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Abiti, gioielli, vip e anche menu e gossip: cala il sipario sull'evento Dolce & Gabbana

Cala il sipario sulle serate di Dolce & Gabbana in Sicilia: eventi blindatissimi per un totale è di tre serate fra sfilate e cene di gala con un unico filo conduttore, il mito greco

Irene Leonardi
Giornalista
  • 8 luglio 2019

Cala il sipario sulle sfilate griffate Dolce&Gabbana che in questi giorni si sono svolte tra Palma di Montechiaro, Agrigento e Sciacca. Eventi blindatissimi e dai contenuti top secret che però, grazie ai social network e ai racconti di chi c’è stato, si possono ricostruire. Il totale è di tre serate fra sfilate e cene di gala con un unico filo conduttore: il mito greco.

“La molteplicità delle forme e i miti dell’antica Grecia – si legge infatti sui canali ufficiali dell’azienda - hanno ispirato gli stilisti che hanno rappresentato queste belle raffigurazioni su abiti, gioielli e accessori”.

I gioielli, dicevamo nello scorso articolo, sono stati i protagonisti della prima serata. Palma di Montechiaro è stata tirata a lucido ed addobbata con piante e composizioni floreali realizzate direttamente dagli infioratori di Noto.

Sono state anche realizzate delle botteghe siciliane con tanto di insegne retrò e prodotti siciliani e, ad accogliere gli ospiti, è stato un coro di voci bianche e una banda musicale. I preziosi, sotto vetro, sono stati in bella mostra per tutta la sera fino alla cena che si è svolta sotto la guida di Pietro La Torre.

Durante la serata la canadese filantropa e amica degli stilisti Sylvia Mantella ha donando il suo vestito raffigurante il "Gattopardo" alla principessa Carine Vanni Mantegna, per farlo tornare a palazzo Gangi, a Palermo, dove è stata girata l’ultima scena del celebre film.

Sul palco c'era anche il professor Don Gioacchino Lanza Tomasi Duca di Palma, che per l’occasione ha esposto il primo manoscritto de “Il Gattopardo”.

Ma c’è di più: la location di palazzo Ducale Tomasi di Lampedusa ha incantato i due stilisti a tal punto da fargli decidere di donare anche una somma volta al restauro del palazzo stesso. Sembra anche (ma questa più che una notizia verificata è una voce) che i due in segno di devozione e come atto del tutto privato, abbiano donato alla Madonna del Castello una preziosa collana.

Per rimanere nella sezione pettegolezzi, pare che anche in un abito fatto sfilare proprio la prima sera ad essere raffigurata è la Madonna del paese. Guai però a dirlo ai saccensi che invece in quella immagine hanno visto la Madonna del Soccorso, patrona della cittadina marinara. Quale sia la verità però non si sa. Sui social (quelli non ufficiali) molti addirittura sostengono che l’immagine dell’abito che circola online non appartenga neanche a questa collezione.

Dopo lo sfarzo dei gioielli della prima sera, all’interno della Valle dei Templi è toccata la sfilata degli abiti femminili. Il suono delle arpe ha accolto gli ospiti che si sono intrattenuti nella valle fino a sera, con la cena a cura di Natale Giunta.

Chi è stato alla sfilata assicura che sembrava che le dee fossero tornate ad abitare il Tempio di Giunone. In passerella abiti elegantissimi e dai tessuti pregiatissimi con richiami a capitelli e miti greci.

Un esempio? Un abito era in pizzo color oro e lurex, uno con la mantella ricamata in paillettes, microsfere e cristalli su tulle o, ancora, uno aveva un ricamo in 3d che riproponeva con perline di velluto le forme dei vasi ellenistici (si possono ammirare alcuni abiti visitando i social dell’azienda). Insomma un vero e proprio spettacolo a cielo aperto accompagnato dalle musiche del premio Oscar Ennio Morricone.

E, a proposito della statuetta più ambita di sempre nel cinema, ad essere visto la sera finale a Sciacca anche Giuseppe Tornatore che, pare, firmerà la regia di un video che racconterà tutta l’avventura siciliana dei due stilisti.

È proprio a Sciacca che si è svolta la serata finale con tanto di spettacolo pirotecnico. A sfilare sono stati gli uomini che hanno indossato pezzi unici realizzati a mano.

Qui gli ospiti hanno anche sfilato per il centro storico ammirando quattro chiese locali a partire dalla Basilica. Lungo il percorso del centro storico, adornato per l’occasione con lussuosa moquette, sono state anche posizionate tre auto Fiat 500, emblema dell’italianità e della Dolce Vita.

Nell’atrio superiore del palazzo dei Gesuiti, ovvero l’attuale palazzo Municipale, ad accogliere gli ospiti era uno spettacolo di danza per poi scendere in quello inferiore, vero e proprio palcoscenico della sfilata. Ad aprire lo spettacolo, ancora una volta accompagnato dalle musiche di Morricone, quattro ballerini: uno di loro era Giuseppe Picone, étoile e direttore del corpo di Ballo del Teatro San Carlo di Napoli.

Oltre cento, invece, i modelli che hanno sfilato tra colonne e statue ellenistiche. Non a caso tra i primi look proposti diverse tuniche ispirate agli antichi ateniesi, in passerella con tanto di arco e frecce.

Arrivano poi ovviamente anche le versioni maschili di camicie e pantaloni con le stampe dei vasi e dei più svariati miti: immancabili anche numerose corone d’alloro, elmi, ali e scudi.

È a metà sfilata però che arrivano alcuni abiti che sono inequivocabilmente un omaggio a Sciacca (e la conferma stavolta arriva dalla descrizione che ne fanno sui social network ufficiali). In passerella sfila un abito a due pezzi in broccato bianco, completo di dettagli ricamati e revers in oro e bachelite rosso corallo Sciacca. E pare che non sia stato neanche l’unico abito a richiamare il tema del corallo.

A sfilata conclusa gli invitati si sono spostati nella piazza Scandaliato, arricchita per l’occasione da imponenti luminarie che delimitavano l’area della cena. All’interno grandi tavoli tondi addobbati in stile siciliano: al centrotavola altissimi candelabri, erbe aromatiche, peperoncini, spighe e limoni.

Dietro i fornelli Giuseppe Giuffrè con un menù dai sapori mediterranei: fusilli con ragù di cernia, ziti alla norma, dentice con fagiolini alla menta e, come dolce, croccante di mandorle con crema di limone e fragoline di bosco. Ad accompagnare il tutto i vini della cantina Donnafugata.

Domenica, per la quarta serata senza sfilate, la cena prevista al Castello di Joppolo Giancaxio è stata invece spostata al Verdura Golf Resort dove è stato anche aperto temporaneamente uno shop monomarca: D&G naturalmente.

Tanta l’emozione dei cittadini della provincia che, come previsto, hanno affollato le strade in cerca di vip (rimanendo un po’ delusi) ma potendo ammirare da vicino la bellezza e la stravaganza (bisogna dirlo) degli abiti indossati da alcuni ospiti.

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