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La ricetta della felicità in Tunisia: il viaggio "al contrario" di un giornalista palermitano

Giornalista palermitano in pensione, Giovanni Chiappisi da anni vive girando in barca a vela: la sua ricetta perfetta della felicità. Adesso ha deciso di stabilirsi a Djerba

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 26 dicembre 2020

Giovanni Chiappisi sulla sua Horus

Quante volte abbiamo sentito dire: “Appena vado in pensione lascio tutto e vado in giro per il mondo”. Poi il fatidico giorno arriva e magari, a quell’appuntamento, a mancare è il coraggio di farlo quel gesto tanto sognato.

Così non è stato per Giovanni Chiappisi, 66 anni, giornalista palermitano in pensione che dal luglio del 2012 ha vissuto in una barca a vela, trasferendosi dal febbraio 2019 definitivamente in Tunisia.

Ma così non è stato perchè, anche prima della pensione, Chiappisi ha sempre vissuto rispettando la sua esigenza interna di libertà.

«Una volta arrivai al giornale - ci ha raccontato - è ho detto "ora mi metto in aspettativa e mi apro una taverna dall'altra parte del mondo". E poi l'ho fatto. Chi mi conosce bene sa che ho sempre vissuto come cittadino del mondo.

Mi sento un privilegiato, ho fatto buona parte di quello che ho desiderato senza chiedere niente a nessuno. La libertà va di pari passo con la responsabilità, questo mi è stato insegnato e questo ho tramandato ai miei figli.



Il punto è che nasciamo tutti liberi, poi per diversi motivi cediamo dei pezzi di libertà in cambio di qualcos'altro. Io ho cercato sempre, nel mio lavoro e nella vita, di non cedere a questo baratto.

Sono caduto tante volte e mi sono rialzato; il punto non è non cadere mai, il punto è cadere e rialzarsi. Preferibilmente da solo».

Ritornando all'oggi, non c’è voluto nemmeno molto tempo per scoprire le "cose belle", oltre alle ombre così come in ogni altro angolo del mondo, della Tunisia che hanno spinto Chiappisi a non voler più tornare in Italia.

Per quanti proprio dalle coste africane prendono il largo, su imbarcazione fatiscenti per lo più, alla volta del Bel Paese quello dell’ex cronista è stato un “viaggio al contrario” nel vero senso della parola.

Dalla Sicilia, a bordo della sua barca a vela, Giovanni è partito alla volta di nuovi approdi nel Mediterraneo, teatro troppo spesso di tristi vicende, che - va da sé - non sfuggono all’occhio di un cronista, neanche se in pensione e soprattutto per una persona che ha ricevuto pure il premio “Cronista dell’anno”.

I temi delle minoranze e delle discriminazioni, infatti, sono sempre stati molto cari a Chiappisi che ha girato il mondo per lavoro dall'Italia alla Germania, toccando il Brasile e altri paesi ancora.

Ma facciamo un passo indietro: la scelta di vivere in Tunisia ha motivazioni più personali.

«Ho deciso di venire in Tunisia perché è un paese che amo: qui la gente ti sorride per strada, sembra di vivere nella Sicilia di 40 anni fa. L'Italia è diventato un paese dove ormai regnano l'odio e la rabbia, la gente si alza la mattina è decide chi è il nemico da contrastare».

In effetti è difficile non condividere questo punto di vista.

Il desiderio di una vita non solo tranquilla ma "vera", ci verrebbe da dire, alla scoperta delle meraviglie del mondo è stato coltivato da tempo dal giornalista palermitano.

Ed è stato così che nel 2012 - mettendo a frutto i soldi della liquidazione - ha comprato la sua compagna di avventure, la barca a vela che ha chiamato Horus e con la quale ha girato in lungo e in largo per il Mediterraneo prima di fermarsi ad Hammamet, come primo avamposto.

Non vi è dubbio che il clima e il posto, per coloro che possono contare su risorse personali che lì valgono il triplo a dir poco rispetto ai paesi europei, siano invitanti ed è per questo che non stupisce poi tanto che questa scelta sia stata condivisa da tanti altri italiani.

Dall’inizio del suo girovagare per mare - non perdendo il “vizio del racconto” e il piglio giornalistico - Giovanni Chiappisi ha continuato a coltivare non solo il suo contatto con l’Italia, attraverso i profili social, che abbattono barriere e distanze, ma anche attraverso un canale Youtube che, in poco tempo, ha raggiunto oltre 12 mila iscritti.

I video pubblicati, con una certa assiduità, sono come pagine di un diario per immagini che l’ex giornalista continua a scrivere testimoniando impressioni, riflessioni e scoperte.

Tra quelli proposti negli ultimi giorni, ad esempio, quello che registra un primo bilancio della permanenza in Tunisia dopo lo spostamento da Hammamet nel villaggio di Agim a Djerba che, a quanto pare, sarebbe la baia giusta per Chiappisi dove “buttare l’ancora”.

«Intanto voglio precisare - dice Chiappisi - che qui mi trovo benissimo e avrei dovuto prendere questa decisione anni prima. L’arrivo è stato assolutamente accogliente già sulla nave ma ciò che mi ha colpito più di tutto, da siciliano, è stata la scoperta di una mentalità più aperta di quanto potessi immaginare.

Per vivere bene in Tunisia bisogna essere dotati di sana curiosità e della volontà di approfondire la storia in generale e del posto, solo così si possono comprendere fino in fondo gli stili di vita diversi dal proprio. È così che si cresce insieme.

Qua c’è una dimensione umana molto forte dove anche chi ti vede per la prima volta ti saluta con un grande sorriso ed è pronto a condividere quel poco che ha con te».

Per chi conosce Giovanni Chiappisi - e per quanti hanno imparato a conoscerlo anche attraverso questi video racconti - non risulta difficile vedere il grande spirito di apertura del giornalista verso questo nuovo Paese che lo ha accolto, ma in generale verso l’altro da sé.

Giovanni non è rientrato in Italia, nella sua Sicilia, neanche nei mesi più difficili della pandemia anzi ha fatto sapere che la Tunisia, secondo l'Oms, è stato uno dei cinque paesi al mondo che ha gestito meglio l'emergenza sanitaria causata dal Covid 19, grazie al rispetto di rigide misure adottate durante il lockdown.

«Qui se uscivi a buttare la spazzatura rischiavi che ti sparassero ma è comprensibile perchè il sistema sanitario non è consolidato come in altri paesi, quindi non possono rischiare che si ammalino tutti. In tutti casi zona rossa o meno la vita di tutti i giorni non cambia molto, almeno per me».

Della Sicilia Giovanni non sente nostalgia - se non per il panino con la milza, ci ha detto sorridendo (senza il quale si può comunque vivere benissimo) - perchè la sua formula per la felciità l'ha trovata come ha scritto in un suo libro: "Ogni essere vivente ha diritto di essere felice. Se poi si ha anche la voglia, allora buona parte del lavoro è fatto”.
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