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Mezzo mondo ce lo invidia: è palermitano l'unico sosia di Domenico Modugno

È un palermitano Doc, ha settant'anni ed è un entusiasta, da quarant'anni è il sosia ufficiale di Domenico Modugno ricercato e voluto dalla Francia agli Usa

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 19 dicembre 2018

Lino Zinna, sosia ufficiale di Domenico Modugno

È l'unico sosia di Domenico Modugno e a dirglielo è stata un'associazione americana che lo ha fortemente voluto per festeggiare i 60 anni di "Volare", la canzone simbolo dell'Italia nel mondo.

Lino Zinna è un palermitano Doc, ha settant'anni ed è un diversamente giovane entusiasta e vitale, da quarant'anni è il sosia ufficiale di Domenico Modugno ricercato da mezzo mondo «Mi chiamano dalla Francia, da Bruxelles, dagli Stati Uniti - racconta - sono molto conosciuto e apprezzato fuori dalla Sicilia, sull'Isola un po' meno. Io sono onorato di fare questo lavoro».

Cinquant'anni fa lo vide in tv per la prima volta e lo descrive come «Era come un vulcano in continua eruzione, rimasi estasiato da questa figura».

Da allora tra le varie iniziative portate avanti in memoria di "Mimmo" (come lo chiama affettuosamente l'artista) ha anche costruito un vero e proprio auditorium intitolato al famoso cantante al secondo piano di via Ruggiero Mastrangelo 26, in piano centro storico a Palermo.

Chi conosce lo spazio dice che è un teatro rifinito nei minimi particolari, niente è lasciato al caso, con tanto di quinte e sipario, il tetto in legno, un luogo che fa circa 90 posti a sedere per 120 metri quadrati. Uno spazio che usa per i suoi concerti ma che mette anche a disposizione di associazioni e di scuole.

Nella sua lunga carriera ha rappresentato Modugno moltissime volte, nel 2003 ha anche partecipato a Sanremo sosia, una kermesse parallela a quella che ogni anno si tiene al Teatro Ariston ma comunque prestigiosa. Ha anche conosciuto di presenza il suo beniamino:

«Ho conosciuto Mimmo e suo figlio, sono stato a casa sua a Roma e ad Agrigento dopo la malattia e il ricovero all'ospedale psichiatrico. - racconta Lino -era sempre allegro e spensierato. Una delle cose che ho sempre apprezzato di Domenico era la sua grande umiltà che ha conservato sempre anche nei momenti di maggiore fama».

«Era anche molto generoso e aiutava tutti come poteva. Il teatro che ho voluto intitolare a lui è stato finito pochi mesi dopo la sua morte, mi sarebbe piaciuto moltissimo che lo vedesse, però suo figlio è stato a Palermo ed è venuto a trovarci. Il teatro, o auditorium, è stato fatto tutto di tasca mia non ho e non voglio finanziamenti da parte di nessuno, è uno spazio privato e deve rimanere privato».

A gennaio è in programma nel suo teatro uno dei suoi concerti nel suo teatro per i 91 anni di Modugno e per i 61 anni dall'incisione della canzone Volare.

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