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Dal Teatro Libero alla tv con la serie "L'Ora": il debutto dell'attrice palermitana Giuditta Vasile

Nuovo volto del cinema e della tv, Giuditta Vasile, 31 anni palermitana, è entrata nel cast della serie "L'Ora-Inchiostro contro piombo", dove interpreterà un personaggio della prima puntata

Anna Sampino
Giornalista
  • 8 giugno 2022

Giuditta Vasile (foto di Chiara Giardini)

La Sicilia è il suo "viaggio" preferito. La sua residenza stabile è ormai a Roma, ma l'Isola è quel luogo del cuore in cui tutto ha avuto inizio. Non solo perchè è la terra in cui è nata, ma anche - e soprattutto - perchè è qui che il suo lavoro continua a riportarla. Tutte le volte.

Giuditta Vasile, 31 anni, è proprio con la "sua" Palermo che debutterà sul piccolo schermo. La vedremo mercoledì 8 giugno, nella serie televisiva "L'Ora - Inchiostro contro Piombo", in onda su Canale 5 e diretta da Piero Messina, Ciro D'Emilio e Stefano Lorenzi.

Nella fiction dedicata al giornale palermitano che per primo sfidò la mafia (chiamandola per nome), Giuditta interpreta il ruolo di Marianna Barbaro, personaggio che incontreremo nel secondo episodio della prima puntata, ispirato a un articolo di Salvo Licata, uno dei protagonisti della fiction interpretato da un altro siciliano, il madonita Bruno Di Chiara.
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Come la donna della storia che la notte si trasforma in tartaruga e cerca di andare verso il porto, anche la giovane Marianna, dopo l'omicidio della madre per mano mafiosa, tenta di fuggire da Palermo per paura di essere uccisa a sua volta. Ad aiutarla ci sarà proprio il giornalista Salvo Licata.

Per l'attrice palermitana, recitare nella serie è una grande responsabilità, oltre che una grande occasione. «Per me è un onore debuttare in tv insieme alla mia città, ma soprattutto perchè lo faccio parlando di un giornale impegnato che merita di essere ricordato».

La sua passione per la recitazione emerge già da adolescente. Ha 14 anni quando inizia a seguire un corso al Teatro Libero di Palermo. Gli anni dell'adolescenza trascorrono tra il liceo e i corsi teatrali a Roma, diretti da Gisella Burinato. Una volta presa la maturità, Giuditta si trasferisce nella Capitale, città che le offre maggiori opportunità per iniziare a muovere i primi passi nel mondo del cinema e dove nel 2020 si diploma all’Accademia del Cinema Renoir.

Un breve ritorno nella sua Palermo, nel 2014, quando entra a far parte della Scuola delle Arti e dei Mestieri dello Spettacolo di Emma Dante, al Teatro Biondo. Finito il corso, riparte. «Amo Palermo, ma offre poche occasioni di crescita per chi, come me, ha deciso di fare l'attrice».

Per il suo futuro Giuditta ha ormai le idee chiare. «Il mio obiettivo è lavorare nel mondo del cinema. È proprio grazie alla serie "L'Ora" che ho capito che questa è la mia strada. Lo ritengo il mio vero debutto in tv e non solo perchè tutti potranno vedermi su Canale 5, ma soprattutto per il duro lavoro che mi ha portato a questo».

Prima di arrivare a ottenere la parte, ci sono voluti mesi e mesi di provini e riprese. «Ho iniziato come spalla durante le prime riprese della fiction grazie al casting di Maurilio Mangano. Poi ho partecipato a tutti i provini, con non poca fatica ma tanta determinazione. Ed eccomi qua. Un ruolo sudato, come si suol dire».

Il 2022 è l'anno di svolta, che segna una tappa importantissima della vita professionale di Giuditta. Oltre al debutto televisivo con "L'Ora - Inchiostro contro Piombo", l'attrice palermitana al cinema è una delle protagoniste di "Koza Nostra", il nuovo film di Giovanni Dota uscito nelle sale cinematografiche a maggio. Interpreta il ruolo di Francesca Laganà, uno dei personaggi della famiglia mafiosa dei Laganà. La Sicilia sempre presente: è nell'entroterra siciliano che è ambientata la pellicola.

«Più che sulla mafia, la definirei una commedia intelligente sulla famiglia. Nonostante il titolo ironico possa far riferimento a Cosa nostra, in realtà la mafia è solo un contorno».

Giuditta Vasile sarà anche nel film "Stranizza d'amuri" di Beppe Fiorello, anche questo ambientato in Sicilia, dove interpreta la parte di Isabella, sorella di uno dei protagonisti. La trama è ancora top secret, sappiamo solo che la storia è ispirata a un omicidio avvenuto negli anni Ottanta a Giarre. «Lavorare con Beppe Fiorello è stata un'esperienza bellissima. Un regista unico nella sua professionalità e umanità, che mi ha lasciato libera di esprimermi nel mio personaggio».

Il suo obiettivo è lavorare nel cinema a 360 gradi, come ripete più volte durante l'intervista. Il prossimo passo è la regia. Non a caso nei prossimi mesi presenterà il suo primo lavoro da regista: il cortometraggio "Nica", che racconta la storia di un amore filiale forte ma difficile tra un padre e una figlia. È autobiografico? «Non proprio, potremmo definirlo più un'opera romanzata».

Che il cinema sia la sua strada è un fatto certo. Ma qual è il suo rapporto con la Sicilia? Isola da cui è andata via per inseguire i suoi sogni, ma che allo stesso tempo ritorna sempre in tutti (o quasi) i ruoli che interpreta.

«Io sono legatissima alla Sicilia, ma soprattutto a Palermo, che per me resta sempre il mio "viaggio" preferito, il luogo in cui tornare tutte le volte che posso e dove vive la mia famiglia. Una parte di me resterà sempre in Sicilia. Tornarci a vivere? No. Non è nei miei piani. Sento che il mio futuro è il cinema e Roma la città in cui abitare, almeno per ora».
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