È tra i più grandi maestri rimasti in Sicilia: Matteo Cuttitta, che restaura libri antichi
Nato a Palermo, sin dalla tenera età ha avuto occhi e tatto per i testi “in declino”. I primi passi furono mossi con i monaci di Grottaferrata e fu l’inizio di una storia d’amore
Il maestro restauratore Matteo Cuttitta
Da intrepidi curiosi togliamo la “maschera da viaggio" e mettiamo quella di… Guglielmo da Baskerville. La visita ci porta dritti a Mezzojuso, dove leggende e riti popolari ricamano storie e racconti. E lassù, a poche centinaia di metri dai culti religiosi, il Monastero Basiliano profuma di antichissime vicende.
Sulla strada della Vecchia Fontana ci attendono silenziosamente vecchi libri e un uomo “marchiato di genio”. Lui è appunto Matteo, uno dei più grandi restauratori di libri antichi in Sicilia. Dall’alto del suo sapere entriamo all’interno di un nuovo mondo, fatto di studi, applicazione e rispetto della storia antica e moderna.
Nato a Palermo, sin dalla tenera età ha avuto occhi e tatto per i documenti, nello specifico il restauro di testi “in declino”. I primi passi furono mossi con i monaci di Grottaferrata e da quel momento, per lui, fu l’inizio di una storia d’amore intensa con il culto divino del restauro. In Matteo troviamo un concentrato di passione e impegno, il massimo per lasciare una traccia unica e indelebile nella nostra isola. Nelle sue parole leggiamo la forza di volontà, decisa e coerente. E questo, alla lunga, è stato il suo cavallo di battaglia. In un ambiente elegante e religioso, il monastero fu completato nel 1648, preso possesso dell’edificio, i monaci (di rito greco) portarono avanti - con spirito scrupoloso - la disciplina monastica orientale.
E se oggi ci troviamo di fronte alla meravigliosa presenza dell’iconostasi, lo dobbiamo al cretese Joannikio. Desta grande curiosità la Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Eretta nel ‘500 e restaurata nel ‘700, presenta un’unica navata con un portale laterale in marmo. La struttura religiosa è custode di numerose opere e tesori. Fanno parte una Platytera cretese, croci, medaglioni, iconostasi e il sarcofago di Andrea Reres, il fondatore del monastero. Nel suo personale racconto, Matteo illustra al meglio ogni “angolo architettonico”. La sua forte contrazione culturale lo spinge ad amare i piccoli dettagli.
È uno stile di vita, ormai facente parte del borgo di Mezzojuso. L’entrata in biblioteca rappresenta l’anima vivente del comune. Il mondo del sapere è racchiuso in 11mila volumi - di cui 1500 fanno parte del fondo antico. E poi, le carte geografiche e le mappe, le cassette, i manoscritti, i periodici, l’incunabolo, i volumi del Cinquecento, sono documenti da custodire gelosamente. Grazie a lui (Matteo), il piccolo borgo conserva un patrimonio dal valore inestimabile.
A una manciata di metri, ecco il laboratorio. Cala il silenzio, entra in scena l’esplorazione. Magnificenza accurata in un ambiente dove - tanti anni orsono - furono restaurati testi provenienti da Firenze (rovinati dall’alluvione che colpì il capoluogo toscano). E poi, alla domanda sui sentimenti provati durante i suoi restauri, Matteo si lascia andare a un meraviglioso: «Ho provato profonda emozione durante i lavori sui manoscritti di Luigi Pirandello. Rappresentano il pezzo forte della mia carriera lavorativa. Qualcosa di straordinario». Noi, adepti del movimento “osserviamo tutto quello che è possibile”, ci lasciamo contagiare dalle sue parole. Nel frattempo, tra una foto e uno strumento siamo pervasi dal profumo.
Trasuda un “effetto- magia”, immersi nell’immaginazione di trovarci dentro le sceneggiature reali e immaginate da Umberto Eco. Attori non protagonisti, come sempre del resto. Fin quando i nostri sensi vengono calamitati dal “Plutarco”. Non è un volume qualsiasi. Torniamo indietro nel tempo. Nei pensieri e retropensieri. Nei concetti. Nei fatti.
Matteo è il “Maestro”. Lui scruta, tocca, ipotizza e realizza. Forma, promuove e interviene. E se per caso doveste passare da/per Mezzojuso, non dimenticate di stringere la mano a un illustre personaggio siciliano.
|
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
|










Seguici su Facebook
Seguici su Instagram
Iscriviti al canale TikTok
Iscriviti al canale Whatsapp
Iscriviti al canale Telegram




