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Migranti, attualità e drammi d'altri tempi: "Tempesta", il libro di Davide Camarrone

Un tumultuoso naufragio unisce i temi de "La Tempesta" di Shakespeare, dramma del 1610, alle più che mai attuali tematiche della migrazione e dell'accoglienza

Caterina Damiano
Giornalista e Coordinatrice di redazione di Balarm
  • 28 giugno 2018

La copertina del libro con "Naufragio", del pittore Francesco De Grandi

È un'atmosfera cupa e impregnata di un dolore anche fin troppo attuale quella che avvolge il lettore sin dalle prime pagine di "Tempesta", l'ultimo romanzo del giornalista e scrittore palermitano Davide Camarrone pubblicato da Corrimano Edizioni.

Si tratta di un lavoro complesso, ispirato, che parla di contemporaneità ispirandosi a "La Tempesta" di William Shakespeare, capolavoro del Seicento che l'autore ha voluto attualizzare e, allo stesso tempo, decontestualizzare.

Se da una parte "Tempesta" mantiene intatte alcune tematiche del dramma teatrale shakespeariano - il naufragio, la disperazione, la solitudine - dall'altra restituisce in maniera chiara, quasi feroce, la proiezione di quelle tragedie che scandiscono la quotidianità di un'Europa indifferente.

Shakespeare ci raccontava come il protagonista Prospero, mago e duca di Miliano sia in esilio su un'isola sperduta insieme alla figlia Miranda. Servito dallo spirito Ariel e preoccupato dalla presenza dell'infido Caliban, Prospero causa una tempesta che fa naufragare il fratello Antonio e il complice Alonso, portando sull'isola questi ultimi e il giovane Ferdinando e inducendo tutti a fare ciò che vuole.

Camarrone racconta invece una storia di migrazioni e saperi: se Prospero e Miranda mantengono il loro nome e in linea di massima il loro ruolo, l'autore gioca con gli altri personaggi dando loro diversi nomi e più sfaccettate personalità.

Inoltre, aggiunge il Timoniere, che come Prospero nell'originale, tesse le fila degli avvenimenti: brutale, manipolatore e sboccato, questo personaggio è colui che guida la barca che naufraga sull'isola che non è più anonima. È coperta di zibibbo e limoni, è riscaldata dallo scirocco e prende il nome di Bintarriah (Pantelleria), l'isola dei venti.

Dall'approdo, la storia si muove tra inganni e rimandi alla necessità dell'accoglienza, passando per la facilità di instillare, con la più semplice delle menzogne, un odio viscerale verso chi è straniero.

A chiudere il libro è un moto di pentimento, che non ispira pietà o speranze, ma che impone una riflessione severa su quello che continua ad accadere nel Mediterraneo.

Dopo "Questo è un uomo" e "Lampaduza", "Tempesta" è la conferma dell'impegno di Camarrone nel trattare le tematiche delle migrazioni e delle contaminazioni tra i popoli. Il libro ha un prezzo di copertina di 10 euro, ed è in vendita nei principali store online e in tutte le librerie.

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