Pranzo no stop in arrivo: 10 ricette strepitose (e siciliane) da preparare per Pasqua
Per questa festività servono ricette della tradizione, ma se non sapete da dove iniziare, vi proponiamo due alternative per ogni portata e infine qualche bonus per sgrassare
Pranzo di Pasqua
Pensavate che ci fossimo dimenticati di voi, e invece no! La Pasqua si avvicina, così come la sua immancabile tavolata, e anche quest'anno non vi abbandoniamo. È vero, tra poco più di una settimana ci riuniremo, ma tra lavoro e imprevisti bisogna essere sempre preparati. Perché si sa, in Sicilia non ci risparmiamo mai e quando c'è una festività di mezzo diamo il meglio di noi.
Servono ricette facili, ma che siano simbolo di tradizione sicula (e che accontentino tutti). Se non sapete da dove iniziare e siete alla ricerca di piatti tipici, ecco a voi un ricettario per un pranzo no-stop! Vi proponiamo due alternative per ogni portata: 2 antipasti, primi, secondi, dolci e, infine, due trucchetti per sgrassare!
Crispelle
Iniziamo col botto con un boccone fritto (che non si dimentica), ripieno di due ingredienti che, come tradizione siciliana vuole, si fondono alla perfezione: ricotta e acciughe (alici). Stiamo parlando delle "crispelle siciliane", una specialità della cucina sicula che una volta pronta si tuffa nell'olio bollente per riemergere calda e croccante. Una goduria.
Si tratta di frittelle di pasta lievitata, morbide e soffici, farcite con acciughe salate o ricotta di pecora. Le crispelle si friggono in abbondante olio e si gustano calde. Sono perfette sia come antipasto che come piatto unico. Tra le regine dello street food siciliano si possono trovare a tavola nelle case di tutte le famiglie siciliane. Clicca qui per la ricetta.
Carciofi all'argentiera
A volte l'ingegno in Sicilia si trasforma in arte culinaria e questa ricetta ne è l'esempio. Il cacio all'argentiera è nato dall'astuzia di una donna palermitana, ma siccome da noi la creatività non manca, ci sono delle varianti stagionali che possono sorprenderci. È il caso di una preparazione meno conosciuta dell'originale ma dai sapori decisi e succulenti: i carciofi all'argentiera.
Un antipasto che dà il via a una delle tavolate più attese di sempre. "Figli" del più famoso cacio all’argentiera, diventano i protagonisti indiscussi di questo semplice piatto, genuino dal gusto inconfondibile. Sappiamo tutti di ciò che si racconta attorno alla ricetta "originale". Clicca qui per la ricetta.
Pasta con il sugo d'attaccagghieddi
Questa ricetta non può mancare in tavola. Un piatto della cucina povera che arricchirà il vostro pranzo di 48 h e vi riempirà il cuore, ma soprattutto lo stomaco: si chiama sucu d’attaccagghieddi ed è una ricetta classica fatta con avanzi di carne. Appartiene alla tradizione antica perché fatta con ingredienti semplici e di recupero e ha un sapore speciale.
Si tratta di un sugo abbastanza sostanzioso nel quale vengono cotte le parti terminali e un po’ grasse delle bistecche (attaccagghieddi),compresi i “cascavadduzzi” (tendini), pezzi di salsiccia, costine di maiale con osso (pittinicchi) e cotiche (cutini). Per dare un tocco in più si può optare per la ricotta fresca e una dose generosa di caciocavallo e il gioco è fatto. Clicca qui per la ricetta.
Pasta con le sarde rivisitata
Se siete stufi (per quanto sia possibile) dei soliti primi infornati col ragù, la pasta con le sarde può fare al caso vostro, solo un po' più "speciale". Dal gusto antico e tradizionale, è da sempre il simbolo della Sicilia, ma c'è una variante imperidibile e facilissima da preparare.
