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Il porto dell'Arenella al buio, il quartiere non ci sta: "Ridate decoro alla nostra borgata"

Zone intere convivono da mesi con lampioni spenti, cavi penzolanti e disagio generale, dovuto alla mancanza di interventi: cosa dice la borgata marinara

Nicoletta Sanfratello
Studentessa di Lettere classiche
  • 10 giugno 2026

Arenella al buio

A Palermo, l’illuminazione pubblica sembra essere una specie di lotteria. Alcune strade sono illuminate a giorni alterni, altre invece sono totalmente avvolte dalle tenebre, rischiarate solo dalle luci dei telefoni dei residenti che provano ad illuminare il proprio cammino verso casa, durante le ore della sera.

Ci sono quartieri interi che convivono da mesi con lampioni spenti, cavi penzolanti e disagio generale, dovuto alla mancanza di interventi. Uno di questi è la borgata marinara Arenella che da un po’ di tempo a questa parte, vede uno dei suoi centri nevralgici – lo scalo – completamente al buio.

A complicare il quadro c’è il fatto che i due scali sono gestiti da due enti diversi: da un lato c’è lo scalo nuovo, che è competenza dell’Autorità Portuale, dall’altro invece lo scalo vecchio, il cui impianto sarebbe stato scollegato perché collocato all’interno di una proprietà privata.

«Per quello che riguarda lo scalo nuovo all’Arenella, la mancata illuminazione è dovuta al fatto che deve essere l’Autorità Portuale a mettere in funzione l’impianto – racconta a Balarm il consigliere comunale Natale Puma -. Ultimamente sono stati messi dei corpi illuminanti, però la banchina non è accesa».

Dall’Autorità Portuale fanno sapere che sono stati portati avanti e concluso gli interventi di ripristino ed è stata immediatamente avviata la procedura per ottenere da Enel, tramite Consip (Concessionaria Servizi Informativi Pubblici), l’attivazione della fornitura elettrica. In attesa del collegamento dell’iter e l’avvio del servizio, è stata richiesta ad Amg la possibilità di un collegamento temporaneo al proprio impianto, così da interrompere il disservizio e garantire l’alimentazione elettrica.

Il discorso cambia invece per lo scalo vecchio: «Lo scalo vecchio dell’Arenella ha una problematica legata a una cabina che, a quanto pare, sembra essere collocata all’interno di una proprietà privata – continua il consigliere Puma -.

Ci sono dunque due interlocuzioni che in questo momento sono aperte, una con l’Autorità Portuale per lo scalo nuovo, la seconda con il comune per lo scalo vecchio. L’illuminazione, soprattutto nelle zone portuali è fondamentale, perché si tratta di una questione di sicurezza, di soccorso in mare.

Immaginiamo ad esempio una barca che ha difficoltà e i soccorsi arrivino presso una banchina completamente al buio, è uno scenario inconcepibile».

L’assenza di illuminazione della banchina contribuisce al verificarsi di fenomeni di vandalismo alle barche ormeggiate: «Poi c’è anche una questione legata alla tutela dei propri mezzi. Le barche sono spesso oggetto di incursione da parte di facinorosi che rubano o vandalizzano. L’illuminazione serve anche per dare sicurezza a chi fruisce e lavora su questi moli».

Secondo quanto aveva dichiarato a Balarm Amg Energia in un precedente articolo: «Per ciò che riguarda lo scalo vecchio all'Arenella, il quadro elettrico che comanda l’impianto è stato riscontrato da AMG Energia inglobato in area privata (dove si trova un ristorante) ed è stato spento, ormai da tempo, per ragioni di sicurezza a tutela della pubblica incolumità. Dopo un sopralluogo congiunto con i tecnici comunali è stato lasciato disattivo perché l’area risulterebbe di proprietà privata. Eventuali determinazioni in merito vanno assunte dagli uffici tecnici comunali dal momento che gli impianti di illuminazione pubblica della città sono di proprietà del Comune.

