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Resilienza al Covid-19: ognuno di noi dovrà fare la sua parte per far ripartire la Sicilia

Acquisti a km zero e viaggi in Sicilia, ecco come aiutare la nostra terra quando il Coronavirus sarà solo un ricordo e dovremo ricostruire un intero tessuto economico

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 11 marzo 2020

Se una cosa ci ha insegnato questo Coronavirus è avere scoperto che siamo fragili e vulnerabili e assolutamente impreparati a gestire crisi di questa portata. Da pochi giorni abbiamo consapevolezza di quello che sta accadendo, all'inizio abbiamo preso sotto gamba l'affaire Covid-19 tra aperitivi in piazza e cazziatoni di Burioni, tra discese a rottadicollo dalla zona rossa al Nord in migliaia verso il Sud, all'incapacità di prendere seriamente la questione, insomma miei cari concittadini l'abbiamo scafazzata (permettetemi) più e più volte e su svariati fronti.

A poco a poco ci siamo ritrovati chiusi in casa in isolamento a non sapere cosa fare, sconvolti da emozioni come la paura, l'ansia e il panico che fino a pochi giorni prima esorcizzavamo a suon di "Vabbè è solo un'influenza". Ecco questo è il momento di non lasciarsi sopraffare e di reagire, di guardarsi in faccia - dalla giusta distanza - per dirsi che bisogna tenere duro e che andrà tutto bene, perché è così.



Tornerà il sereno. Non sarà semplice e neppure immediato, ma andrà veramente tutto bene. Anche per il mercato turistico e ricettivo ma anche per molti altri settori completamente fermi che negli ultimi giorni si sono visti disdire prenotazioni e cancellare visite, gite, bar e ristoranti vuoti.

Ci riprenderemo ma per farlo serve il contributo di tutti, è necessario investire e acquistare prodotti fabricati qui in Italia, quando il Coronavirus sarà solo un ricordo lontano ricordate di far girare l'economia tra gli artigiani locali, comprate a km zero, aiutiamo i nostri coraggiosi imprenditori a rialzarsi perché saranno in ginocchio e noi possiamo fare tanto, possiamo smettere di comprare tutto online e andare a conoscere i negozianti, gli artigiani, gli operatori culturali, i ristoratori, i contadini, le guide turistiche, parlate con loro, fatevi raccontare del lavoro epico che svolgono ogni santo giorno, con il sorriso e l'entusiasmo per farci scoprire la bellezza che producono ogni giorno.

Tra qualche mese anche noi che adesso siamo chiusi in casa saremo chiamati a fare la nostra, a investire sulla nostra terra, sulla nostra isola, sui nostri concittadini, sarà il momento di un po' di sano patriottismo, dovremo ritrovare la fiducia e molto dipende dai nostri acquisti, dalle nostre, importantissime, scelte.

Questa estate - se potete - fate un viaggio in Sicilia, abbandonate la scelta di mete esotiche, rimaniamo qui e investiamo quello che possiamo qui sulla nostra Isola. Sono tempi duri, ma è adesso che dobbiamo dimostrare quanto sappiamo essere caparbi, attaccati alla vita e sappiamo aiutarci l'un l'altro perché siamo un popolo resiliente e sappiamo rialzarci più forti di prima.
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