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Un primo gennaio a misura di turista (e non solo): breve guida artistica di Palermo

Il primo giorno dell'anno può rivelarsi un'ottima occasione per scoprire (o riscoprire) Palermo e i suoi tesoritra musei, palazzi storici e mostre per tutti i gusti

Nicoletta Fersini
Giornalista e Fotografa
  • 31 dicembre 2019

Annunciata, di Antonello da Messina. Particolare

Abbuffate, cenoni, party sfrenati e chi più ne ha più ne metta. Il perfetto ritratto del Capodanno è festaiolo e alticcio, all'alba ancora sveglio e segnato da terribili "postumi".

Sembrerà impossibile crederlo ma il primo gennaio esiste: è rosso in calendario, è ufficialmente un giorno di festa e per i molti di stanza a Palermo "da turisti" (approfittando del lungo ponte) è certamente un'occasione per passeggiare, scattare un selfie dietro l'altro e - perchè no? - per scoprire la città e godersela lontano dalla folla e dal traffico di sempre.

Meteo permettendo, ci si può immergere tra vicoli e vicoletti del centro storico dal Palazzo Reale e lungo il Cassaro (il corso Vittorio Emanuele, per intenderci) e qui fermarsi per qualche tappa "culturale", delle vere chicche per gli amanti dell'arte.

Chi viene per la prima volta a Palermo (e non solo) non può perdersi l'inedita "Rosalia eris in peste patrona" al Palazzo Reale, mostra che raccoglie ben trentotto tra le più importanti opere d'arte dedicate a Santa Rosalia, amatissima Patrona della città.

Così tra un Van Dyck, un Novelli, un La Barbera e un Preti - per citarne solo alcuni - ci si può immergere in un pezzo di storia importante della città, uno dei momenti più tragici (quello della peste) che ha dato vita a uno dei culti devozionali più sentiti dall'intera comunità.

Proseguendo lungo il corso Vittorio, in piazza Bologni e all'interno di Palazzo Belmonte Riso è ancora visibile la "Foresta Urbana" a cura di Paolo Falcone che raccoglie in un unico progetto i lavori dei più importanti nomi della scena contemporanea per un unico scopo: realizzare attraverso le più svariate e personali espressioni artistiche una foresta ideale e simbolica nel cuore della città.

Da qui in poi, c'è solo da scegliere: al bivio dei Quattro Canti le possibilità triplicano e, oltre ad ammirare la bellezza del centro (che di per sè fa già tanto) ci si può soffermare in alcuni luoghi più specifici.

Tra uno scatto in piazza della Vergogna e uno sotto le cupole della Martorana, una tappa certa è la Gam (Galleria d'Arte Moderna) di piazza Sant'Anna tra le suggestioni della Palermo Liberty dei dipinti di Antonino Leto, indiscusso protagonista della siciliana.

Per chi ama l'arte e la storia antica è un imperativo assoluto far tappa al Museo Salinas (in via Bara all'Olivella), scrigno che racchiude secoli di archeologia e scoperte che lo rendono uno dei poli museali più importanti d'Italia. Al suo interno sono visitabili ben due mostre.

Un chiaro omaggio "contemporaneo" alla cultura greca del passato è la mostra della scultrice Venia Dimitrakopoulou le cui opere tra sculture, carte e installazioni dialogano armonicamente con i reperti archeologici esposti in permanenza nelle sale museali.

Con la seconda esposizione, invece, si torna a parlare di Sicilia, in particolare di Palermo e del suo excursus da Capitale del Regno borbonico a Capitale della Cultura 2018.

Un'occasione per ammirare una vasta selezione di opere e reperti donati all’allora Museo di Palermo proprio dai Borbone, oltre a diverse opere provenienti da scavi finanziati dai reali a Pompei, Ercolano e Torre del Greco.

Se di archeologia si parla, non possiamo non menzionare l'inedita esposizione del Kouros di Lentini recentemente riassemblato e visibile in tutto il suo splendore all'interno di Palazzo Branciforte. Una scultura arcaica, ricavata da un unico blocco di marmo bianco proveniente dalle isole Cicladi.

Una straordinaria esposizione dedicata a Modigliani che prevede due delle più belle opere dell’artista toscano (Jeanne e Hannalore), mai esposte a Palermo, e quelle dei suoi amici, pittori di grande rilievo internazionale che in diverse occasioni e circostanze hanno intrecciato relazioni e amicizia con l’artista italiano, condividendo non solo la passione per la pittura ma anche esperienze di vita.

Il primo gennaio l'esposizione è aperta dalle 10 alle 20.30 ma leggi di più sulle circa cinquanta opere nelle quali è riprodotto l’universo e l’immaginario femminile di Amedeo Modigliani: "Les Femmes Modigliani Experience".

A Palazzo Abatellis, invece, oltre al tripudio di Medioevo, Barocco e Rinascimento della "Eredità d'arte" custodita proprio all'interno dell'edificio e finora mai esposta al pubblico, si può visitare la più grande mostra mai allestita e interamente dedicata al pittore Antonello Da Messina con opere provenienti dagli Uffizi di Firenze e dalle più prestigiose collezioni di tutto il mondo. Una tra tutte, la celeberrima "Annunciazione".

Ultima tappa - ma non di certo per importanza - è l'esposizione di abiti originali dal Settecento e dell'Ottocento in mostra per "Vestiture del Regno di Sicilia" a Palazzo Mirto, una delle location più prestigiose del centro storico, già sede della casata aristocratica dei Filangeri Principi di Mirto. Tra i fasti delle sale si alternano abiti da gran sera, di memoria gattopardiana, tra broccati, sete e panier dai tessuti pregiati: un sogno per tutti i visitatori.

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