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Oliva e i ricordi dei nonni Florio: "Con i loro racconti respiravo l'atmosfera dell'epoca"

Oliva Salviati fa parte di una famiglia ducale toscana e oggi vive a Migliarino nella villa della famiglia Florio. È la nipote di Igiea Costanza Florio, figlia di Franca e Ignazio

Rosa Guttilla
Giornalista
  • 6 settembre 2021

Oliva Salviati

C’è un legame forte tra la Toscana e la Sicilia, nutrito costantemente dalla famiglia Salviati che, tra memorie e qualche oggetto d’epoca, tiene viva l’eccezionale saga della famiglia Florio.

Nella villa di famiglia a Migliarino, appunto, vive Oliva Salviati, figlia di Forese appartenente ad una famiglia ducale toscana, a sua volta figlio di Igiea Costanza Florio, figlia di Franca e Ignazio Florio.

«Il più importante insegnamento - ci ha detto la signora Oliva - che ho assorbito dalle vicende dei miei nonni e bisnonni è quello che tutto è fragile e aleatorio; che oggi le cose ci sono e domani possono non esserci più. È un assunto che tengo presente ogni giorno nella mia vita».

Il fascino, l’interesse e non ultima l’ammirazione verso le alterne vicende della famiglia Florio, sono state da sempre riportate su testi storici o romanzi ma ascoltare i ricordi di chi ha vissuto e respirato l’atmosfera dell’epoca ha un sapore unico.



«I miei nonni erano due persone molto forti di carattere; certamente nonna Igiea poteva appariva molto dura ma sono convinta che fosse una durezza, in qualche modo, necessaria per vivere e affrontare i tanti momenti difficili che si è trovata davanti.

Aveva un animo dolce e sentimentale mascherato da questa rigidità. Non dobbiamo dimenticare che oltre alle vicende familiari che tutti conosciamo affrontarono anche una guerra.

A tal proposito mi fa piacere ricordare che mio nonno, che fu anche aviatore, ricevette la medaglia d’argento al valore militare e insieme a mia nonna riuscirono, dando grande prova di coraggio e carattere, a salvare tutti gli abitanti di Migliarino. I tedeschi, infatti, avevano stipato le persone nel granaio della villa di famiglia, con l’intento di ucciderli tutti incendiando il granaio.

Sfidando il regime ed esponendosi in prima persona i nonni riuscirono a convincerli a non agire in tal senso.

Ho tanti ricordi legati alla mia infanzia. La nonna Igiea aveva un cagnolino piccolo con al collo un piccolo sonaglio. Ricordo che quando ero piccola, insieme ai miei cuginetti, scappavamo via appena sentivamo lo scampanellio del cane, perché capivamo che stava arrivando la nonna dal carattere duro.

Poi quando siamo diventati più grandi invece si intratteneva molto a parlare con noi, e abbiamo compreso, ovviamente, che quel rigore era dettato da altre contingenze. Per questo credo anche non amasse molto parlare della Sicilia, molti tristi ricordi erano legati all’Isola.

Posso dire che il loro fu un grande amore durato oltre 50 anni; ho ritrovato delle lettere molto belle e romantiche e conservo degli oggetti che, molto affettuosamente, mia nonna volle destinare a me. Sono una piccola toilette rosa, che apparteneva a sua madre, e un libro sui cavalli, di cui sono molto appassionata».

Tra gli oggetti che Oliva Salviati custodisce anche con grande cura qualche abito di seta della bisnonna e altre lettere, tra cui alcune che il pittore Boldini scambiò con Ignazio Florio, in merito al famoso quadro di donna Franca, oggi custodito a Palermo dai coniugi Berlingieri.

«Non tutti sanno che l’opera originale del quadro era stata pensata, e realizzata, dall’artista con Franca Florio vicino ad un pianoforte e con un abito che le lasciava le gambe scoperte dalle ginocchia in giù. Quando il marito Ignazio vide il quadro finito, si infuriò e pretese che Boldini rimediasse in qualche modo al fattaccio, allungando il vestito di Donna Franca. E di questa vicenda conservo delle lettere originali dell’epoca».

A guardarlo bene, infatti, nel quadro si riscontra l’intervento aggiunto da Boldini che, non essendo d’accordo, non lo fece a regola d’arte, volutamente.

«Io sono molto legata alla Sicilia e ai siciliani - ci ha detto Oliva Salviati - nonostante da piccola mio padre non ci portasse spesso. Ho comprato una casa a Ortigia e conto di prenderne una Palermo; se potessi sceglierei di vivere sempre in Sicilia.

Mi duole molto, però, constatare come non ci sia sufficiente consapevolezza del grande patrimonio culturale che questa terra ha il privilegio di custodire.

Mi auguro che presto la Sicilia possa tornare il centro, economico e non solo culturale, del Mediterraneo come fu al tempo di Franca e Ignazio, nonostante il triste esito. Questa terrà può e deve essere punto di riferimento per il territorio nazionale e non solo».
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