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Le famiglie di Palermo ospitano i rifugiati: accoglienza in casa contro pregiudizi e paure

Il modello di accoglienza da seguire è quello di Refugees Welcome Italia Onlus: l’ospitalità in famiglia alla base dell’inclusione sociale dei rifugiati e contro i pregiudizi

Balarm
La redazione
  • 11 giugno 2019

Una foto scattata in Siria

È in via di pubblicazione un avviso per la costituzione dell’albo delle famiglie disponibili ad accogliere rifugiati e i titolari di protezione sul territorio della città di Palermo: l'albo sarà a cura del Settore Sviluppo Strategico del Comune e lo ha annunciato l'assessore alla Cittadinanza Solidale, Giuseppe Mattina nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto "L'accoglienza in famiglia come percorso di integrazione", finanziato dal Ministero dell'Interno nell'ambito del Fondo comunitario per l'Asilo, la Migrazione e l'Integrazione.

Chi è un rifugiato? Il rifugiato è colui "che temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese, oppure che, non avendo cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di tali avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra"

Così recita l'Articolo 1A della Convenzione di Ginevra del 1951 relativa allo status dei rifugiati, come riporta l'Unhcr, l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.

A che serve: l’avviso è finalizzato alla individuazione di famiglie disponibili all'accoglienza di rifugiati e titolari di protezione secondo il modello di accoglienza sperimentato da Refugees Welcome Italia, una onlus che crede che l'accoglienza in famiglia per il rifugiato sia il modo migliore per avviarsi verso la piena autonomia.

Vivere con delle persone del luogo è il modo migliore per qualcuno di entrare a far parte di una precisa comunità e conoscere più velocemente il contesto sociale e culturale del Paese ospitante e, non meno importante, l’ospitalità in famiglia è il modo migliore per facilitare l’inclusione sociale e per combattere pregiudizi e paure.

All'interno di una situazione stabile e familiare il rifugiato può creare più facilmente una rete di rapporti sociali, migliorare la conoscenza della lingua, riattivare risorse umane e professionali, investire in un proprio progetto di vita: riprendere a studiare, trovare un lavoro, frequentare un corso di formazione professionale.

L’accoglienza in famiglia, secondo Refugees Welcome Italia, favorisce l’espressione delle potenzialità personali, la partecipazione e il raggiungimento del benessere.

Il modello di accoglienza é basato sullo scambio, l’incontro e la conoscenza reciproca fra rifugiati e cittadini italiani e può contribuire a combattere pregiudizi, discriminazioni e luoghi comuni.

Chi ospita in casa un rifugiato ha l’opportunità di conoscere una nuova cultura, aiutare una persona a costruire un progetto di vita nel nostro Paese, diventare un cittadino più consapevole e attivo, creare nuovi legami.

Chi desidera ospitare un rifugiato può manifestare la propria disponibilità, poi il Comune di Palermo procede alla selezione delle famiglie sulla base di un colloquio sulle motivazioni e le aspettative.

Possono fare domanda di ammissione alla selezione i soggetti: coppie con o senza figli, singoli cittadini, coinquilini, pensionati in possesso di requisiti generali (domiciliati a Palermo, età superiore ai 23 anni, godimento dei diritti civili e politici, non essere stati esclusi dall’elettorato politico attivo, soggetti nei cui confronti non è stata pronunciata sentenza di condanna passata in giudicato, o emesso decreto penale di condanna divenuto irrevocabile, oppure sentenza di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, soggetti senza carichi penali pendenti), nonché direquisiti speciali, in relazione al profilo di famiglia ospitante per il quale è presentata la candidatura (disponibilità di una camera da destinare all'ospite, disponibilità a sostenere la persona per almeno sei mesi nel suo percorso verso l’autonomia).

L’avviso rimarrà aperto per tutto l’anno e le selezioni saranno periodiche: la procedura è seguita dalla Commissione Interna di Selezione, costituita dal Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza, dal referente locale di Refugees Welcome Italia e da un referente del Settore Servizi Socio Assistenziali.

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