La Sicilia si conferma set a cielo aperto: tutti i nuovi film che si girano sull'Isola nel 2026
Nonostante la crisi del comparto cinema stia rischiando davvero di arrivare, sono diversi i progetti in cantiere per cui si batterà il ciak numero uno durante il 2026
Troupe di Giuseppe Tornatore sulle Madonie, durante le riprese di Baarìa (2009)
Sono decine i film in uscita con il nuovo anno che vedono protagonisti gli scenari siciliani, e nonostante la crisi del comparto cinema stia rischiando davvero di arrivare da un momento all’altro, diversi sono i progetti in cantiere per cui si batterà il ciak numero uno nelle prime settimane dell’anno.
Uno dei primi a partire dovrebbe essere “Anime trasparenti”, di Luca Lucchesi, siciliano d’origine ma residente da anni in Germania. Classe 1983, pupillo di Wim Wenders e già autore del documentario prodotto da Wenders, “A Black Jesus”, sul Cristo nero di Siculiana. Del film era stato annunciato, nei mesi scorsi, un casting per un bambino che ne sarebbe stato il protagonista, ma poco si sa sulla trama o gli attori protagonisti.
Il suo titolo internazionale è “Echoes of Light”, e a produrlo sono la Alción ed Eolo Film Productions, con il contributo del Ministero della Cultura e il sostegno della Sicilia Film Commission.
Nel corso dell’anno dovrebbe essere la volta de “L’isola delle donne volanti”, film di formazione prodotto da Citrullo International, sempre con il contributo del Ministero della Cultura e il sostegno della Sicilia Film Commission, scritto da Marco Borromei (già all’opera con “Piccolo corpo” di Laura Samani, film vincitore del David di Donatello alla miglior regista esordiente) e diretto dal duo formato dai registi Gaia Formenti e Marco Piccarreda (“Città giardino”, “Creatura dove vai?”, “La nascita di un regno”).
Stavolta sembrerebbe che i due registi si spostino più a sud della Calabria del loro “Creatura dove vai?” per un coming-of-age (film di formazione, ndr) che almeno dal titolo potrebbe alludere ad Alicudi, l’isola che secondo la leggenda siciliana vedeva le sue notti popolate da misteriose donne in grado di librarsi, andare a Palermo e tornare cariche di merci.
All’orizzonte c'è anche una serie ideata da Riccardo Cannella, dal titolo “Rem”, prodotta da Indaco Film, in programma per la prima metà dell’anno. Cannella è stato il regista di “Jastimari – Il rifugio” (in uscita al cinema quest'anno), l’organizzatore generale del biopic su Rosa Balistreri firmato Paolo Licata, “L’amore che ho”, ma anche il produttore esecutivo de “L’invenzione della neve” di Vittorio Moroni.
Diversi addetti ai lavori riportano poi che la The Family, produzione con base a Milano, si sarebbe interessata alla realizzazione di una puntata pilota di un nuovo lavoro firmato Sandrone Dazieri, l’autore del “Gorilla”, il detective che prende il nome stesso del suo creatore ed è protagonista di una collana di romanzi scritti da Dazieri (già sceneggiatore, per la televisione, di “Squadra antimafia” e “R. I. S. Roma 3 – Delitti imperfetti”, e per il cinema di “La cura del gorilla” e “Il mio nome è vendetta”).
Sarà la Delta Film a produrre invece "La macchina dei sogni” di Davide Benedetto, produzione che inizialmente era stata inserita negli elenchi delle opere che avrebbero ricevuto un finanziamento da parte della Sicilia Film Commission e che alla fine sarà invece autoprodotta.
Tanti i titoli che bollono in pentola ed esistono, almeno per il momento, solo su carta: da "Astrea" di Davide Manuli, prodotto dalla Dugong Film, che racconterà di forze aliene che incombono sulla Terra minacciando guerra all’umanità, e del ritorno della dea della giustizia Astrea alla sua costellazione natale per salvare i suoi adorati uomini, a una produzione targata Movie Factory dal titolo “Un soffio di vento”, passando per l'esordio alla regia – prodotto da Cinnamon Film e Dea Film, dal titolo “Lemon Milk – L'uomo di fiducia” – di Maurizio Quagliana, storico professionista del cinema in Sicilia, già al lavoro come aiuto regia in “L’amore che ho” di Paolo Licata, “Mi fanno male i capelli” di Roberta Torre, “Vite da sprecare” di Giovanni Calvaruso, la serie “Il cacciatore”, “L’ora legale” di Ficarra e Picone e moltissimi altri.
