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Oltre il Teatro Antico e Isola Bella: dove si trovano le "follie vittoriane" di Taormina

È tra le cose più curiose e meno conosciute da vedere nella "Perla dello Jonio". Siamo al limite del centro abitato e appare come una lunga terrazza affacciata sull'Etna

Simona Russo
Giornalista
  • 26 dicembre 2021

Il giardino pubblico di Taormina

Taormina è indubbiamente una delle località più amate della Sicilia per svariati motivi: la suggestiva posizione panoramica, lo splendido Teatro Antico e per il suo mare che accoglie l’Isola Bella.

Le cose da vedere nella "Perla dello Jonio" sono tante e, tra le più curiose e meno conosciute, c’è indubbiamente la Villa Comunale che è un vero polmone verde popolato da una rigogliosa vegetazione costituita da palmizi, piante grasse e una vasta quantità di fiori che in estate rendono questo luogo un incanto per gli occhi.

La Villa non nasce però come giardino pubblico ed è interessante conoscere la sua particolare storia che arriva da lontano, partendo dalla intrigante vita della sua fondatrice che ha avuto grande influenza sulla storia di Taormina.

Si tratta infatti di un giardino ricco di varietà vegetali e di singolari costruzioni che era in origine il parco della residenza di Florence Trevelyan, la prima donna massona. Quest’ultima fu una nobildonna inglese nata nel 1852, cugina e dama di corte della regina Vittoria.



Il padre di Lady Florence morì suicida quando lei aveva solo due anni e insieme alla famiglia si trasferì nella tenuta di Hallington Demesne, dove condivise con la madre la passione per il giardinaggio.

In seguito visse alla corte della regina Vittoria nel castello scozzese di Balmoral, durante questo periodo della sua vita imparò direttamente dalla Regina molte cose sulla botanica e sulla cura degli animali, fino a quando divenne oggetto di scandalo: girò voce, infatti, di una relazione tra Lady Florence e il futuro sovrano Edoardo VII, all’epoca già sposato. Per questo motivo fu costretta a lasciare per sempre l’Inghilterra.

Nel 1877 iniziò con la cugina un lungo viaggio, che durò circa due anni, durante i quali visitò molti paesi. Infine si trasferì a Taormina nel 1884 quando aveva 27 anni e qui, mentre cercava un veterinario per curare uno dei suoi cani, incontrò il futuro marito, il medico Salvatore Cacciola che fu anche sindaco della città.

Appassionata e profonda conoscitrice di botanica, fu una pioniera della conservazione della natura: comprò e trasformò molte terre tra cui anche l’Isola Bella dove, oltre a varietà tipiche del clima mediterraneo, vi piantò specie non autoctone e arbusti rari e il luogo divenne presto la dimora di vari uccelli marittimi e di interessanti lucertole.

Si dice che la nobildonna trascorse questo celebre esilio, a quanto pare “finanziato” da un ingente vitalizio regio, in un appartamento dell'hotel Timeo, dimora dell’Ottocento in stile inglese. Proprio nei pressi dell’albergo, fu costruita la villa dove visse con il marito fino alla sua morte.

La sua passione per il giardinaggio e l’ornitologia si concretizzarono anche e soprattutto nell’area verde della villa Cacciola- Trevelyan, che corrisponde appunto all’attuale Villa Comunale di Taormina e allora residenza della lady inglese insieme al marito, dove realizzò quello che lei stessa definì “Hallington Siculo”, con un chiaro richiamo alla sua tenuta inglese: un giardino in stile britannico, che divenne sempre più vasto con l’acquisto di terreni, ricco di piante e fiori appartenenti a specie diverse e provenienti da tutto il mondo tra cui anche specie rare.

Nel centro dei giardini c’è una piccola vasca di forma circolare piena di pesci rossi, con una bella fontana adornata da piante al centro, mentre in alcune zone dei giardini si trovano delle gabbie, al cui interno un tempo si trovavano degli animali.

All’interno di questo giardino si possono tuttora ammirare le Victorian Follies, particolari e decorate costruzioni fatte edificare a scopo ornamentale in stile eclettico, realizzate con legno, pietra calcarea, materiale lavico e mattoni rossi tra magnolie, ibiscus e cespugli di boungaville.

Il loro aspetto caratteristico è riconducibile a uno strano mix di diversi stili architettonici, che combina lo stile gotico, romanico e rococò con il concetto della pagoda orientale. In alcuni punti sono stati usati anche elementi provenienti da epoche precedenti: resti di epoca greco-romana ed elementi decorativi cinque-secenteschi.

Un estroso misto architettonico che unisce elementi orientaleggianti ad elementi naturalistici, fantastici e simbologie
teosofiche. Note anche come alveari (beehives), servivano come punti di osservazione per gli uccelli ma anche per trascorrere i pomeriggi sorseggiando tè, leggendo e godendo del magnifico panorama che ha come sfondo l’Etna e il mare di Giardini Naxos. In queste curiose costruzioni accolse anche i suoi ospiti illustri, tra i quali Oscar Wilde e – ironia della sorte – lo stesso Edoardo VII con la regina Alexandra.

Incontri che contribuirono non poco a far conoscere le bellezze della città di Taormina presso l’alta società del tempo.
Nella parte orientale del parco è stato ricostruito anche un piccolo complesso megalitico: un mini-giardino in pietra costituito di piccoli menhir e dolmen che Lady Trevelyan ha voluto realizzato come monumento funebre per commemorare i suoi cinque cani. Presente anche qui la simbologia esoterica, cara a Lady Trevelyan.

Camminando nel parco, si possono osservare anche alcuni cimeli della prima e della seconda guerra mondiale: entrando nel cancello di via Roma, una lunga passerella è fiancheggiata da ulivi con targhe con i nomi dei soldati morti durante le guerre. Un cannone austro-ungarico e una copia di un siluro utilizzato nella seconda guerra mondiale si trovavano l’uno accanto all’altro in una larga piazza dove è collocato anche il monumento ai caduti.

Questo meraviglioso spazio verde è collocato a picco sul mare su un costone roccioso, il parco si trova infatti su una delle più ampie “terrazze marine” della zona. Il disegno del giardino si apre alla città, entra a colloquio con essa lungo la via Roma e la via Bagnoli Croce, sulle quali si aprono gli ingressi mediante una lunga cancellata che non solo non sbarra la vista del mare ma ne sottolinea e ne esalta l’effetto.

Dopo la morte di Lady Florence nel 1907, suo marito ereditò il giardino, che in seguito passò ad alcuni parenti di Firenze, fino a quando non divenne proprietà del Comune di Taormina nel 1922. Il nome attuale del giardino è “Parco Giovanni Colonna Duca di Cesarò”: il Duca di Cesarò, Giovanni Colonna, ministro delle Poste e del Telegrafo, nel 1922 autorizzò l’espropriazione del parco per uso pubblico, i cittadini riconoscenti decisero dunque di dedicare il nome di questo parco alla sua memoria.

L'ultima volontà di Lady Florence fu quella di essere sepolta in un luogo a lei caro: sul Monte Venere, alle spalle di Taormina, una montagna proprio sopra Castelmola dove spesso passeggiava. Questa località è conosciuta come “a francisa”, la francese, perché all’epoca tutti gli stranieri erano chiamati i "francisi".

In una delle piccole piazzette dei Giardini Pubblici, si può vedere oggi un busto in bronzo di Lady Trevelyan dove è possibile trovare dei fiori, segno che la sua memoria è ancora viva nel cuore dei taorminesi.
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