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Il silenzio di una città che è la voce di tutti: "La Zona Rossa" di Palermo diventa un film

“La Zona Rossa” è il nuovo progetto del regista Salvo Cuccia. Un ritratto percettivo del mondo e un’immersione nel paesaggio sonoro della città nell'era della pandemia

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 31 marzo 2021

È nato dalla necessità di documentare il momento storico e poi si è trasformato, come spesso accade quando si lavora con l’arte, in qualcosa che va oltre.

Si intitola “La Zona Rossa (Follow the silence)” il nuovo progetto del regista Salvo Cuccia, omaggio al musicista Lelio Giannetto, scomparso qualche mese fa a causa del Covid-19.

«Dopo la triste notizia della scomparsa di Lelio, che conoscevo dai tempi del liceo, mi ritrovai - ci ha detto Cuccia - nello spiazzale dell’ospedale per un ultimo saluto a distanza, insieme ad altri amici e colleghi.

L’idea in qualche modo l’avevo già ma quel tragico momento mi spinse a cominciare le riprese».

“La Zona Rossa” vuole essere un ritratto percettivo del mondo, come è ora, e un’immersione nel paesaggio sonoro della città, Palermo, nell'era della pandemia.

«Abbiamo girato a Palermo ma potrebbe essere qualunque città. Ho voluto rendere quel senso di sospensione che è sorto in ogni angolo del mondo e poi, come accade spesso, succede quello che non metti in conto.



Il progetto ha superato se stesso e mi ha dato l’opportunità, attraverso l’aspetto creativo, di rendere le emozioni che tutti abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo».

Le riprese, infatti, cominciate la notte dello scorso Natale, continuano ancora oggi in un work in progress.

«Ho avuto il supporto e il contributo dei musicisti che collaboravano con Lelio e non solo; mi sono arrivati contributi pure dagli Stati Uniti.

Raccontare un luogo senza parole, praticamente, la sospensione delle vite e i sentimenti che ne sono derivati mi ha dato la possibilità di realizzare un lavoro in cui prevale il simbolismo, al limite dell’astrazione.

Non ci sono quasi gli attori e neanche un linguaggio in sostanza, si sentono solo, in alcuni casi, voci di sottofondo dei palermitani, voci che sconfinavano nel silenzio della città.

Nel lungometraggio emerge il mio linguaggio artistico, frutto di anni di lavoro e crescita, personale ed esperenziale, a cui si aggiunge la stratificazione di immagini che meglio delle parole raccontano di emozioni e stati d’animo.

Abbiamo scandagliato tutti i luoghi della Cultura di Palermo, rimasti in silenzio da mesi ma il progetto ha innescato un gorgo creativo, sempre armonico, che ancora continua.

Musica, suono e immagine si fondono in una dimensione rarefatta incontrando i suoni della città.

Lelio Giannetto, con la sua arte e creatività, ha incarnato lo spirito dei nostri tempi, unendo ricerca e sperimentazione e regalandoci un segmento culturale importante, che non dimenticheremo.

In qualche modo “La Zona Rossa (Follow the silence)”, insieme agli altri progetti a cui sto lavorando, rappresenta la summa di decenni del mio lavoro di ricerca, di ascolto e di astrazione ed estende la riflessione al rapporto tra natura e antropizzazione.

Il cinema, quello dei grandi autori, è capace di farti entrare nel mondo del regista cui spetta il difficile compito di definire un prodotto capace di coinvolgere emotivamente lo spettatore».

Il lungometraggio, di cui vi mostriamo il trailer, ancora in evoluzione è un progetto C.R.I.C.D. - Centro Regionale Inventario, Catalogazione e Documentazione, a cura di Selima Giorgia Giuliano, Laura Cappugi, Pierantonio Passante, Edoardo Augello, Salvo Cuccia, e verrà presentato ai principali festival di settore.
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