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Non è una puntata di Montalbano: perché la statua di Andrea Camilleri è "fuori legge"

Il monumento collocato al centro di Agrigento, nella Piazzetta dello Scrittore, è "fuori legge" e rischia di essere rimosso per un cavillo. Ecco di cosa si tratta

Balarm
La redazione
  • 18 febbraio 2021

La statua di Andrea Camilleri ad Agrigento

«A Camilleri non può essere dedicato alcun ricordo permanente in luogo pubblico». Inizia da qui quella che a primo impatto potrebbe sembrare una trama perfetta per uno dei romanzi del Commissario Montalbano.

Al centro del "giallo" c'è proprio il suo autore - Andrea Camilleri e la sua scultura collocata al centro di Agrigento, in un piccolo slargo chiamato Piazzetta dello Scrittore.

Quel monumento che rende omaggio allo scrittore - che proprio tra quei vicoli trascorse la sua adolescenza (frequentò il liceo classico Empedocle) - adesso rischia di essere rimossa per un "cavillo" burocratico.

A sostenerlo è l'ex consigliere comunale, Giuseppe Di Rosa, del movimento "Mani Libere" che ha portato alla memoria una legge del 1927 (la n. 1188) in base alla quale la statua realizzata dall'artista Giuseppe Agnello non è "a norma".

La legge, infatti, recita così: «Nessuna strada o piazza pubblica può essere denominata a persone che non siano decedute da almeno dieci anni» (Camilleri è scomparso il 17 luglio 2019) e «nessun monumento, lapide ed altro ricordo permanente può essere dedicato, in luogo pubblico od aperto al pubblico, a persone che non siano decedute da almeno dieci anni».



C'è da sottolineare però che, oltre ad aver segnalato l'abuso, il movimento "Mani Libere" guidato da Giuseppe Di Rosa propone nella sua lettera anche l'ipotetica soluzione al problema.

«Rispetto al luogo deve sentirsi il parere della Commissione provinciale per la conservazione dei monumenti - si legge nella lettera inviata al sindaco di Agrigento -. Tali disposizioni non si applicano ai monumenti, lapidi o ricordi situati nei cimiteri, nè a quelli dedicati nelle chiese a dignitari ecclesiastici o a benefettori.

Il ministero dell'Interno può inoltre consentire la deroga a tali disposizioni in casi eccezionali, quando si tratta di persone abbiano benemeritato della nazione».

A riportare la storia è il giornalista Giovanni Taglialavoro che sul Fatto Quotidiano ricorda anche che «Camilleri non ha mai goduto dei favori unanimi degli agrigentini».

I malumori, infatti, erano già nati quando Lillo Firetto, all'epoca sindaco di Agrigento decise di collocare la statua dello scrittore proprio al centro di via Atenea, nella vecchia Girgenti.

Gli agrigentini avrebbero preferito che la statua fosse stata collocata a Porto Empedocle, sua città natìa. Ma così non fu.

All'epoca dei fatti, Lillo Firetto aveva spiegato che «il provvedimento è stato approvato dalla Giunta su proposta della Commissione Toponomastica e rinomina come Piazzetta dello scrittore il pezzetto di piazza situata tra la via Atenea e la scalinata San Francesco dove è collocata la statua.

Un'area cittadina – ha aggiunto – che non aveva ad oggi alcun nome specifico e che adesso richiamerà tutti coloro che vorranno sedersi per qualche momento accanto all’opera in bronzo raffigurante il ‘papà’ del commissario Montalbano».

Rimane quindi da chiedersi cosa farà adesso il nuovo sindaco di Agrigento, Francesco Micciché.
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