Un giardino (di vetro) a Palermo: in mostra la "Materia vibrante" di Fabio Sciortino
Cannule al neon e materiali traslucidi compongono una vegetazione luminosa, fragile ma resistente, che riflette e frammenta la luce, dando l’impressione di essere viva
Particolare dell'opera "Giardino-fragile" di Fabio Sciortino (2025)
Curata da Ida Parlavecchio, la mostra si sviluppa come un percorso che unisce pittura e installazione, natura e artificio. Fulcro del progetto è una installazione site-specific realizzata appositamente per l’ex magazzino delle carte: un suggestivo giardino di vetro che sembra nascere dal pavimento in cemento armato.
Cannule al neon e materiali traslucidi compongono una vegetazione luminosa, fragile e resistente al tempo stesso, che riflette e frammenta la luce, dando l’impressione di una materia viva e pulsante. Il contrasto tra l’intervento artistico e l’architettura industriale delle Officine Bellotti – con le grandi scaffalature ormai vuote – amplifica la forza poetica dell’opera e restituisce allo spazio una nuova identità, sospesa tra passato produttivo e visione contemporanea.
Accanto all’installazione, la mostra presenta un ampio nucleo di opere pittoriche, distribuite tra il piano terra e il piano superiore. Qui Sciortino indaga il tema del paesaggio come luogo della memoria e dell’esperienza interiore. La natura non è rappresentata in modo descrittivo, ma evocata attraverso forme, colori e stratificazioni che rimandano a processi geologici e trasformazioni naturali. Il percorso pittorico comprende inchiostri su carta, oli su tavola e tele, in cui la materia cromatica si addensa in immagini sospese tra astrazione e riconoscibilità.
La pittura diventa così uno spazio sensoriale, capace di suggerire atmosfere e stati emotivi più che luoghi reali. Il titolo "Materia Vibrante" richiama il pensiero della filosofa Jane Bennett, che interpreta il mondo come un insieme di relazioni tra elementi umani e non umani, tutti dotati di una propria vitalità.
Un riferimento che aiuta a comprendere il senso profondo della mostra: riconoscere una forza attiva anche nella materia apparentemente inerte e riscoprire un legame più empatico con l’ambiente che ci circonda. Durante l’inaugurazione, Sciortino ha espresso l’emozione per il ritorno a Palermo e il forte legame con la città, ringraziando la curatrice per la sensibilità con cui ha saputo interpretare e accompagnare il suo lavoro.
Materia Vibrante si presenta come un progetto maturo e poetico, capace di coinvolgere anche un pubblico non specialistico, invitando a osservare la materia, la luce e lo spazio come elementi vivi e in continua trasformazione. La mostra, inaugurata il 23 ottobre, è visitabile alle Officine Bellotti fino al 14 febbraio.
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