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Boston no grazie. Ma chi resterebbe davvero all'Unipa?

Si chiama #RibelliSempre ed è lo spot dell'Unipa contro la fuga di cervelli, ma divide le opinioni e pone una pesante domanda: chi rinuncerebbe alla possibilità di andarsene?

Balarm
La redazione
  • 20 luglio 2015

Capricciosa ribellione o giovane coraggio critico? Lo spot dell'Università di Palermo, accompagnato dall'hashtag #ribellisempre, mostra la storia parallela di Rosa, ispirata alla patrona di Palermo Rosalia Sinibaldi, che si appresta a dire sì ad un matrimonio combinato, e di Lia, giovane diplomata in partenza per frequentare l'università di legge a Boston. Con ostinata convinzione, o forse per molti con un colpo di testa, entrambe le giovani dicono no ad un destino che sembrava già stabilito, "ribellandosi" alle loro sorti.

Tra tradizione religiosa e moderna propaganda di lotta alla fuga di cervelli, il video Unipa è quasi un pugno allo stomaco per i giovani "fuggiaschi", quando vedono la protagonista strappare un (costosissimo) biglietto per gli Sati Uniti, ma sicuramente fonte di elogio per i palermitani più orgogliosi e pronti a investire sulla propria terra, o diremo speranzosi che il futuro di ricerca passi una buona volta da incerto e per buona parte carente ad appetibile per unicità e servizi.

Scelta coraggiosa, capriccio o assurdità, dunque? Questo probabilmente non sta a noi dirlo: ma certamente lo spot ha una ricezione di contrasto, come spesso accade tra apocalittici e integrati, a un sistema di ricerca che vacilla ma che certamente bisogna di novità e rinascite costruttive. Solo allora, rinunciare all'estero non sarà un rimpianto ma una precisa volontà di cui essere fieri. Sino a quell'ora, la vera domanda restesterebbe solo una: avendo un biglietto per Boston, chi rimarrebbe davvero a Palermo?

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