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"Palermo città ritrovata", una guida per riscoprire la periferia

  • 17 aprile 2006

A dieci anni dalla pubblicazione di “Palermo la città ritrovata. Itinerari entro le mura”, Adriana Chirco, architetto e docente di storia dell’arte a Palermo, completa la sua opera offrendo al lettore una guida e un ventaglio di itinerari che vanno fuori dalla città, dominata da bellissime chiese e da sontuosi palazzi, dirigendosi verso la zona collinare al di fuori del nucleo urbano e spaziando attraverso le affascinanti borgate marinare che la circondano. E' questa l’interessante prospettiva del volume edito ora da Dario Flaccovio (euro 22) e presentato nella bellissima cornice del Castello Utveggio.

Un lavoro appassionato di ricerca che ha voluto dare spazio a quella parte di città, a molti del tutto sconosciuta, che si estende dalla zona dei colli e della Conca d’Oro al di là dell’area urbana cinquecentesca che racchiude anche la preziosità della borgate, un tempo raggiungibili attraverso le strade a raggiera che si diramavano dalle porte cittadine. Trenta percorsi per conoscere ville barocche e dimore dove l’aristocrazia amava trascorrere la villeggiatura, ma anche una panoramica attraverso la valle del fiume Oreto che proprio in questo periodo sta conoscendo un momento di rinascita e di valorizzazione territoriale, continuando attraverso Mondello e Sferracavallo, meta privilegiata dei turisti.

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Un viaggio quanto mai coinvolgente che si rivolge a un pubblico molto vasto non soltanto rintracciabile nei turisti, ma soprattutto indirizzato ai tanti abitanti della città che sempre di più in questi ultimi anni stanno riscoprendo una nuova sensibilità nei confronti della bellezze artistico monumentali, grazie alle numerose iniziative che hanno reso fruibili un gran numero di siti facendo loro “ritrovare” la propria identità di cittadini. L’autrice ha voluto attraverso questo libro evidenziare anche i punti di forza architettonici dell’edilizia del dopoguerra, quella da cui ha avuto origine il sacco di Palermo, in cui si possono rintracciare comunque degli edifici che hanno una coerenza a livello di progettazione.

Un volume che lascia al lettore diverse possibilità e chiavi di scoperta della città, uno strumento utile di ricerca e approfondimento ma anche un mezzo attraverso cui acquisire consapevolezza della propria identità territoriale. Un regalo che l’autrice ha voluto fare a Palermo che come lei stessa ci ha spiegato è una realtà che gradualmente sta cambiando: «Quando dieci anni fa scrissi il primo volume di quest’opera - ha detto - non c’era certamente la stessa sensibilità e attenzione per il territorio e i beni culturali, oggi Palermo si va ritrovando e i segnali di questo risveglio provengono un po’ da tutti i settori». Così Adriana Chirco sintetizza il mutato clima culturale che sta portando alla creazione, da molti auspicata, di un turismo responsabile e maturo in cui la Sicilia e le sue realtà urbane vengano valorizzate non soltanto dal punto di vista marittimo, ma anche e soprattutto relativamente al proprio patrimonio storico artistico.

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