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Wurth, l'arte contemporanea da non perdere

  • 5 giugno 2006

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Palermo è giunta al suo secondo appuntamento con la collezione Wurth, con la nuova mostra “Percorsi. Da Sptzweg a Baselitz”, ospitata presso la Sala Duca di Montalto di Palazzo Reale fino al 1 ottobre (entrata da piazza Indipendenza, visite dalle 8.30 alle 12.30, dalle 14.30 alle 19, domenica e festivi solo di mattina, ingresso libero). Se lo scorso anno sono state esposte opere di impressionisti ed espressionisti soprattutto tedeschi, quest’anno sono affiancati capolavori appartenenti a varie avanguardie, dal Cubismo al Surrealismo, fino a giungere ad esponenti del ritorno alla pittura degli anni Ottanta, i graffitisti Haring e Basquiat e i cosidetti “Nuovi Selvaggi” tedeschi, come Baselitz, Kiefer e Penck, per citare tre degli esempi più illustri.

Non si può negare che, rispetto alla prima mostra, l’insieme risulti un po’ meno rigoroso nell’imbastire un discorso critico per immagini e un po’ più eterogeneo nella selezione delle opere, ma è altrettanto vero che emoziona sempre trovarsi davanti a pezzi di autori come Picasso, Max Ernst, Jean Arp, Emil Nolde, Roy Lichtenstein e tanti altri maestri del Novecento, cosa non sempre facile a Palermo.



I “percorsi” evocati dal titolo si articolano secondo tre ampie tematiche: “Natura e paesaggio”, “Metamorfosi figurative, autoritratti e affinità elettive” e “Tendenze all’astrazione”. In questi tre ambiti rientrano pitture, sculture, installazioni (notevole quella di Tadeusz Kantor, "Classe morta", ubicata nella sala sottostante alla Duca di Montalto, realizzata per l’omonima pièce teatrale nel 1975, con la statua di un bambino in divisa, dallo sguardo sospeso nel vuoto, seduto su un banco di legno accanto a una croce, evocazione dell’infanzia negata dalla guerra, dal dolore, dalla solitudine).

Si inizia con il quadro di ispirazione romantica di Carl Spitzweg "La lezione privata" (1845 ca.), interessante per le qualità luministiche, anche se sottilmente lezioso nel contenuto (una coppia, forse un maestro e un’allieva, che abbandonano la lettura di un libro per abbandonarsi a un bacio). Da lì parte un itinerario che coinvolge le principali avanguardie storiche di primo Novecento, dall’espressionismo del Ponte (Die Brücke) al Cubismo, dal Surrealismo all’astrazione di matrice postcubista, dall’informale di Karel Appel all’Op Art e allo Spazialismo di Fontana, per giungere fino a esiti più recenti, come la suggestiva opera tutta in chiodi di Gunther Ueker, intitolata “Wind”, un concentrato di energia tracciata su una superficie.

Da segnalare particolarmente un bel "Ritratto di Dora Maar" di Picasso del 1940, gli "Omaggi al quadrato" di Josef Albers, gli straordinari pezzi di Baselitz (attenzione poi a non perdervi il quadro di Kiefer, ubicato in alto, sopra la porta d’ingresso alla sala, in una posizione un po’ infelice), le sculture biomorfe di Hans Arp. Una mostra da non perdere, per un interessante viaggio nell’arte del XX e XXI secolo, in attesa degli altri appuntamenti che, per i prossimi tre anni (nell’ambito di un accordo quinquennale tra la Wurth e la Presidenza della Regione Siciliana), prevedono l’arrivo di altri pezzi forti della collezione del magnate tedesco, mecenate e finanziatore del restauro della Cappella Palatina, come quella sull’arte gotica tedesca, che penso riserverà altre belle sorprese.

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