C'è nato Senna, ci sono la cupola e l'arco arabo: in Sicilia nel "borgo degli sposi"
Tra letture, contenuti storici, materiale meccanico e cimeli vari, il piatto forte è la visione della città dall’alto o mettere piede dentro una volante di Formula Uno. Vi ci portiamo
La cupola del Santuario del Santissimo Crocifisso, Chiesa Madre di Siculiana (foto del FAI)
“Egli è ser Branca Doria, e son più anni poscia passati ch'el fu sì racchiuso". "Io credo", diss'io lui, "che tu m'inganni; ché Branca Doria non morì unquanche, e mangia e bee e dorme e veste panni". “Sire, corrono voci poco rassicuranti su Branca Doria”. “Questo matrimonio s’ha da fare (stile manzoniano). Branca Doria prenderà come sposa Costanza Chiaramonte”. Nell’intermezzo di versi divini e racconti fantasiosi, la prossima tappa ci spinge nella statale 115. Tra spiagge colorate e borghi curiosi, giunge voce di un paese tutto da gustare. Il suo nome è Siculiana.
Pervasi da un tono romanzesco, cavalchiamo l’onda principesca. Giunge voce - quasi un richiamo di forte speranza. E che sarà mai? Vestiamo i panni dei Chiaramonte, si cambia registro! I ricordi di Siculiana Marina e Torre Salsa hanno lasciato traccia del loro passaggio. È tempo di storia, non lasciamoci sfuggire l’occasione di scoprire angoli architettonici e forme d’arte di grande valore. Percorsa una lunga via - tra case abbellite e profumi attuali, decidiamo di proseguire a piedi. Lo spirito di osservazione è il "fattore X" di cui abbiamo bisogno. Pian pianino ci allontaniamo dalla contemporaneità per iniziare la via romantica. Le tracce del passato sono componenti che non lasceranno spazio a ripensamenti. Inaugurato da pochi anni, il “Percorso degli Sposi” permette di entrare nei dettagli della storia siculianese. E si parte dalla centralissima Piazza Umberto I.
Nel cuore pulsante di Siculiana, i rintocchi scandiscono il tempo. Lenti e imprevedibili. Costruita nel XVII sec., grazie alla concessione del barone Blasco Isfar - come Chiesa del Rosario - rimase agibile fino al 1859. Abbandonata, furono costruiti i locali della Casa del Fascio con l’odierna torre. Fu il genio di Vincenzo Scibetta da Bisacquino a costruire l’orologio meccanico posto in cima. È composto da un ingranaggio mosso dalla trazione dei pesi e collegati sotto il corpo dell’orologio con dei cavi metallici. A una cinquantina di metri circa è posto il Monumento ai Caduti in Guerra. Attendiamo un segnale. Scegliamo la veste dell’ispettore Rogas o quella del sospettato? Prendiamo spunto dalla scena del film “Cadaveri Eccellenti” di Risi (girato appunto in quella piazza), ma il nostro obiettivo è il Museo Astro. Una volta entrati, cortesia, ordine e sorpresa saranno gli elementi di compagnia. Di origini siculianesi, il pilota brasiliano Ayrton Senna ha lasciato un ricordo indelebile nei cuori della gente.
Tra letture, contenuti storici, materiale meccanico e cimeli vari, il piatto forte è la visione della città dall’alto o mettere piede dentro una volante di Formula Uno. Per grandi e piccini (non abbiate paura delle vertigini!!!). Il primo pit stop ci permette di entrare nell’ottica culinaria del paese. Un dolcetto alla mandorla o una zuccata veloce ripaga dai piccoli sforzi prodotti. La Chiesa del Santissimo Crocifisso è un pezzo forte del borgo. Poche decine di metri ancora e si entra nella fede religiosa e…architettonica. L’antica Matrice è stata edificata dai Padri Carmelitani. Custode (da oltre quattro secoli) della statua in legno del Cristo Nero (festeggiato il 3 maggio). Tra silenzi affannosi e sguardi attoniti raggiungiamo l’altare maggiore. Una scalinata porta fino al simulacro.
Stucchi e dipinti arricchiscono l’edificio. Senza dimenticare la vasca ebraica, utilizzata come fonte battesimale. E la cupola? Rappresenta il simbolo armonioso di un luogo imperdibile. Picchi d’estasi prendono di mira i nostri animi. L’uscita è galante. Ci guardiamo attorno e scrutiamo, con occhi attenti, di un palazzo dalle dimensioni imponenti. E se fosse il Palazzo Agnello? È una storica dimora del XVIII sec. Giunti a Siculiana (la famiglia Agnello) nel 1797, non ricevettero mai una vera e propria investitura della baronia. Allo stesso tempo, influenzarono la vita sociale ed economica del territorio. L’intero palazzo è stato teatro di riprese cinematografiche, utilizzato per fini alberghieri e dimora per Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Grazie alla struttura in pietra, oggi, è rimasto intatto.