Questa è una versione che va messa al forno. Il sapore intenso delle sarde fresche si unisce al profumo del finocchietto selvatico, alla dolcezza di uvetta e pinoli e al colore dello zafferano, creando un equilibrio perfetto tra mare e terra. A rendere tutto ancora più invitante è la mollica atturrata che, grazie alla cottura in forno, forma una crosticina dorata e fragrante: un piatto che profuma di casa, di convivialità e di autentica cucina siciliana. Clicca qui per la ricetta.
Capretto e agnello glassato
Il secondo per eccellenza, il capretto "aggrassato" con le patate. Questo piatto è un jolly, scalda il cuore (e lo stomaco) non solo a chi ha scelto di gustarlo dopo gli antipasti e i primi. Per i più coraggiosi quello che resta diventa un perfetto primo da cucinare la sera o addirittura in un secondo momento così che la magia prosegua nei giorni seguenti.
Un grande classico della tradizione siciliana, legato alle tavole delle feste e ai pranzi in famiglia, quando il profumo della carne che cuoce lentamente si diffonde in tutta la casa e chiama tutti a raccolta. È un piatto che racconta la cucina di una volta, fatta di ingredienti semplici e gesti tramandati di generazione in generazione, dove nulla si spreca e ogni sapore diventa occasione di convivialità. Clicca qui per la ricetta.
Polpette di pescespada in agrodolce
Perfette come secondo (ma anche come antipasto se i commensali non resistono), in Sicilia amiamo servirle con le cipolle in agrodolce o cuocerle nel sugo di pomodoro. Sì, le polpette di pesce spada sono una ricetta della tradizione semplice e saporita, da servire sia come antipasto che come secondo sfizioso.
Il pesce spada e l'uvetta sono due ingredienti tipici dell'Isola. Un altro ingrediente caratteristico sono i pinoli. Anche l'utilizzo dell'agrodolce è una caratteristica sicula, ereditata dalla lunga permanenza della cultura araba nella regione. Il segreto per cucinare ottime polpette è mantenere l'impasto morbido. E se le preparate il giorno prima, l'indomani saranno indubbiamente più buone. Clicca qui per la ricetta.
Cassata
La regina di Pasqua, al forno o classica poco importa: con la cassata non si scherza mica. Al forno la frolla è la protagonista e racchiude la crema di ricotta e gocce di cioccolato. La cassata al forno è il simbolo della Sicilia nel mondo. Esiste una ricetta della cassata ancora più antica di quella che noi conosciamo.
A differenza della tradizionale, la cassata di Costanza d'Aragona non ha solo pan di spagna e ricotta ma anche la pasta frolla. La sua forma ricorda proprio la corona della regina, il Camaleuco, a mo' di cappellino. Per richiamare i colori delle pietre, si usano gocce di cioccolato, zuccata, scorze d'arancia candite e tanti canditi. Clicca qui per la ricetta.
Torta Savoia
Contesa tra Palermo e Catania, è il dessert intramontabile per eccellenza. Un classico goloso e irresistibile a cui è difficile dire di no. Si tratta di una torta composta da sottili strati di pan di Spagna, farciti di crema alle nocciole e ricoperta di glassa al cioccolato.
L’elenco degli ingredienti, così diversi da quelli tipici della pasticceria tradizionale isolana (mandorle, pistacchi, zuccata, ricotta) rivela sicuramente un’origine particolare. Lo scrittore Leonardo Sciascia, appassionato di buon cibo e dolci, dalle impanatigghie ai taralli, non disdegnava mai la torta Savoia della più antica pasticceria di Ragusa, fondata da Giovanni Di Pasquale nel 1960.
La torta Savoia dunque, come tanti altri dolci siciliani, è probabilmente frutto di varie contaminazioni, di culture lontane, di viaggi e viaggiatori, di piccoli grandi imprenditori e rispecchia forse più di ogni altro dolce al meglio l’aspetto eclettico della gastronomia isolana.
Composta da una serie di sottilissimi strati di pan di Spagna e altrettanti di crema al cioccolato, a vederla può sembrare complicata da realizzare. Per farla bene bisognerà per prima cosa realizzare i macro ingredienti (pasta di biscotto, farcitura, bagna e copertura) seguendo quattro diverse ricette. Una volta pronti i macro ingredienti si potranno assemblare tra loro. Clicca qui per la ricetta.
