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Eri più bella quando ti cercavo ma non esistevi: una "Illusione" rap per Picciotto

Il nuovo singolo del rapper palermitano è "Illusione" e anticipa l'album della maturità, "TeRapia": quattordici tracce e molti ospiti come a Roy Paci e Davide Shorty

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 21 febbraio 2019

Tutti crescono ma forse non tutti diventano adulti. Per compiere questo passaggio, secondo copione di sistema, bisogna passare dalle lotte e le ribellioni alla ricerca del lavoro o a dovere comprare una macchina e una casa, passando dalla ricerca di inquetudine alla ricerca di stabilità.

Per diventare adulti ci vuole consapevolezza, presa di coscienza, superati i trent'anni i sogni diventano illusioni.

Questo c'insegnano e questo racconta Christian Picciotto provando a invertire il flusso nella sua "Illusione" il primo singolo di TeRapia, il nuovo disco del rapper palermitano in uscita il 15 marzo.

Un viaggio terapeutico quello di Picciotto e di tutti quei suoi coetanei che hanno creduto, e ancora credono, in un mondo migliore. Un amarcord dal sapore amaro che ripercorre l’adolescenza spensierata e la mischia a una brusca presa di coscienza che implica responsabilità alle quali non si sfugge confrontandola con l’alienante realtà odierna.

Sono cresciuti anche la musica e i testi di Picciotto, una nuova maturità che coinvolge anche il suo lato artistico: dall'uso della voce a quello delle parole che adesso non graffiano più, ti prendono per mano e ti accompagnano alla scoperta di un mondo, anzi tanti mondi fatti di posizioni e domande che invitano l'ascoltatore alla riflessione senza accelerare le risposte preconfezionate che tutti siamo abituati a dare.

Il nuovo disco è sgrassato da quell'acerba insoddisfazione e finalmente il cantante sembra darsi (e darci) pace; si svela, toglie tutte le sovrastrutture e racconta come in un flusso di coscienza, la sua "TeRAPia", i mille lati dell'essere umano come un caleidoscopio colorato e vivace.

«Spesso ci vediamo molto bene fuori ma ci manca vederci come siamo dentro - dice Picciotto, che finalmente affronta con nuova consapevolezza i problemi dell'essere umano e anche con una certa dose di serenità, ma non certo di rassegnazione - Ultimamente penso che magari io il mondo non lo riuscirò a cambiare ma ho messo al mondo Manila e Alba, magari loro invece lo faranno».

In "TeRapia" ci sono 14 tracce «Questa volta - aggiunge - i personaggi cupi e il confine tra disagio e riscatto precedentemente narrato in StoryBorderline lascia spazio ad una maggiore versatilità musicale collegando vari stati d’animo emotivi dell’essere umano. Ogni traccia parla di uno stato d'animo: dai sogni, alla rabbia, la memoria, le dipendenze, le paure».

Tantissimi sono gli ospiti dell'album tra cui troviamo Shakalab a Simona Boo (cantante del gruppo 99 Posse), Gheesa, Davide Shorty, Zulù, Enzo Savastano e anche Roy Paci.

Niente è lasciato al caso in "TeRapia", anche i video hanno un altro livello, sono curati dal regista romano Matteo Montagna e anche la veste grafica è degna di nota perché esce fuori dalle abili mani del fumettista Prenzy.

«Il senso di tutto l'album è riuscire onestamente e costantemente a mettersi in discussione - conclude il cantante - senza pensare che ti sei preso per il culo perché stai diventando quello che non volevi, è solo arrivato il momento di dare il buon esempio. Specie ai più giovani in cui credo ancora tantissimo».

«Questo album non è una risposta a niente se non a me stesso e alla mia capacità di saper condividere l'analisi dell'io e del noi - conclude - Vuole semplicemente essere uno spunto di riflessione per ogni sfumatura collettiva, perché ci stanno sempre più abituando a pensare individualmente senza tener conto di chi ci sta accanto».

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