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Il primo divorzio senza il consenso del marito?: lo dobbiamo alla baronessa (catanese) Paternò

Siamo nel 1808 e, in virtù dell'articolo 296 del Codice Napoleonico, allora vigente, la donna ottenne di sciogliere il vincolo coniugale con il marito

Balarm
La redazione
  • 17 ottobre 2021

Per quanto la data “ufficiale” del primo divorzio in Italia risalga al 1974 forse non tutti sanno che ve ne è un’altra di data, ben più antica, segnata nella storia delle separazioni grazie da una donna siciliana, la baronessa catanese Maria Paternò.

Lasciando da parte per un attimo i passaggi storici quel che rende questa vicenda ancor più originale, e anche simpatica concedetecelo, sono le motivazioni, riconosciute valide, per cui il divorzio venne accettato.

Secondo quanto riportato dalle cronache del tempo, infatti, le accuse mosse al marito riguardavano l’essere «seviziatore, turpe e taccagno spilorcio». Siamo nel 1808 e, in virtù dell'articolo 296 del Codice Napoleonico, allora vigente, la donna ottiene di sciogliere il vincolo coniugale con procedura d’urgenza.

Fu la prima donna italiana a porre fine al suo matrimonio senza il consenso del marito.

Ripercorrendo le tappe storiche il Regno di Napoli, sotto lo scettro di Gioacchino Murat, fu il primo stato moderno a dotarsi di una legislazione che prevedeva il divorzio, che poteva essere concesso solo con il consenso di genitori e nonni. Secondo Benedetto Croce, la normativa fu applicata solamente in tre occasioni, per le pressioni e le minacce di scomunica cui erano soggetti i giudici.



Ma come se non bastasse dopo aver ottenuto il divorzio, la baronessa riuscì a recuperare la fiducia nell’istituzione coniugale: dopo dieci mesi dell’aver sciolto il suo legame, la donna convolò nuovamente a nozze.

E, gioco delle parti, il nuovo marito scelto fu proprio l’avvocato che l’aveva assistita. Al tema del divorzio il filosofo Croce dedicò uno scritto dal titolo “Il divorzio nelle province napoletane 1809-1815”, nel quale riportò i pochissimi casi rintracciati, a quanto sembra solamente 3 casi, riportati dalla storia. Uno di questi lo individuò tra le carte dello Stato Civile di Napoli, e riguardava i coniugi Pasquale Pauciello e Angela Maria Francesca De Angelis, sposati il 19 dicembre 1792, senza figli, che per reciproco consenso decisero di divorziare.

Primo e unico caso, all’epoca, in Sicilia quello della catanese Paternò.
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