Due trucchetti per sgrassare
Siamo arrivati alla fine di uno dei classici pranzi che iniziano con l'antipasto alle 12.30 e finiscono con il caffè alle 17.00 (se va bene).
Se anche voi volete portare un piatto originale sulla vostra tavola (senza passare due giorni chiusi in cucina) vi presentiamo la ricetta tradizionale dell'insalata di arance siciliane.
Dolce, succoso e con quel tocco di acidità che serve a bilanciare il sapore di ogni piatto, questo contorno è il plot twist dei pranzi in famiglia. Dopo varie portate con salumi, pasta, carne e sformati, arriva lei: fresca, colorata, leggera. Fa respirare il palato ed è perfetta per creare un piccolo spazio nello stomaco prima di concludere la giornata sul divano! Clicca qui per la ricetta.
Se, invece, non ne potete più di salato e dopo le torte avete ancora bisogno di dolcezza, la macedonia di frutta è perfetta per voi. Gli ingredienti non sono fissi si preparara normalmente secondo i gusti della frutta che più ci piacciono ma per essere chiamata tale non devono mai mancare gli agrumi.
Arance e limoni danno il tocco mediterraneo al piatto, e spesso l'ingrediente segreto è il limoncello. Si lascia macerare per alcune ore prima di servirla e il risultato è veramente favoloso. Non potete non concludere il pranzo così! Clicca qui per la ricetta.
Ma, se la digestione risulta ancora più difficile, vi proponiamo un bonus per sopravvivere (e per prepararvi alla Pasquetta). Un evergreen è proprio l'acqua con l'alloro, non c'è nessuna variante "meno" detox. L'abbiamo bevuta tutti almeno una volta, sperando di alleggerire lo stomaco, al rimedio casalingo principe della tradizione siciliana, il “canarino”. Il nome non è poi tanto di fantasia ma deriva da quel colore pallido giallo.
Nella tradizione contadina, infatti, il canarino è chiamato banalmente “acqua vugghiuta”, la ricetta è semplicissima: basta far sobbollire un poco d’acqua, alla quale si aggiungono scorze di limone, una foglia di alloro e un cucchiaino di zucchero. Secondo voci di popolo (le più veritiere) si dovrebbe servire accompagnata dalla frase “vivi ca ti passa tuttu”. Clicca qui per la ricetta.
Servono ricette facili, ma che siano simbolo di tradizione sicula (e che accontentino tutti). Se non sapete da dove iniziare e siete alla ricerca di piatti tipici, ecco a voi un ricettario per un pranzo no-stop! Vi proponiamo due alternative per ogni portata: 2 antipasti, primi, secondi, dolci e, infine, due trucchetti per sgrassare!
Crispelle
Iniziamo col botto con un boccone fritto (che non si dimentica), ripieno di due ingredienti che, come tradizione siciliana vuole, si fondono alla perfezione: ricotta e acciughe (alici). Stiamo parlando delle "crispelle siciliane", una specialità della cucina sicula che una volta pronta si tuffa nell'olio bollente per riemergere calda e croccante. Una goduria.
Si tratta di frittelle di pasta lievitata, morbide e soffici, farcite con acciughe salate o ricotta di pecora. Le crispelle si friggono in abbondante olio e si gustano calde. Sono perfette sia come antipasto che come piatto unico. Tra le regine dello street food siciliano si possono trovare a tavola nelle case di tutte le famiglie siciliane. Clicca qui per la ricetta.
Carciofi all'argentiera
A volte l'ingegno in Sicilia si trasforma in arte culinaria e questa ricetta ne è l'esempio. Il cacio all'argentiera è nato dall'astuzia di una donna palermitana, ma siccome da noi la creatività non manca, ci sono delle varianti stagionali che possono sorprenderci. È il caso di una preparazione meno conosciuta dell'originale ma dai sapori decisi e succulenti: i carciofi all'argentiera.
