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Un giro del mondo grazie ai gelati: i numeri e i vincitori dello Sherbeth Festival 2018

Il primo premio è del maestro gelatiere brianzolo Fabio Solighetto che vince con un gusto a base di ricotta di bufala seguito da Laura Mesa Franco e Rosario Leone D’Angelo

Balarm
La redazione
  • 2 ottobre 2018

Ricotta di bufala, grappa capovilla Prunus Aurum e pepe pejna, questo è il gusto di gelato vincitore dell'edizione 2018 dello Sherbeth Festival: a vincere il premio è Fabio Solighetto, titolare della gelateria L’albero dei Gelati di Seregno in provincia di Monz.

Al secondo posto si è piazzata Laura Mesa Franco della Gelateria Ottimo a Cruz della Sierra in Bolivia, con il gusto Dulce Arequipe, molto simile alla nostra crema spalmabile alla nocciola.

Terzo posto per Rosario Leone D’Angelo della Sikè Gelato di Milazzo, in provincia di Messina per le sue granite al caffè e alla massa di cacao.

A decretare i vincitori, la giuria presieduta dal tecnologo alimentare Franco Bray, con il giornalista di R Food Luca Iaccarino e, per la prima volta, un gelatiere: Gianfrancesco Cutelli. Il maestro, pisano di origine siciliana, ha rinunciato a partecipare al concorso per poter giudicare i colleghi.

Al tavolo delle valutazioni anche i due maestri giapponesi Taizo Shibano e Satoshi Takada vincitori della passata edizione di Sherbeth.

Solighetto ha presentato un gusto diverso da quello pensato per il pubblico che era la maple pecan chiffon cake.

«Per il concorso ho pensato ad un gusto che rappresentasse al meglio il concetto di territorio e artigianalità, ma quella vera, quella fatta di attese – dice il maestro gelatiere – ho scelto, infatti di utilizzare solo grappa invecchiata 15 anni, un periodo lunghissimo se si pensa alle produzioni industriali di oggi. Con il mio gusto ho voluto enfatizzare la perfezione delle materie prime».

«Procopio Cutelli è forse un concorso tecnico unico in Italia per la scrupolosità e il rigore con cui procede la giuria nel valutare i gelati – dice Giovanna Musumeci, co-direttore dello Sherbeth Festival – Solo grazie ai maestri gelatieri abbiamo reso grande questo festival».

La giuria ha scelto di assegnare quest’anno tre premi: uno per la migliore tecnica della preparazione del gelato; uno per il gusto che rappresentava al meglio il territorio di provenienza del maestro gelatiere, uno per l’originalità del gusto del gelato.

A vincere sono stati in sei, due per categoria ex aequo. Per la tecnica sono stati premiati Renato Trabalsa della trattoria Sora Lella di Roma e Simone Valotto della Gelateria da Simone a Noale in provincia di Venezia; per il territorio assegnati i premi a Luca e Guido De Rocco dell’Eiscafé De Rocco a Schwabach in Germania e a Fabrizio Fenu della gelateria I Fenu a Cagliari, premio per l’originalità invece assegnato a Roberto Leoni della gelateria Leoni a Cesena e Isobe Hiroaki della gelateria Quattro panchine a Yokohama in Giappone.

L’organizzazione di Sherbeth Festival ha voluto assegnare un premio speciale a Gaetano Sgroi, executive chef Opera Hotel a Kiev in Ucraina, "Per avere promosso e valorizzato il gelato italiano artigianale nel mondo".

Lo chef, che per impegni di lavoro di lavoro non ha potuto ritirare il premio, ha fatto recapitare una lettera, promettendo la sua presenza allo Sherbeth del 2019.

«Il mio amore per il gelato artigianale ha radici lontane – si legge nel messaggio – ed io nella mia carriera fatta sempre all’estero l’ho sempre voluto inserire nei miei menù ovunque abbia prestato la mia attività».

Menzioni speciali anche per Giorgio De Pellegrino, Placido Prestipino, Antonio Guida, Salvatore Farina, Luciana Coliotti, Luca Caviezel, Gaetano Sgroi, Beppo Tonon, Antonio Calò, Ruben Pili, Arnaldo Conforto.

Quest’anno la kermesse palermitana ha registrato la maggior presenza di maestre gelatiere degli ultimi anni. A preparare il gelato per il concorso, infatti, sono arrivate ben dieci donne.

La decima edizione di Sherbeth Festival ha registrato un nuovo record di presenze, tra gelato servito e persone che hanno affollato l’asse cittadino tra via Maqueda e corso Vittorio Emanuele. Quasi mezzo milione di visitatori, tra siciliani e turisti, hanno affollato le strade della kermesse nei 4 giorni del Festival, con quasi 20 mila chili di gelato servito.

Un vero giro del mondo tra 50 gusti provenienti dal mondo. In totale, i maestri gelatieri, hanno percorso 122.108 chilometri (un numero che raddoppia se pensiamo che tutti devono rientrare a casa).


Il più distante Alfonso Jarero, da Città del Messico, con la sua Gelateria Ozio, una gelateria italiana artigianale aperta a Città del Messico. Per essere presente a Palermo, ha percorso 10.502 chilometri. Viaggio intercontinentale anche per Hiroaki Isobem, che ha portato a Palermo un gusto venduto nella sua Gelateria “Quattro Panchine” a Yokohama, in Giappone.

Per non parlare di Laura Mesa della Gelateria Ottimo. Da Santa Cruz de la Sierra, che è la città più popolata della Bolivia, ha percorso 10.092 chilometri per essere presente alla decima edizione di Sherbeth Palermo.

«Desidero ringraziare chi ha creduto nel progetto Sherbeth – ha detto Antonio Cappadonia, direttore del Festival – I risultati positivi sono il frutto di un continuo impegno protratto negli anni fra sacrifici, lavoro, dedizione e passione».

Soddisfatti anche Davide Alamia e Piergiorgio Martorana, di Ad Meridiem, organizzatori del festival: «Desideriamo ringraziare prima di tutto i gelatieri, il successo di Sherbeth è possibile solo grazie a loro. Il decimo anno è un traguardo straordinario, oggi possiamo affermare che Sherbeth è diventata la manifestazione sul gelato artigianale più grande e importante del mondo. E questo ci inorgoglisce e ci spinge a fare sempre meglio. Sherbeth è una sana follia, un sogno che si è realizzato. Pensiamo adesso ai prossimi dieci anni di festival».

Felice anche il vincitore, Solighetto, che ha ricevuto anche il premio di mille euro dall’azienda Bravo:.

«Siamo contenti di essere venuti – ha detto – Sherbeth è una bellissima manifestazione. Spero che continui per tanti anni. Da Palermo mi porto via tantissimi rapporti umani con i miei colleghi. E credo che questo sia il segreto principale di questa manifestazione, dove persone che fanno lo stesso lavoro hanno la possibilità di condividere esperienze ed emozioni».

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