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Va in pensione e crea la sua Oasi Blu: come visitare la "casa delle meraviglie" a Bagheria

Nino Rizzo è un ex ferroviere prestato all’arte che ha raccolto tutti gli oggetti, ricordi, biglietti, diari, monete e quant’altro nella casa di famiglia che oggi apre al pubblico

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 9 settembre 2021

Nino Rizzo in un angolo della sua casa museo a Bagheria

Lui la definisce il suo "giocattolo da pensionato" ma è una casa museo a tutti gli effetti che si trova nel cuore di Bagheria (via Litterio,19), nel Palermitano.

Negli ultimi cinque anni, Nino Rizzo, ex ferroviere prestato all’arte, ha messo a regime tutti gli oggetti, ricordi, biglietti, diari, monete e quant’altro nella casa di famiglia, divenuta una moderna wunderkammer (stanza delle meraviglie).

La casa installazione si trova nei pressi del Municipio di città e nasce dal miscuglio di culture, di set diversi, che interagiscono l’uno con l’altro, a cui Nino Rizzo ha dato il nome di “Oasi Blu – L’arte del viaggio”.

L’abitazione, come ci ha raccontato Nino, è una tipica casa rurale di paese che si sviluppa in altezza, con due stanze ciascuno in tre piani e con una terrazza colorata in cima.

«Il terrazzo l’ho definito l’angolo Marrakech mentre adesso che parlo con voi, mi trovo al secondo piano, dove ci sarebbe la cucina ma è la zona che io ho dedicato al pittore Pollock».



Nino Rizzo ha sempre avuto il pennello in mano anche se dalla mostra degli anni ’80 si è dedicato pienamente ai viaggi e alla raccolta di tutto questo materiale scelto con l’occhio attento dell’artista e che oggi nutre, in una continuità voluta, l’anima della casa.

«Ho sempre considerato il lavoro di ferroviere come il “lavoro serio”, quello che ti permette di mantenere la famiglia, anche perché in passato e forse ancora è così, raramente l’arte poteva fornire il sostentamento necessario.

Ho coltivato però, sempre, la passione dei viaggi, alla scoperta di angoli nuovi del mondo e di culture connesse. Ogni tre mesi praticamente ero pronto con la valigia in mano. Fino a che i miei genitori erano in vita, ho stipato tutti questi oggetti in un’ala della casa.

Poi quando loro non ci sono stati più, purtroppo, ho pensato di ritornare a vivere qui, circondandomi di ogni ricordo materiale, a cui ho dato un filo logico ed esperenziale nell’esposizione».

Si trovano nell’Oasi Blu cappelle votive, altari ai viaggiatori illustri, memorabilia, collezioni: tutto sospeso nel tempo se veramente ci si trovasse in un quell’angolo del mondo.

C’è la stanza dedicata a Marco Polo e a tutte le sue tappe sulla Via della Seta, quella che ricorda le azulejos portoghesi, l’ambiente animistico e il vano cristiano, e persino una cripta dedicata al viaggiatore per eccellenza, Ulisse.

E poi ancora l’omaggio all’Egitto con tanto di tomba con mummia, ricreata dallo stesso Rizzo.

«Ci sono angoli a sorpresa, come nei sottoscala, grazie al fatto che questa struttura mi permette di dare libero sfogo anche alla fantasia; e poi ogni oggetto, così come nei musei, ha accanto un biglietto esplicativo. A volte mi sorprendo io stesso di ritrovare oggetti che magari avevo dimenticato.

Non posso dire di essere legato a qualcuno di essi in particolare, sono tutti importanti e tutti contribuiscono alla realizzazione di questi ambienti a tema».

Il debutto dell'Oasi Blu – L’arte del viaggio, risale allo scorso anno con l’inserimento nel festival "Le Vie dei Tesori" che anche quest'anno apre le porte a tutti i curiosi.

«Fino ad allora avevo condiviso questo progetto con gli amici che mi sono sempre venuti a trovare ma adesso mi fa molto piacere aprire le porte di casa e condividere un’esperienza artistica maturata negli anni.

Questa casa installazione è sostanzialmente frutto di una serie di innamoramenti verso tanti oggetti, e mi richiede molte attenzioni, per la manutenzione costante, togliendomi anche tempo per nuovi viaggi.

Ma sono molto felice di tutto ciò, penso sempre all’oggi, il domani si vedrà».
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