Welcome Palermo”, in corsa con altri nove titoli, è stato girato a Palermo nel 2018 e ha fatto parte, in una versione diversa, degli eventi di Manifesta 12, la biennale d’arte nomade che, nell’anno di Palermo Capitale della Cultura 2018, ha fatto tappa nel capoluogo siciliano.

«Questo documentario poteva essere realizzato solo a Palermo - ci ha detto Nicolò Massazza -. La città ci ha aiutato in maniera straordinaria, dimostrando grande disponibilità.



Attuando quel binomio particolare di “seduzione-rispetto”, necessario per entrare nel tessuto sociale, tutti i palermitani che hanno preso parte alle riprese, dal nome più conosciuto a quello sconosciuto, hanno dato un contributo eccezionale che ha svelato, attraverso gli occhi di due milanesi, la Palermo più vera».

«Abbiamo iniziato a lavorare al progetto, che avevamo in mente da tempo, a gennaio del 2018 girando molto in città e scovando storie eccezionali ma poco conosciute. Il nostro obiettivo era quello di realizzare un viaggio contenutistico sulle tracce del cinema “nato” a Palermo, da diversi punti di vista.

Il nostro progetto è stato subito apprezzato da Ippolito Pestellini Laparelli, uno dei curatori di Manifesta 12, e così è nata la collaborazione con la biennale d’arte e il progetto "Videomobile", un'articolata video installazione multi canale».

"Welcome Palermo" è l’evoluzione formale e narrativa di “Videomobile” e trae il titolo da un murale che accoglie chiunque arrivi in città dall’aeroporto: un messaggio distopico di benvenuto, che pone la città come soggetto protagonista e non come semplice luogo di cornice.

«Non conoscevamo molto Palermo e la più grande scoperta che abbiamo fatto, raccogliendo storie veramente eccezionali, è stata quella di cogliere il “tratto siciliano”, chiave di accesso ma anche possibile ostacolo per entrare nell’animo di ogni palermitano».

Il documentario mette insieme, con l’arte essenziale e quasi pittorica propria dei Masbedo, diverse voci nella trama di una città che è un continuo ossimoro, a volte difficile da metabolizzare ma sempre sorprendente.

Franco Alaimo,la principessa Vittoria Alliata, il regista Salvo Cuccia, Suor Cornelia, il signor Gambino di Bagheria detto “Elvis Dean”, Maziar Firouzi, Serena Ganci, Ramon Moro,Yuki O, il sindaco Leoluca Orlando, Giancarlo Parisi, Nicolò Scalzo, Gioacchino Lanza Tomasi, Eleonora Tomasino, Alberto Turra.

E poi ancora il “writers” Bad Ciccio Lino Ganci, Pizzetta, Tutto e Niente, M., Daniele Messineo: sono alcune delle testimonianze che nutrono il documentario girato su un vecchio furgone OM degli anni ’70, un “vagone video” (quello usato appunto per “Videomobile”) che ha ripercorso i luoghi del cinema del passato.

Il progetto attraversa la memoria, una memoria diversa dallo stereotipo legato alla "sicilianità" più superficiale.

È semmai un attento collage documentaristico, antropologico, estetico e sociale che scruta una città al centro dell’immaginario, divenuta nei decenni luogo di trasformazione e di scambio culturale.

La cellula elementare, vera protagonista dei 75 minuti della pellicola, è la parola che, attraverso le bocche di chi racconta, definisce un mosaico di esperienze da custodire, nella storia della città e non solo.

Il cinema che è passato da questi luoghi riprende vita, ad esempio, attraverso i racconti di suor Cornelia, che ricorda il cineforum in parrocchia e la censura operata dai parroci che “tagliavano” alcune sequenze “non coerenti con la visione cristiana” prima della proiezione.
La stessa suor Cornelia che, con altre compagne, era invitata, in prima fila, alla Mostra del Cinema di Venezia.

O ancora attraverso i racconti di Franco Alaimo, il sarto che sul set del "Il Gattopardo" si trovava in mezzo alle richieste eccentriche di Luchino Visconti e alle “sofferenze” di Claudia Cardinale.

Una Palermo, dunque, che è stata sotto l’occhio dei riflettori, che poi si sono spenti per vicende diverse, e che ritorna ad essere centro nevralgico, anche dal basso, della vitalità culturale dell’Isola.

Il film, con le musiche originali di Giancarlo Parisi, Davide Tomat e G.U.P. Alcaro, Yuki O’, è prodotto da In Between Art Film e sarà successivamente visibile su Sky Arte.
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