ARTE CONTEMPORANEA

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Una Rosalia Pop per scoraggiare chi parcheggia: l'idea di un bottegaio a Palermo

"Se vuoi bene a Santa Rosalia sposta l'auto dall'ingresso della mia bottega": le persone ignoravano il suo passo carrabile e lui ha decorato la saracinesca

Giuliana Imburgia
Giurista e fashion addicted
  • 24 ottobre 2019

La Rosalia di Beny Vitale (in arte Trebel)

Una Santa Rosalia in versione Pop Art che porta un messaggio di educazione civica per tutti i furbetti irrispettosi del passo carrabile: è l’opera commissionata da un commerciante palermitano nella zona del centro storico, poco distante dalla piazza dei quattro canti.

Stufo di vedere sempre le solite macchine maldestramente parcheggiate davanti la saracinesca del suo esercizio commerciale (nonostante la presenza del cartello di divieto) che arrecano disturbo e ingombro alla sua attività, il commerciante ha pensato di manifestare la sua richiesta di sgombero in maniera ancora più esplicita del semplice avviso "lasciare libero giorno e notte grazie": ha richiesto ad uno street artist di dipingere la saracinesca del suo negozio.

La saracinesca riporta infatti l’immagine di una coloratissima Santa Rosalia in versione Pop con la scritta "Si vvó bieniri a Santa Rosalia canzia a magghina ravanzi a me putia" (Se vuoi bene a Santa Rosalia sposta l'auto dall'ingresso della mia bottega).

Al proprietario della "putia" non è certo mancata l’inventiva e la simpatia. La mano che ha realizzato l’opera é lo street artist siciliano Beny Vitale (in arte Trebel), 37 anni, già noto nel panorama della street art palermitana per aver realizzato altre opere che però non hanno goduto dello stesso benestare della Santa sulla saracinesca.

Trebel infatti ha firmato anche il murales che raffigura l’immagine di un Padre Pio in versione contemporanea in un muro all’interno del mercato della Vucciria di Palermo.

Con una birra in una mano e un sacchetto della spesa nell’altra, il murales di Trebel non è stato capito e approvato da tutti, tanto da essere stato additato dalla gente del posto come un’immagine irrispettosa e quasi blasfema.

«L’opera é stata più volte vandalizzata e la birra cancellata, e un pomeriggio mentre lavoravo si é arrivati alla lite e io sono perfino dovuto scappare a causa delle critiche pesanti delle persone del posto» ci dice Trebel.

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