Un antipasto che dà il via a una delle tavolate più attese di sempre. "Figli" del più famoso cacio all’argentiera, diventano i protagonisti indiscussi di questo semplice piatto, genuino dal gusto inconfondibile. Sappiamo tutti di ciò che si racconta attorno alla ricetta "originale". Clicca qui per la ricetta.
Pasta con il sugo d'attaccagghieddi
Questa ricetta non può mancare in tavola. Un piatto della cucina povera che arricchirà il vostro pranzo di 48 h e vi riempirà il cuore, ma soprattutto lo stomaco: si chiama sucu d’attaccagghieddi ed è una ricetta classica fatta con avanzi di carne. Appartiene alla tradizione antica perché fatta con ingredienti semplici e di recupero e ha un sapore speciale.
Si tratta di un sugo abbastanza sostanzioso nel quale vengono cotte le parti terminali e un po’ grasse delle bistecche (attaccagghieddi),compresi i “cascavadduzzi” (tendini), pezzi di salsiccia, costine di maiale con osso (pittinicchi) e cotiche (cutini). Per dare un tocco in più si può optare per la ricotta fresca e una dose generosa di caciocavallo e il gioco è fatto. Clicca qui per la ricetta.
Pasta con le sarde rivisitata
Se siete stufi (per quanto sia possibile) dei soliti primi infornati col ragù, la pasta con le sarde può fare al caso vostro, solo un po' più "speciale". Dal gusto antico e tradizionale, è da sempre il simbolo della Sicilia, ma c'è una variante imperidibile e facilissima da preparare.
Questa è una versione che va messa al forno. Il sapore intenso delle sarde fresche si unisce al profumo del finocchietto selvatico, alla dolcezza di uvetta e pinoli e al colore dello zafferano, creando un equilibrio perfetto tra mare e terra. A rendere tutto ancora più invitante è la mollica atturrata che, grazie alla cottura in forno, forma una crosticina dorata e fragrante: un piatto che profuma di casa, di convivialità e di autentica cucina siciliana. Clicca qui per la ricetta.
Capretto e agnello glassato
Il secondo per eccellenza, il capretto "aggrassato" con le patate. Questo piatto è un jolly, scalda il cuore (e lo stomaco) non solo a chi ha scelto di gustarlo dopo gli antipasti e i primi. Per i più coraggiosi quello che resta diventa un perfetto primo da cucinare la sera o addirittura in un secondo momento così che la magia prosegua nei giorni seguenti.
Un grande classico della tradizione siciliana, legato alle tavole delle feste e ai pranzi in famiglia, quando il profumo della carne che cuoce lentamente si diffonde in tutta la casa e chiama tutti a raccolta. È un piatto che racconta la cucina di una volta, fatta di ingredienti semplici e gesti tramandati di generazione in generazione, dove nulla si spreca e ogni sapore diventa occasione di convivialità. Clicca qui per la ricetta.
Polpette di pescespada in agrodolce
Perfette come secondo (ma anche come antipasto se i commensali non resistono), in Sicilia amiamo servirle con le cipolle in agrodolce o cuocerle nel sugo di pomodoro. Sì, le polpette di pesce spada sono una ricetta della tradizione semplice e saporita, da servire sia come antipasto che come secondo sfizioso.
Il pesce spada e l'uvetta sono due ingredienti tipici dell'Isola. Un altro ingrediente caratteristico sono i pinoli. Anche l'utilizzo dell'agrodolce è una caratteristica sicula, ereditata dalla lunga permanenza della cultura araba nella regione. Il segreto per cucinare ottime polpette è mantenere l'impasto morbido. E se le preparate il giorno prima, l'indomani saranno indubbiamente più buone. Clicca qui per la ricetta.
Cassata
La regina di Pasqua, al forno o classica poco importa: con la cassata non si scherza mica. Al forno la frolla è la protagonista e racchiude la crema di ricotta e gocce di cioccolato. La cassata al forno è il simbolo della Sicilia nel mondo. Esiste una ricetta della cassata ancora più antica di quella che noi conosciamo.
