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«La Sicilia è la terra della purezza»: Catena Fiorello, i libri e il suo rapporto con l'Isola

Amata da tutti, abbiamo incontrato catena Fiorello in occasione della presentazione del suo ultimo romanzo “Cinque donne e un arancino – Le signore di Monte Pepe”

Francesca Maccani
Insegnante e scrittrice
  • 14 ottobre 2020

Catena Fiorello

Catena Fiorello è un’artista che non ha bisogno di presentazioni. Recentemente è stata a Palermo per la promozione del suo nuovo attesissimo romanzo “Cinque donne e un arancino – Le signore di Monte Pepe” edito da Giunti.

Una storia che sin dal titolo è un omaggio alle donne, al loro coraggio, e alla Sicilia con i suoi inconfondibili colori e i suoi irresistibili richiami culinari, di cui l’arancino è espressione oltre ad essere il motore originario della storia.

Le perdoniamo l’arancino perché Catena è originaria della Sicilia orientale. Averla in città è stata l’occasione per rubarle una breve intervista che può aiutarci a conoscere meglio una donna dalle mille risorse. Io stessa ho potuto toccare con mano la popolarità di Catena in occasione di una presentazione, mesi fa, prima del covid in una nota libreria di Palermo.
Ricordo che quel piccolo spazio è stato letteralmente preso d’assalto dalle persone, per lo più donne, che non vedevano l’ora di incontrarla e conoscerla.



Mi sono divertita a giocare un po' con Catena e a farla uscire allo scoperto per raccontarci la sua quotidianità e l’amore viscerale che la lega alla sua terra.

Tutti conosciamo la Catena Fiorello scrittrice e personaggio pubblico, una donna energica e poliedrica, generosa e amata dal pubblico soprattutto femminile.

Qual è il segreto per farsi voler bene dalle tante donne che ti seguono?

«Nessun segreto tutto accade naturalmente, ho sempre pensato di scrivere per tutti non solo per le donne, probabilmente le donne decodificano con più profondità le mie parole quindi ne estrapolano il mio sentire che è più vicino al loro, alle loro esigenze e ai loro bisogni. Non si tratta quindi di segreti ma di capacità delle donne di sapermi interpretare fino alla radice e questo le avvicina senz’altro al mio mondo che poi, si scopre non essere molto diverso dal loro».

Ci racconti un aneddoto che ti sta particolarmente a cuore e che ci aiuti a conoscere un po' meglio Catena nel suo privato?

«È un mare troppo grande per poterci pescare un solo pesce, verrebbero fuori tutti i tipi di pescato possibile, piuttosto invece posso dire che sono legata profondamente alle mie origini e se si vuole capire un po' più di me basta pensare alla mia terra che ha mille sfaccettature così come le ho io, la mia terra che è una terra di avanguardia.

Io mi sono sempre sentita spinta a conoscere cose nuove e stili nuovi, voci nuove, tutto ciò che c’è da capire a captare. La mia terra è una bella metafora per conoscere me stessa. Io mi sento un po' Sicilia, con tutte le sue conflittualità e difficoltà anche, ma d’altronde dove non ci sono conflittualità e dove non ci sono emergenze, non può nascere nulla di buono, le cose belle a mio parere nascono sempre dalle difficoltà».

Quali sono i tuoi pregi?

«È una domanda pericolosissima. Ognuno di noi per mostrare umiltà risponde "non ma io non ne ho, dovete essere voi a dirli". La lista dei miei pregi e difetti è così lunga che ci vorrebbe un capitolo a parte di questa intervista quindi preferisco passare alla prossima domanda».

Ci racconti una tua giornata tipo?

«La mia giornata tipo dipende dal posto in cui mi trovo. Il mio tempo lo trascorro a Roma, dove vivo “quasi” stabilmente ma spesso vado pure a Lecce che è la città del mio compagno e quando posso torno in Sicilia, la mia casa per eccellenza. C’è un comune denominatore però che scandisce le mie giornate, ovunque io mi trovi tot ore le dedico sempre alla scrittura, almeno 5 o 6 ore al giorno, questo se non sono in fase di pubblicazione perché in quel caso le ore possono diventare anche 12 o 14, non sento più nemmeno il sonno».

Catena è molto amata dai bambini, cosa affatto scontata, cosa vedono in te i più piccoli? Come ti rapporti con loro?

«Probabilmente i bambini vedono in me una loro coetanea perché mi rapporto con loro con estrema disinvoltura, non ingannandoli mai con discorsi mielosi o edulcorati. Parlo con loro della realtà usando un linguaggio adatto ma senza mai far vedere loro cosa che non esistono o facendo passare per belle cose che non lo sono. Ho un approccio molto sincero con i bambini e questo fa sì che loro con me siano spontanei e liberi».

Ci racconti che rapporto hai con la tua terra e qual è la cosa che non cambieresti per nulla al mondo della Sicilia?

«Beh credo di aver in parte già risposto a questa domanda ma se c’è una cosa che non cambierei della mia terra è la purezza del popolo siciliano e la capacità che hanno i miei conterranei di entrare in empatia con i “forestieri” e con coloro che arrivano da fuori, sia per lavoro che per vacanza, accogliendoli come parte integrante della loro terra, mai facendoli sentire estranei. in questo momento storico drammatico dove il forestiero approda sulle nostre sponde per altre necessita tanti potrebbero prendere esempio da noi e dalla nostra capacità di regalare un sorriso anche nel dramma».

Grazie Catena per averci trasmesso la tua passione e la tua visione delle cose. Aspettiamo il prossimo romanzo che magari parlerà proprio della storia di qualcuno che è stato accolto dalla madre di tutte le isole del Mediterraneo, quella perla straordinaria che è la nostra Sicilia.

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