In tal senso, l’amministrazione sta lavorando per acquisire la proprietà e magari, in futuro, potrebbe essere considerato un polo culturale. La scia storica non ci abbandona mai. “Sire, Siculiana profuma di storia”. “La storia è quella materia che raccoglie i cocci di dominazioni, fatti e date”. Tutto partì dal [...]. L’origine del nome viene ricondotta al suo porto naturale sul fiume navigabile Canne. Quindi, acquisì il nome di Siculi Janua (Porta della Sicilia). Il borgo è il riflesso di tante influenze dominatrici. Cluverio è incerto sulla fondazione della città. In un primo caso afferma che sorse sulle antiche rovine di Cena, mentre in un secondo intervento afferma che sia nata dalle ceneri della città di Camico (residenza di Cocalo).
Prima dell’avvento dei Chiaramonte, la città vide sorgere - in periodo arabo - un castello che resistette agli attacchi di Ruggero il Normanno. Successivamente fu raso al suolo. Fin quando Federico III, re di Sicilia, investì i Chiaramonte a baroni di Siculiana. Dopo la caduta chiaramontana, furono tanti i personaggi di spicco che presero il controllo del territorio. Tra questi gli Isfar, nobili di Catalogna. Tra baronaggi svaniti, famiglie e casate nobiliari importanti e la licentia populandi, Siculiana ha attraversato periodi sfarzosi e altri di difficoltà. Una lunga scorpacciata, tutto d’un fiato. Il viaggio continua!
A una distanza irrisoria si erge, nella sua bellezza, l’Arco Arabo. Con cadenza pressoché delicata, siamo attirati dal Museo della Memoria e del Territorio. Trova ubicazione nel vecchio quartiere Casale. Il modo giusto per valorizzare eventi che affrontano tematiche varie (antiche e moderne). “Sire, cos’è l’amore?”. “Andiamo avanti con la nostra visita (compreso il Giardino degli Amanti)”. Le chiese del Carmine, di Sant’Antonio da Padova, San Francesco d’Assisi, Immacolata, Vergine Maria, San Vincenzo e Madonna delle Grazie sono espressione di fede, culto e ricordi.
Compresi gli antichi cortili, pezzi di un passato sociale. Corrono voci che a Siculiana ci sia una sorgente. È quella di Kalat. Un momento rilassante. Attimi di tranquillità e invece lu “ciavuru di cosi boni” inebria anima, corpo e tutti i sensi possibili. Alla domanda: “immagino che squisitezza, vero?”. Una signora, una volta udita l’esclamazione, risponde delicatamente: “li Cuddiruni. Volete favorire?”. La Sicilia è anche questa! “Sire, di Torre Salsa, Marina di Siculiana e il Castello Chiaramontano, vogliamo parlarne?”. “È stato fatto in altri contesti, il nostro viaggio termina qui”. È l’ultimo atto di una visita infinita, come infinito è lo splendore di questo borgo chiamato Siculiana”.
Pervasi da un tono romanzesco, cavalchiamo l’onda principesca. Giunge voce - quasi un richiamo di forte speranza. E che sarà mai? Vestiamo i panni dei Chiaramonte, si cambia registro! I ricordi di Siculiana Marina e Torre Salsa hanno lasciato traccia del loro passaggio. È tempo di storia, non lasciamoci sfuggire l’occasione di scoprire angoli architettonici e forme d’arte di grande valore. Percorsa una lunga via - tra case abbellite e profumi attuali, decidiamo di proseguire a piedi. Lo spirito di osservazione è il "fattore X" di cui abbiamo bisogno. Pian pianino ci allontaniamo dalla contemporaneità per iniziare la via romantica. Le tracce del passato sono componenti che non lasceranno spazio a ripensamenti. Inaugurato da pochi anni, il “Percorso degli Sposi” permette di entrare nei dettagli della storia siculianese. E si parte dalla centralissima Piazza Umberto I.
Nel cuore pulsante di Siculiana, i rintocchi scandiscono il tempo. Lenti e imprevedibili. Costruita nel XVII sec., grazie alla concessione del barone Blasco Isfar - come Chiesa del Rosario - rimase agibile fino al 1859. Abbandonata, furono costruiti i locali della Casa del Fascio con l’odierna torre. Fu il genio di Vincenzo Scibetta da Bisacquino a costruire l’orologio meccanico posto in cima. È composto da un ingranaggio mosso dalla trazione dei pesi e collegati sotto il corpo dell’orologio con dei cavi metallici. A una cinquantina di metri circa è posto il Monumento ai Caduti in Guerra. Attendiamo un segnale. Scegliamo la veste dell’ispettore Rogas o quella del sospettato? Prendiamo spunto dalla scena del film “Cadaveri Eccellenti” di Risi (girato appunto in quella piazza), ma il nostro obiettivo è il Museo Astro. Una volta entrati, cortesia, ordine e sorpresa saranno gli elementi di compagnia. Di origini siculianesi, il pilota brasiliano Ayrton Senna ha lasciato un ricordo indelebile nei cuori della gente.
