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Un'app e 1500 telecamere a Palermo: cos'è il nuovo piano contro la mala movida

Da un’applicazione del Comune per segnalare le criticità sino a un potenziamento della control room della Municipale: le azioni per la sicurezza nei luoghi della movida

  • 24 gennaio 2026

Movida a Palermo

Palermo e, soprattutto, i giovani, continuano a chiedere di potere vivere la città in sicurezza. E le cose (a quanto pare) cominciano a muoversi. Dalla sperimentazione di un’app per segnalare le criticità presenti in città sino ad un potenziamento della Control room (con la duplicazione delle telecamere nelle prossime settimane), ecco cosa c’è in cantiere.

Facciamo prima un passo indietro: nei mesi scorsi, vi avevamo parlato della richiesta, da parte di un gruppo di universitari, della creazione di un’app, attraverso la quale potere segnalare in tempo reale, agli organi di competenza, episodi di violenza o della cosiddetta “mala movida”.

La tematica era emersa, lo scorso novembre, nel corso dell’incontro tra una delegazione del Comitato “Palermo Sicura”, guidata dal suo rappresentante, Fabrizio Landolina, e composta da giovani universitari, e il sindaco Roberto Lagalla. Si era parlato della nascita degli “Angeli della Notte”, con la possibilità di coinvolgere cooperative giovanili impegnate in attività di presidio e segnalazione per la sicurezza urbana tramite un’app.

Ma, a quanto pare, un’applicazione del genere, tanto voluta dai giovani (e non solo) esiste già e giace nei cassetti dell’amministrazione comunale da oltre un anno, senza tuttavia essere stata messa mai in rete.

«La Sispi l’aveva già realizzata pensando di creare una migliore partecipazione attiva da parte dei cittadini che, con grande senso civico, potrebbero segnalare problematiche in città, come per l’appunto episodi di violenza e non solo – fa sapere la consigliera comunale, Sabrina Figuccia -. Partendo dalla proposta dei ragazzi universitari, abbiamo chiesto di avviare una fase sperimentale con i giovani che si sono prestati nei mesi scorsi, e di testare l’app attraverso una convenzione, consentendo di capire quali sono le segnalazioni più precise alle quali l’amministrazione comunale può rispondere».

Il funzionamento dell’app è abbastanza semplice e, in totale anonimato, si potrebbero segnalare le criticità presenti in città: da episodi di mala movida e aggressioni per potere chiedere un intervento tempestivo delle forze dell’ordine, sino alle segnalazioni di illuminazione carente, buche pericolose o atti di inciviltà rispetto al conferimento errato dei rifiuti.

«Il sindaco Lagalla – prosegue la consigliera comunale - ha mostrato assoluta disponibilità nell’avviare il processo di sperimentazione. Speriamo di potere vedere, a breve, l’app in rete».

«L’idea c’è ed è obiettivamente buona – precisa il comandante della Polizia Municipale di Palermo, Angelo Colucciello -. Si sta lavorando, con la consigliera Sabrina Figuccia, per affinare chi possa gestire l’app sia come attività progettuale che come messa in opera con l’ausilio della Sispi, che deve curare gli aspetti tecnici. Sicuramente, creeremo una prima fase in cui testeremo lo strumento, dandolo, inizialmente, in mano a poche persone per capire come e se funziona e, poi, ne daremo maggiore divulgazione.

In realtà, vogliamo anche vedere se questa funzionalità possa confluire nell’app che il Comune di Palermo ha già predisposto per la segnalazione delle stesse criticità e che stiamo testando, da un po’, per affinarne i contenuti. Sarebbe, quindi, una integrazione a questa app del Comune per fare in modo che le segnalazioni siano più funzionali possibili e per dare un ristoro o un riscontro a queste».

Intanto, sul fronte sicurezza, ci sono altre novità: fra qualche settimana verranno accese altre 215 telecamere della Control Room: «Abbiamo già in opera – prosegue il comandante Colucciello - le telecamere per il quartiere Zen, che sono un altro buon numero e altre 415 telecamere per cui abbiamo fatto i sopralluoghi. Nei prossimi mesi, la Control Room, inoltre, si duplica: delle 860 telecamere attive, arriveremo a circa 1500/1600, ma in maniera però concreta e con effettivo riguardo e riferimento alle esigenze vere della città».
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