ARTE E ARCHITETTURA

HomeCulturaArte e architettura

Un tesoro nascosto illumina il Palazzo delle Poste: il Futurismo (al femminile) a Palermo

Le visite, organizzate per "Le Vie dei Tesori", hanno offerto al pubblico l’occasione di ammirare da vicino uno dei capolavori assoluti del movimento artistico in Italia

Marta Mangiapane
Dottoranda in pratiche artistiche e storia dell'arte
  • 14 novembre 2025

Le Sintesi delle Comunicazioni, 1933-1934 Palermo, sala delle conferenze Palazzo delle Poste

Per soli due giorni, venerdì 7 e sabato 8 novembre 2025, Palermo ha potuto riscoprire un tesoro nascosto nel cuore della città: il monumentale ciclo pittorico Sintesi delle comunicazioni di Benedetta Cappa Marinetti, custodito nella sala conferenze del Palazzo delle Poste Centrali di via Roma.

Le visite, organizzate nell’ambito del festival "Le Vie dei Tesori", hanno offerto al pubblico l’occasione di ammirare da vicino uno dei capolavori assoluti del Futurismo italiano e di esplorare un edificio che è esso stesso un simbolo dell’arte e della modernità del Novecento. L’itinerario si apre con la suggestiva scala elicoidale, autentico gioiello architettonico che conduce ai piani superiori del Palazzo. Da qui si accede alla Sala del Consiglio, dove sono conservate le opere di Cappa.

L’esperienza permette di apprezzare l’opera nel suo contesto originario e, al tempo stesso, di scoprire i raffinati dettagli architettonici e decorativi dell’edificio, progettato da Angiolo Mazzoni come manifesto del razionalismo italiano e della modernità degli anni Trenta. Benedetta Cappa Marinetti (1897–1977) fu una figura straordinaria e spesso trascurata del Futurismo.

Unica donna a firmare, insieme a otto colleghi, il Manifesto dell’aeropittura futurista (1929), riuscì a imporsi con una voce autonoma in un movimento dominato dagli uomini. Allieva di Giacomo Balla e compagna di vita di Filippo Tommaso Marinetti, il fondatore del Futurismo, Cappa Marinetti sviluppò un linguaggio pittorico personale e raffinato, capace di fondere la potenza della tecnologia con la sensibilità interiore.

Il Futurismo, nato agli inizi del Novecento, celebrava la velocità, la macchina e il progresso, respingendo ogni nostalgia del passato. Nella sua seconda fase, l’aeropittura – di cui Cappa Marinetti fu tra i protagonisti – mirava a rappresentare la nuova dimensione dell’uomo moderno: quella del volo, del cielo, dell’altitudine.

L’artista tradusse questa esperienza vertiginosa in un linguaggio visivo poetico e visionario, dove scienza e immaginazione si intrecciano. In questo spirito nascono, nel 1934, le opere per il Palazzo delle Poste di Palermo. Le tavole, alte oltre tre metri e realizzate a tempera ed encausto, rappresentano le diverse forme della comunicazione moderna: terrestre, marittima, aerea, telegrafica e radiofonica. Ogni pannello sviluppa il tema con un ritmo dinamico e fluido, dove autostrade, navi, aeroplani e onde radio si fondono in una sinfonia di linee e colori che esaltano l’energia della tecnologia e del mondo contemporaneo.

Il pannello dedicato alla comunicazione aerea, in particolare, celebra la conquista del cielo e l’ebbrezza del volo attraverso diagonali ardite e tonalità metalliche che evocano movimento e leggerezza. L’intero ciclo si distingue per la luminosità della gamma cromatica, che trasmette un sentimento di ottimismo e fiducia nel futuro, riflettendo lo spirito costruttivo dell’Italia degli anni Trenta.

L’apertura straordinaria del Palazzo ha offerto al pubblico non solo l’occasione di riscoprire la maestria pittorica di Benedetta Cappa Marinetti, ma anche il valore simbolico della sua opera: un messaggio di emancipazione e sensibilità femminile in un ambiente artistico dominato da ideali di forza e velocità. Le Sintesi delle comunicazioni restano una testimonianza viva della sua visione, capace di trasformare la tecnologia in poesia e di dare forma al sogno di un mondo sospeso tra terra e cielo.

Con questo evento, Palermo ha restituito alla città e ai visitatori la possibilità di dialogare con una delle voci più originali del Novecento, ricordando come il Futurismo – pur nelle sue contraddizioni – sia stato anche uno spazio di libertà e invenzione, che Benedetta Cappa Marinetti seppe abitare con grazia e coraggio.
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

GLI ARTICOLI PIÚ LETTI