Tra letture, contenuti storici, materiale meccanico e cimeli vari, il piatto forte è la visione della città dall’alto o mettere piede dentro una volante di Formula Uno. Per grandi e piccini (non abbiate paura delle vertigini!!!). Il primo pit stop ci permette di entrare nell’ottica culinaria del paese. Un dolcetto alla mandorla o una zuccata veloce ripaga dai piccoli sforzi prodotti. La Chiesa del Santissimo Crocifisso è un pezzo forte del borgo. Poche decine di metri ancora e si entra nella fede religiosa e…architettonica. L’antica Matrice è stata edificata dai Padri Carmelitani. Custode (da oltre quattro secoli) della statua in legno del Cristo Nero (festeggiato il 3 maggio). Tra silenzi affannosi e sguardi attoniti raggiungiamo l’altare maggiore. Una scalinata porta fino al simulacro.
Stucchi e dipinti arricchiscono l’edificio. Senza dimenticare la vasca ebraica, utilizzata come fonte battesimale. E la cupola? Rappresenta il simbolo armonioso di un luogo imperdibile. Picchi d’estasi prendono di mira i nostri animi. L’uscita è galante. Ci guardiamo attorno e scrutiamo, con occhi attenti, di un palazzo dalle dimensioni imponenti. E se fosse il Palazzo Agnello? È una storica dimora del XVIII sec. Giunti a Siculiana (la famiglia Agnello) nel 1797, non ricevettero mai una vera e propria investitura della baronia. Allo stesso tempo, influenzarono la vita sociale ed economica del territorio. L’intero palazzo è stato teatro di riprese cinematografiche, utilizzato per fini alberghieri e dimora per Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Grazie alla struttura in pietra, oggi, è rimasto intatto.
In tal senso, l’amministrazione sta lavorando per acquisire la proprietà e magari, in futuro, potrebbe essere considerato un polo culturale. La scia storica non ci abbandona mai. “Sire, Siculiana profuma di storia”. “La storia è quella materia che raccoglie i cocci di dominazioni, fatti e date”. Tutto partì dal [...]. L’origine del nome viene ricondotta al suo porto naturale sul fiume navigabile Canne. Quindi, acquisì il nome di Siculi Janua (Porta della Sicilia). Il borgo è il riflesso di tante influenze dominatrici. Cluverio è incerto sulla fondazione della città. In un primo caso afferma che sorse sulle antiche rovine di Cena, mentre in un secondo intervento afferma che sia nata dalle ceneri della città di Camico (residenza di Cocalo).
Prima dell’avvento dei Chiaramonte, la città vide sorgere - in periodo arabo - un castello che resistette agli attacchi di Ruggero il Normanno. Successivamente fu raso al suolo. Fin quando Federico III, re di Sicilia, investì i Chiaramonte a baroni di Siculiana. Dopo la caduta chiaramontana, furono tanti i personaggi di spicco che presero il controllo del territorio. Tra questi gli Isfar, nobili di Catalogna. Tra baronaggi svaniti, famiglie e casate nobiliari importanti e la licentia populandi, Siculiana ha attraversato periodi sfarzosi e altri di difficoltà. Una lunga scorpacciata, tutto d’un fiato. Il viaggio continua!
A una distanza irrisoria si erge, nella sua bellezza, l’Arco Arabo. Con cadenza pressoché delicata, siamo attirati dal Museo della Memoria e del Territorio. Trova ubicazione nel vecchio quartiere Casale. Il modo giusto per valorizzare eventi che affrontano tematiche varie (antiche e moderne). “Sire, cos’è l’amore?”. “Andiamo avanti con la nostra visita (compreso il Giardino degli Amanti)”. Le chiese del Carmine, di Sant’Antonio da Padova, San Francesco d’Assisi, Immacolata, Vergine Maria, San Vincenzo e Madonna delle Grazie sono espressione di fede, culto e ricordi.
Compresi gli antichi cortili, pezzi di un passato sociale. Corrono voci che a Siculiana ci sia una sorgente. È quella di Kalat. Un momento rilassante. Attimi di tranquillità e invece lu “ciavuru di cosi boni” inebria anima, corpo e tutti i sensi possibili. Alla domanda: “immagino che squisitezza, vero?”. Una signora, una volta udita l’esclamazione, risponde delicatamente: “li Cuddiruni. Volete favorire?”. La Sicilia è anche questa! “Sire, di Torre Salsa, Marina di Siculiana e il Castello Chiaramontano, vogliamo parlarne?”. “È stato fatto in altri contesti, il nostro viaggio termina qui”. È l’ultimo atto di una visita infinita, come infinito è lo splendore di questo borgo chiamato Siculiana”.
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