A differenza della tradizionale, la cassata di Costanza d'Aragona non ha solo pan di spagna e ricotta ma anche la pasta frolla. La sua forma ricorda proprio la corona della regina, il Camaleuco, a mo' di cappellino. Per richiamare i colori delle pietre, si usano gocce di cioccolato, zuccata, scorze d'arancia candite e tanti canditi. Clicca qui per la ricetta.
Torta Savoia
Contesa tra Palermo e Catania, è il dessert intramontabile per eccellenza. Un classico goloso e irresistibile a cui è difficile dire di no. Si tratta di una torta composta da sottili strati di pan di Spagna, farciti di crema alle nocciole e ricoperta di glassa al cioccolato.
L’elenco degli ingredienti, così diversi da quelli tipici della pasticceria tradizionale isolana (mandorle, pistacchi, zuccata, ricotta) rivela sicuramente un’origine particolare. Lo scrittore Leonardo Sciascia, appassionato di buon cibo e dolci, dalle impanatigghie ai taralli, non disdegnava mai la torta Savoia della più antica pasticceria di Ragusa, fondata da Giovanni Di Pasquale nel 1960.
La torta Savoia dunque, come tanti altri dolci siciliani, è probabilmente frutto di varie contaminazioni, di culture lontane, di viaggi e viaggiatori, di piccoli grandi imprenditori e rispecchia forse più di ogni altro dolce al meglio l’aspetto eclettico della gastronomia isolana.
Composta da una serie di sottilissimi strati di pan di Spagna e altrettanti di crema al cioccolato, a vederla può sembrare complicata da realizzare. Per farla bene bisognerà per prima cosa realizzare i macro ingredienti (pasta di biscotto, farcitura, bagna e copertura) seguendo quattro diverse ricette. Una volta pronti i macro ingredienti si potranno assemblare tra loro. Clicca qui per la ricetta.
Due trucchetti per sgrassare
Siamo arrivati alla fine di uno dei classici pranzi che iniziano con l'antipasto alle 12.30 e finiscono con il caffè alle 17.00 (se va bene).
Se anche voi volete portare un piatto originale sulla vostra tavola (senza passare due giorni chiusi in cucina) vi presentiamo la ricetta tradizionale dell'insalata di arance siciliane.
Dolce, succoso e con quel tocco di acidità che serve a bilanciare il sapore di ogni piatto, questo contorno è il plot twist dei pranzi in famiglia. Dopo varie portate con salumi, pasta, carne e sformati, arriva lei: fresca, colorata, leggera. Fa respirare il palato ed è perfetta per creare un piccolo spazio nello stomaco prima di concludere la giornata sul divano! Clicca qui per la ricetta.
Se, invece, non ne potete più di salato e dopo le torte avete ancora bisogno di dolcezza, la macedonia di frutta è perfetta per voi. Gli ingredienti non sono fissi si preparara normalmente secondo i gusti della frutta che più ci piacciono ma per essere chiamata tale non devono mai mancare gli agrumi.
Arance e limoni danno il tocco mediterraneo al piatto, e spesso l'ingrediente segreto è il limoncello. Si lascia macerare per alcune ore prima di servirla e il risultato è veramente favoloso. Non potete non concludere il pranzo così! Clicca qui per la ricetta.
Ma, se la digestione risulta ancora più difficile, vi proponiamo un bonus per sopravvivere (e per prepararvi alla Pasquetta). Un evergreen è proprio l'acqua con l'alloro, non c'è nessuna variante "meno" detox. L'abbiamo bevuta tutti almeno una volta, sperando di alleggerire lo stomaco, al rimedio casalingo principe della tradizione siciliana, il “canarino”. Il nome non è poi tanto di fantasia ma deriva da quel colore pallido giallo.
Nella tradizione contadina, infatti, il canarino è chiamato banalmente “acqua vugghiuta”, la ricetta è semplicissima: basta far sobbollire un poco d’acqua, alla quale si aggiungono scorze di limone, una foglia di alloro e un cucchiaino di zucchero. Secondo voci di popolo (le più veritiere) si dovrebbe servire accompagnata dalla frase “vivi ca ti passa tuttu”. Clicca qui per la ricetta.
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