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Un siciliano in giro per il mondo: la Pop Art (che fa scandalo) di Giuseppe Veneziano

Quasi tutte le sue opere sono caratterizzate da soggetti religiosi. L'artista spesso parte da loro per creare nuove visioni legate al presente, descrivendo il caos in cui viviamo

Jana Cardinale
Giornalista
  • 12 marzo 2021

Politica, sesso, religione: sono i tre parametri che contraddistinguono le sue opere pittoriche e lo aiutano a valutare il clima culturale di ogni periodo.

Nei dipinti di Giuseppe Veneziano – nato a Mazzarino, ma residente a Milano - queste tre dimensioni interagiscono frequentemente, descrivendo il caos in cui viviamo, tra crisi ideologiche e religiose.

Nelle sue opere d'arte del passato, quasi il 90 per cento è caratterizzato da soggetti religiosi e l’artista spesso parte da loro per creare nuovi soggetti e visioni legate al presente, con lo scopo di ravvivare l'interesse per quei dipinti scorsi e scoprire le relazioni che possono avere con il mondo che ci circonda.

La cultura pop gioca un ruolo importante nella società contemporanea: per Giuseppe Veneziano – una delle figure di spicco dei gruppi artistici italiani "New Pop" e "Italian Newbrow - racchiude l'energia globale che ci permette di essere divertenti, giocosi, filosofi, sperimentatori e comunicatori.



La Pop Art contemporanea per lui è dinamica, multipla e plurale, grazie anche allo spazio web e ai nuovi social media. Le sue opere, chiaramente, ci dicono che creare arte oggi significa scavalcare i nostri limiti, fondere i linguaggi più diversi e permettere la loro interazione, supportando la creazione di forme espressive nuove e più contaminate.

La Pop Art di Veneziano vuole essere l'arte che parla alle persone in modo semplice, affrontando i valori della vita che le persone trovano istintivamente interessanti e importanti. Nonostante la loro natura ironica, le sue opere di denuncia creano generalmente scalpore.

E a tal riguardo dice: «Se uno dei miei lavori fa scalpore, forse è la realtà stessa a fare scandalo». Veneziano è rimasto a Riesi fino a quando si è laureato in architettura presso l'Università degli Studi di Palermo. Poi si è trasferito a Bologna, e in seguito è tornato a Riesi dove ha aperto il proprio studio.

Accanto alla sua attività di architetto, ha realizzato vignette per alcune case editrici italiane. Il suo "debutto" più noto risale al 2004 durante una mostra dal titolo “In-Visi” organizzata a Milano e curata dallo scrittore Andrea G. Pinketts. Tra le opere esposte, un enorme ritratto di Osama Bin Laden.

Tuttavia l'opera più dibattuta è stata il ritratto di Maurizio Cattelan con un cappio al collo. Nel 2006 l’artista si è fatto notare durante la mostra “American Beauty”, presso la prestigiosa galleria di Milano Luciano Inga Pin. Una delle opere presentate era un dipinto che raffigurava la decapitazione della celebre scrittrice Oriana Fallaci, dal titolo “Occidente, Occidente”.

Le intenzioni dell’artista erano legate a un riflesso dell'atmosfera di paura che la maggior parte dell'Europa stava vivendo dopo l'11 settembre e dopo gli attacchi terroristici a Madrid e Londra.

Durante i giorni di apertura la mostra è stata trasmessa sui media nazionali e internazionali ed è iniziato un dibattito con Dario Fo, il fotografo Oliviero Toscani, giornalisti e noti critici d'arte, tra cui Philippe Daverio.

Nel 2007 ha partecipato alla sesta edizione della Biennale di San Pietroburgo, e nel 2008 è stato tra i 20 artisti invitati a rappresentare l'Italia alla mostra “Artâthlos”, tenutasi durante i XXIX Giochi Olimpici di Pechino.

Nel 2009 ancora una volta un dipinto dell'artista siciliano dal titolo “Novecento” ha catturato l'interesse del pubblico e dei media: si trattava di una riflessione sul rapporto tra sesso e potere, con diversi protagonisti del XX secolo (Hitler, Stalin, Mussolini…) che si accoppiavano con eroine dei cartoni animati e porno star.

Grande interesse per le sue opere è stato mostrato da intellettuali italiani tra cui Giampiero Mughini, Andrea G. Pinketts e Vittorio Sgarbi, che nel 2011 lo ha invitato a partecipare alla 54esima edizione della Biennale di Venezia con una mostra nel Padiglione Italia.

In questa prestigiosa location Veneziano ha esposto l'opera “Solitamente Vesto Prada”, vista dagli stilisti Dolce & Gabbana che gli commissionarono un loro ritratto con la Madonna raffigurata a somiglianza della cantante pop più famosa al mondo, ‘Madonna’ Louise Veronica Ciccone, e i cortigiani come due putti ai suoi piedi.

Nel 2012 Ivan Quaroni ha scelto Veneziano tra i 60 artisti italiani che hanno partecipato alla Biennale Italia-Cina. Nel 2015 il suo dipinto "Gli Sbronzi di Riace" è stato esposto all'EXPO internazionale di Milano, nell'ambito della mostra "Tesoro d'Italia" curata da Vittorio Sgarbi al padiglione Eataly.

Nel 2019 una sua opera ("Madonna del Cannolo") è entrata nella collezione permanente del Museo d'Arte Moderna e Contemporanea presso Palazzo RISO di Palermo.

«Spesso – dice - un artista non sa dove va a finire una sua opera. Quando essa esce dallo studio non gli appartiene più, inizia ad avere una vita propria. È come un figlio che va via di casa e non torna. Poi, inaspettatamente, ti arriva qualche notizia che ti dice che sta bene e che si trova in ottime mani. Allora sei felice».

Il suo percorso artistico inizia nel 2001, quando chiude lo studio di architettura in Sicilia e si trasferisce a Milano.

Da quel momento in poi, Veneziano si è dedicato esclusivamente all’insegnamento e alla pittura. Attraverso la forma d’arte che utilizza, Veneziano cerca una formula espressiva che rappresenti il suo pensiero e la sua visione dell’arte, per rendere il suo lavoro comprensibile a un pubblico più vasto possibile. “Sono per un’arte inclusiva rispetto a quelli che la ritengono esclusiva”.

Veneziano si riconosce nella definizione di "cronista dell’arte", un artista molto radicato nel suo tempo che vuole raccontare la società in cui vive. E per questo si occupa spesso di fatti di cronaca con dei rimandi nel passato e delle proiezioni futuribili.

«Il vero artista fa arte per se stesso – dice - . Solo quando si ha un cospicuo numero di opere bisogna iniziare a proporsi a gallerie, critici o collezionisti».

E tra i suoi consigli, per chi vuole intraprendere questo percorso, c’è quello di visitare molte mostre pubbliche e private «e immergersi quotidianamente nello studio della Storia dell’arte».

Tanta attesa per il suo nuovo progetto artistico, che riguarda la sua mostra estiva (12 giugno-19 settembre) e l’esposizione di una sua scultura nel centro di Pietrasanta, in provincia di Lucca, rinato palcoscenico d’arte dopo i lavori di riqualificazione.
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