Mentre per ciò che riguarda lo scalo nuovo, l'area indicata è dotata di nuovo impianto di illuminazione, realizzato con un intervento di riqualificazione dall’Autorità portuale (Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale) che lo gestirà, ricevendolo in consegna da parte degli uffici tecnici comunali. Il vecchio impianto non è più in funzione in seguito alla realizzazione della nuova infrastruttura. Sul nuovo impianto di illuminazione AMG Energia non ha e non avrà competenze».

La situazione di mancata illuminazione dello scalo però, non è certo una cosa nuova. È da anni che il consigliere Puma sollecita per risolvere questo disagio: «La situazione allo scalo vecchio dell’Arenella è già datata, me ne sono occupato anche quando ero consigliere di Circoscrizione, parliamo quindi di un processo che va avanti da ormai otto anni. Per lo scalo nuovo invece, si parla di un paio d’anni di buio».

Qualcosa però sembra muoversi rispetto a degli interventi di ripristino sul litorale, per rimediare, tra le altre cose, ai danni del ciclone Harry.

«Ho chiesto al Comune di Palermo che lo stanziamento dei 300.000 euro da parte del sindaco, che dovevano essere usati per Mondello qualora l’Italo-Belga non fosse stata rimessa nell’operatività nel CGA, di riprendere anche il resto del litorale di Palermo e in particolare le borgate Arenella e Vergine Maria, che hanno la necessità di sistemazione con mezzo meccanico e della ricostruzione di una strada che è stata distrutta dal ciclone e di altri lavori di ricostruzione. Già questa mattina all’Arenella il mezzo meccanico sta operando, qualcosa dunque si comincia a muovere».

Rispetto ai disagi dovuti alla mancata illuminazione sono residenti e pescatori a doversi arrangiare per far fronte al problema: «Il disagio della mancata illuminazione è innanzitutto di sicurezza – racconta a Balarm Flavio La Bruna, residente del quartiere e membro del Laboratorio di Quartiere Arenella -.

Un’area così vasta al buio è problematica perché crea una zona inaccessibile: c’è rischio di furti, i cittadini non possono effettivamente vedere dove si muovono, anche per i pescatori il disagio è alto. Non si riesce a lavorare al buio, sperimentando grossi problemi sia durante la pesca che durante la manutenzione e l’approdo.

Molti pescatori hanno avuto questo tipo di difficoltà, uno di loro ha addirittura sfasciato la barca per rientrare, perché mancando il punto di illuminazione è andato a sbattere contro la banchina, non vedendo dove stesse andando nello specifico.

Tra l’altro l’area dello scalo, soprattutto quello vecchio, potrebbe avere un’altissima vocazione turistica e commerciale: sono presenti infatti molti locali, centro della movida del quartiere; invece, l’area rimane al buio e non valorizzata come potrebbe.
Per non parlare del problema dei pali della luce spenti di fronte alle abitazioni dei residenti, che sono costretti a vivere il disagio di non avere una strada dignitosamente illuminata tornando a casa».

Rispetto agli interventi sul litorale del quartiere, si erano mobilitati anche cittadini e associazioni, sollecitando l’amministrazione per un tempestivo intervento, ma scendendo anche in campo poco dopo il ciclone Harry, per provare a mitigare i danni della calamità.

«Anche su sollecitazione delle varie realtà che operano nella borgata, oggi sono partiti degli interventi di ripristino del litorale in cui sono stati utilizzati dei mezzi pesanti per arginare i danni del ciclone Harry. Già in precedenza, pochi giorni dopo il ciclone, i volontari del quartiere si sono messi all’opera con una pulizia della spiaggia ma questo non basta: la speranza è che finalmente, con questo intervento strutturato, si possa tornare alla normalità, ridando decoro alla nostra borgata, soprattutto per chi la abita».
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