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Sembra antico ma non lo è: Gangi tra curiosità storiche, arte e giovani creativi

Una cripta unica al mondo che piace al National Geographic, il secondo Giudizio Universale più grande d'Italia e tanta storia ma non solo: Gangi è contemporanea

Alessia Rotolo
Giornalista
  • 7 agosto 2018

Un vicolo del centro storico di Gangi, Sicilia

Abbarbicato sul Monte Marone con l’Etna di fronte, immerso tra le Madonie, a 120 km da Palermo e a circa 60 km da Enna, si trova il borgo medioevale Gangi che nel 2014 è stato proclamato "Borgo dei Borghi".

Un luogo rilassante per la sua aria buona, per la vista sulle vallate e i tetti dei vicini centri abitati, per i bei monumenti, e per la quiete che si vive passeggiando tra i vicoli e, da qualche tempo, è anche effervescente sul versante culturale.

Sul corso principale si trova la chiesa madre, accanto alla Torre civica oggi trasformata in Campanile. All'interno della chiesa ci sono alcuni imperdibili capolavori come l'enorme tela del Giudizio Universale.

Il dipinto è un capolavoro di Giuseppe Salerno ed è secondo per grandezza soltanto al Giudizio Universale della Cappella Sistina, a Roma (che ha ispirato l'autore) e ci sono anche diverse statue dello scultore gangitano Filippo Quattrocchi.

Al piano inferiore della chiesa è custodita una cripta dove si conservano le spoglie essiccate di diversi sacerdoti con tanto di sala di essiccazione, luogo la quale i cadaveri venivano lasciati asciugare per poi essere trattati con la cera.

In paese la cripta è soprannominata "a fossa ri parrini" ed è tornata fruibile al pubblico da due anni, prima era usata come magazzino.

Dato il particolare procedimento, che non prevede l'imbalsamazione, ma soltanto la copertura del volto con la cera, perfino i fotografi e i cameraman del National Geographic sono stati recentemente a Gangi, incuriositi, e a quanto pare, produrranno un documentario proprio su questa cipta unica al mondo.

Non solo storia: l'associazione Fuorilogos ha allestito in alcuni spazi mai utilizzati la mostra del fotografo internazionale Luis Cobelo dal titolo "Zurumbatico", (ne abbiamo parlato qui) che sta riscuotendo un buon successo di critica e pubblico.

Ad animare questo bel borgo, da poco più di un anno, è un gruppo di creativi originari di Gangi ma che da anni vivono fuori: hanno deciso di scommettere sulla propria terra e sulla cultura organizzando diverse attività come festival e mostre di arti contemporanee.

L'intento è appunto quello di promuovere e far conoscere il più possibile le tante meraviglie della piccola Gangi anche a un pubblico giovane.

Molti di loro non risiedono più a Gangi ma nonostante tutto organizzano a distanza e spesso dei raduni per andare alla ricerca di nuove idee, per coinvolgere giovani e mantenere alta l'attenzione sul paesino.

«È molto complicato organizzare tutto a distanza ma siamo molto entusiasti - racconta Elena Cicardo, che fa parte dell'associazione - Vogliamo valorizzare le nostre radici e rendere vivo il nosto territorio perché non vogliamo scompaia visto lo spopolamento».

Fuorilogos, questo il nome dell'associazione, ha diciassette soci dai diciotto ai quarant'anni, è nata a gennaio di quest'anno dopo aver organizzato l'estate scorsa il primo festival letterario "Una montagna di luoghi" (per saperne di più ecco dove ne parliamo).

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