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Sud: il dialetto della verità

di Barbara Giordano
  • 22 ottobre 2003

Sei attori in scena a raccontare i loro peccati. Ognuno il suo. E’ Sud, pensieri, parole, opere e omissioni, movimento teatrale drammatico in un’unica scena, diretto e ideato da Nina Lombardino e Dario Ferrari (Compagnia Darianton), che andrà in scena all’Associazione culturale Non solo Alive (via Giuseppe De Spuches 4) giovedì 23 e venerdì 24 ottobre alle ore 22 (ingresso 2 euro). Maria Pia Bellanca, Vanessa Costa, Maricetta Scordi, Ilenia Spallino, Marcella Vaccarino e Antonio Sansone sono gli attori. Hanno frequentato la scuola di teatro sperimentale di Liberiteatri, le cui lezioni si sono svolte al Teatro Trenta di via Dante 234, con il finanziamento della Provincia di Palermo.

Ognuno di loro ha individuato, scelto, compreso e scritto in italiano il suo peccato. Come una confessione. Poi, prova dopo prova, la lingua si è trasformata ed il dialetto, lingua vera che diventa strumento di comunicazione di sentimenti puri, è venuto fuori, imponendosi. Così il testo si è arricchito di emozioni e di una verità che supera l’analisi razionale perché viene da strati più profondi ed immediati dell’essere. “Crediamo sia giusto così – dicono Nina e Dario – giusto e necessario non demolire la lingua dei nostri padri, le radici della nostra cultura.”

E citano Pasolini: “Dialetto, dunque, dialetto come strumento di rifiuto della cultura aziendale che appiattisce brutalmente tutto. Dialetto come spazio espressivo, come rifiuto di un imborghesimento che è asservimento e che lascia, culturalmente, nella terra bruciata. Dialetto come rafforzamento comunicativo bilinguale e quindi come antiseparatismo. Dialetto come politica e storia e dialettica e cultura.”

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