Le incognite si spostano adesso sui tempi, che a causa degli imminenti tagli sul Fondo cinema e audiovisivo potrebbero farsi o molto più lunghi, o paradossalmente molto più corti, perché le produzioni riescano ad assicurarsi i contributi prima di un fuggi-fuggi generale e sulla domanda: quale sarà, se ci sarà, la grande produzione che nel 2026 coinvolgerà la Sicilia, come fu lo scorso anno per “Odissea” di Christopher Nolan, e negli anni passati per tanti altri kolossal che hanno girato per l’Isola?
Uno dei primi a partire dovrebbe essere “Anime trasparenti”, di Luca Lucchesi, siciliano d’origine ma residente da anni in Germania. Classe 1983, pupillo di Wim Wenders e già autore del documentario prodotto da Wenders, “A Black Jesus”, sul Cristo nero di Siculiana. Del film era stato annunciato, nei mesi scorsi, un casting per un bambino che ne sarebbe stato il protagonista, ma poco si sa sulla trama o gli attori protagonisti.
Il suo titolo internazionale è “Echoes of Light”, e a produrlo sono la Alción ed Eolo Film Productions, con il contributo del Ministero della Cultura e il sostegno della Sicilia Film Commission.
Nel corso dell’anno dovrebbe essere la volta de “L’isola delle donne volanti”, film di formazione prodotto da Citrullo International, sempre con il contributo del Ministero della Cultura e il sostegno della Sicilia Film Commission, scritto da Marco Borromei (già all’opera con “Piccolo corpo” di Laura Samani, film vincitore del David di Donatello alla miglior regista esordiente) e diretto dal duo formato dai registi Gaia Formenti e Marco Piccarreda (“Città giardino”, “Creatura dove vai?”, “La nascita di un regno”).
Stavolta sembrerebbe che i due registi si spostino più a sud della Calabria del loro “Creatura dove vai?” per un coming-of-age (film di formazione, ndr) che almeno dal titolo potrebbe alludere ad Alicudi, l’isola che secondo la leggenda siciliana vedeva le sue notti popolate da misteriose donne in grado di librarsi, andare a Palermo e tornare cariche di merci.
All’orizzonte c'è anche una serie ideata da Riccardo Cannella, dal titolo “Rem”, prodotta da Indaco Film, in programma per la prima metà dell’anno. Cannella è stato il regista di “Jastimari – Il rifugio” (in uscita al cinema quest'anno), l’organizzatore generale del biopic su Rosa Balistreri firmato Paolo Licata, “L’amore che ho”, ma anche il produttore esecutivo de “L’invenzione della neve” di Vittorio Moroni.
Diversi addetti ai lavori riportano poi che la The Family, produzione con base a Milano, si sarebbe interessata alla realizzazione di una puntata pilota di un nuovo lavoro firmato Sandrone Dazieri, l’autore del “Gorilla”, il detective che prende il nome stesso del suo creatore ed è protagonista di una collana di romanzi scritti da Dazieri (già sceneggiatore, per la televisione, di “Squadra antimafia” e “R. I. S. Roma 3 – Delitti imperfetti”, e per il cinema di “La cura del gorilla” e “Il mio nome è vendetta”).
Sarà la Delta Film a produrre invece "La macchina dei sogni” di Davide Benedetto, produzione che inizialmente era stata inserita negli elenchi delle opere che avrebbero ricevuto un finanziamento da parte della Sicilia Film Commission e che alla fine sarà invece autoprodotta.
Tanti i titoli che bollono in pentola ed esistono, almeno per il momento, solo su carta: da "Astrea" di Davide Manuli, prodotto dalla Dugong Film, che racconterà di forze aliene che incombono sulla Terra minacciando guerra all’umanità, e del ritorno della dea della giustizia Astrea alla sua costellazione natale per salvare i suoi adorati uomini, a una produzione targata Movie Factory dal titolo “Un soffio di vento”, passando per l'esordio alla regia – prodotto da Cinnamon Film e Dea Film, dal titolo “Lemon Milk – L'uomo di fiducia” – di Maurizio Quagliana, storico professionista del cinema in Sicilia, già al lavoro come aiuto regia in “L’amore che ho” di Paolo Licata, “Mi fanno male i capelli” di Roberta Torre, “Vite da sprecare” di Giovanni Calvaruso, la serie “Il cacciatore”, “L’ora legale” di Ficarra e Picone e moltissimi altri.
Le incognite si spostano adesso sui tempi, che a causa degli imminenti tagli sul Fondo cinema e audiovisivo potrebbero farsi o molto più lunghi, o paradossalmente molto più corti, perché le produzioni riescano ad assicurarsi i contributi prima di un fuggi-fuggi generale e sulla domanda: quale sarà, se ci sarà, la grande produzione che nel 2026 coinvolgerà la Sicilia, come fu lo scorso anno per “Odissea” di Christopher Nolan, e negli anni passati per tanti altri kolossal che hanno girato per l’Isola?
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