CRONACA

HomeAttualitàCronaca

Addio Prada, più ramen store e l'Hard Rock Cafè: come cambia il commercio a Palermo

Se da una parte c’è chi accusa una crisi del commercio, dall’altra c’è chi parla invece di un saldo positivo, con gruppi che guardano con interesse alla città. Il punto

  • 14 febbraio 2026

L'insegna dell'Hard Rock Cafè a Palermo

Palermo non veste (più) Prada. Mentre nelle sale cinematografiche si aspetta l’atteso sequel della pellicola con Meryl Streep e Anne Hathaway, il capoluogo siciliano si prepara a dare l’addio allo store della maison in via Libertà. La data dello stop si avvicina: si parla, infatti, del 31 marzo. Ma se da una parte c’è chi parla di crisi del commercio in città, dall’altra c’è chi parla di un saldo positivo, con gruppi che guardano con interesse alla città.

Ma andiamo per gradi: si chiudono, così, i cancelli di Prada, dopo 15 anni. E non è l’unica grande firma che ha abbandonato Palermo: prima Hermès, poi Michael Kors. In città, da tempo ormai, trovano ampio spazio, invece, i noti marchi legati al food: KFC ne è un esempio o i numerosi “ramen store” (una decina in città) e “Asian market” con prodotti tipici e virali sui social. E, ancora, “Hard Rock Cafè”, che aprirà in via Maqueda (e sono disponibili offerte lavorative), al posto di un altro negozio di abbigliamento, che ha chiuso i battenti: OVS, che vanta tuttavia, diversi store in città e nei centri commerciali.

«Quando un grande marchio lascia la città, assistiamo ad una perdita economica e di attrattività. Se ciò accade a maison del genere, è evidente le difficoltà che vive il piccolo commercio indipendente. La voglia di resistere c’è, ovviamente. Ma ancora per quanto? – spiega Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo e vicepresidente nazionale -. Le difficoltà sono note: crollo dei consumi in primis, aumento dei costi generali, concorrenza dell’online e criticità strutturali che incidono sulla vivibilità urbana. L’addio di Prada è la “prova provata” che a Palermo il commercio sta vivendo una fase critica e certamente non per mancanza di capacità degli imprenditori locali. Ormai da tempo chiediamo alla politica interventi mirati per potere creare condizioni favorevoli agli investimenti per sostenere l’imprenditoria locale»

«Prendiamo atto, con profondo rammarico, di questa scelta imprenditoriale del gruppo Prada, che probabilmente rientra in una strategia di riorganizzazione più ampia – fa sapere l’assessore alle Attività Produttive del Comune di Palermo, Giuliano Forzinetti -. Ogni saracinesca che si abbassa rappresenta una ferita per la città, a prescindere dalle dimensioni e dal marchio di riferimento. Le città stanno assistendo ad una riorganizzazione profonda del settore commerciale e la città di Palermo non fa eccezione. Nonostante la chiusura di alcuni punti vendita legati a grandi marchi, la città è molto viva dal punto di vista commerciale, abbiamo redatto provvedimenti importanti per lo sviluppo di assi importanti come ad esempio la Via Roma.

Stiamo continuando a sviluppare e implementare le migliori condizioni per lo sviluppo del commercio in città. Non possiamo entrare nel merito di alcune scelte imprenditoriali che sicuramente rappresentano una ferita per la città, ma faremo come sempre, la nostra parte per scongiurarle. Nel complesso il saldo è positivo, e fortunatamente i gruppi che guardano con interesse la città sono di più rispetto a quello che l'hanno lasciata. Siamo fiduciosi e positivi per il futuro commerciale della nostra città».
Ti è piaciuto questo articolo?
Seguici anche sui social
Iscriviti alla newsletter
Cliccando su "Iscriviti" confermo di aver preso visione dell'informativa sul trattamento dei dati.

GLI ARTICOLI PIÚ LETTI