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Lo strano carteggio tra la regina e il bucaniere

Maria Teresa de Sanctis
Attrice, regista teatrale e scrittrice
  • 27 febbraio 2006

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Insieme a Dario Fo, Luigi Lunari è uno degli autori italiani di teatro più conosciuti e rappresentati all’estero. Di Lunari, per il cartellone “Teatro, danza, musica, nuovo circo” della 38° stagione del Teatro Libero di Palermo (in salita Partanna,4) va qui in scena, dal 2 al 5 marzo alle ore 21.15, lo spettacolo “Elisabetta e il suo pirata”, diretto ed interpretato da Adriana Innocenti e Piero Nuti, con musiche di Bruno Colli, abiti di scena di Agostino Torchietto, scene di Giorgio Panni, tecnico luci Piero Maniscalco, fonico Mauro Biondillo, una produzione della Compagnia Torino Spettacoli. Si tratta di una pièce ricca dell'atmosfera evocativa di un carteggio immaginario, riconducibile nella forma di vivace dialogo teatrale a quel successo mondiale di una ventina (e più) di anni fa costituito da “Caro bugiardo” di Jerome Kilty, che raccoglieva le lettere di George Bernard Shaw e dell’attrice Patrick Campbell. In “Elisabetta e il suo pirata” l’autore costruisce un curioso e originale divertissement di grande interesse umano e di ampio respiro storico, avendo come protagonisti Elisabetta I d’Inghilterra e il pirata Francis Drake: due personaggi agli estremi opposti della scala sociale, ma uniti e contrapposti da singolari analogie di situazioni e di vita. Lei, donna di potere in un mondo dominato dai maschi, figlia di quell’Anna Bolena che Enrico VIII fece decapitare quando Elisabetta non aveva ancora tre anni, per lungo tempo considerata bastarda ed esclusa dalla linea di successione, costretta ad una verginità ufficiale dai delicati equilibri della ragion di stato. Lui, mercante e pirata in quell’America da poco scoperta, nemico implacabile degli spagnoli e dei portoghesi che se ne erano impadroniti, esposto ai pericoli delle tempeste, dei galeoni nemici, delle epidemie, degli ammutinamenti.



Due forti personalità che la penna intelligente dell'autore ha saputo esplorare fin nei più remoti angoli dell'anima. Luigi Lunari, nato a Milano nel 1934, si è sempre occupato di teatro in varie direzioni, dedicandosi per periodi di varia durata, oltre che alla drammaturgia, all'insegnamento universitario, alla saggistica e alla critica. Infatti, dopo essersi largamente occupato di teatro anglosassone negli anni sessanta, collabora per quasi vent'anni con Grassi e Strehler al Piccolo Teatro, coi quali cessa poi ogni attività per profonde divergenze di idee sulla conduzione del teatro. Svolge intensa attività di traduttore ed è vasta anche la sua attività saggistica, dedicata in particolare a Goldoni, Molière e Brecht. Autore di notevole eclettismo, scrive fortunati originali televisivi ("Dedicato a un bambino", "Accadde a Lisbona", "Le cinque giornate di Milano"), e una serie di commedie di deciso impegno civile e di satira politica, quasi tutte ispirate alla realtà sociale italiana: da "Tarantella con un piede solo" a "Non so, non ho visto, se c'ero dormivo", da "I contrattempi del tenente Calley" (rappresentato al Piccolo Teatro di Milano, e - in lingua tedesca - al Nationaltheater di Mannheim) a "L'incidente", "Il senatore Fox", "La Bella e la Bestia" e "Tre sull'altalena". Il successo internazionale di quest’ultima commedia, in scena in Italia dal 1990, e rappresentata al Festival di Avignone nel 1994, con il titolo di "Fausse adresse", ha così attirato l’attenzione del teatro europeo su altre commedie del drammaturgo milanese, autore, tra il tanto altro, di una "Breve storia del teatro", d’impostazione alquanto nuova. Tra le sue ultime commedie troviamo "Incontro ravvicinato di tipo estremo" e "Il nome del padre". Inoltre ha pubblicato un romanzo storico in tre volumi su "Hernan Cortés e la conquista del Messico" (Ed. Rizzoli). I biglietti costano 12 euro l’intero e 8 euro il ridotto per giovani sotto i 25 anni. E’ consigliata la prenotazione telefonando allo 091.6174040.

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